Tatanka I'yotan...'s profileFINO A QUANDO IL BISONTE...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
FINO A QUANDO IL BISONTE VIVRA',QUESTA TERRA APPARTERRA' AI SIOUX"...una nazione non è interamente conquistata finchè i cuori delle sue donne resistono..."
April 28 I Nativi sulle “scuse” di Papa Ratzinger…I Nativi sulle “scuse” di Papa Ratzinger…
25 aprile, 2009, territorio della Nazione dei Squamish, costa ovest del Canada. Al popolo italiano, da parte degli anziani rappresentanti di varie nazioni indigene del Canada. Tra il 1890 e il 1996, più di 50.000 bambini indigeni sono morti nelle scuole residenziali per native americani in tutto il Canada, principalmente dalla Chiesa cattolica Romana, che fondarono e gestirono più dei due terzi di queste scuole. Nessuno è mai stato processato per la morte di questi bambini, e la Chiesa cattolica si rifiuta di rivelare dove questi bambini siano stati sepolti e come sono morti. Questa settimana, il 29/4 Papa Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, farà le sue “scuse” per il grave danno che è stato causato nelle scuole residenziali per nativi americani. 1. Identificare il posto dove sono sepolti i bambini morti in queste scuole cattoliche, e ordinare che i loro resti vengano restituiti ai loro familiari per una degna sepoltura. Noi crediamo che queste richieste nei confronti del Papa, Joseph Ratzinger, sono giuste ed eque, e sono quelle che devono essere fatte se vogliamo che la giustizia venga fatta e che Dio sia onorato. Nel fare queste richieste, noi ci dissociamo pubblicamente dal cosìddetto leader dei nativi americani canadesi, “Capo” Phil Fontaine, che apparirà insieme al Papa come destinatario delle sue “scuse.” Il Sig. Fontaine non rappresenta i Nativi Americani in Canada, ma lavora invece per il governo canadese. Non ha mai consultato i nostri anziani, o altri rappresentanti indigeni, prima di partire per Roma. Chiediamo al popolo italiano di fare pressione sul Papa e sulla Chiesa Cattolica per far si’ che accettino le nostre richieste. Vi chiediamo anche di informarvi sul genocidio canadese tramite il sito web menzionato qui sotto, e di contattare la nostra associazione, The Friends and Relatives of the Disappeared [“Amici e parenti degli scomparsi”]. Questo comunicato ufficiale, inviato da Kevin Annett e inoltrato a noi da Vittorio Delle Fratte, tradotto da C. Boyle, ci impone il massimo impegno nella sua diffusione. Al momento non è ancora visibile sul sito www.hiddenfromhistory.org, e probabilmente lo sarà solo al momento delle “scuse” papali previste per domani. Noi lo pubblichiamo oggi, e ci impegneremo in tal senso, come sapete collaboriamo e supportiamo il lavoro di Kevin Annett, diffondiamo le verità storiche sulle scuole residenziali canadesi e le boarding school da molto tempo, e siamo in prima fila nel chiedere al Papa di ammettere pubblicamente le colpe della chiesa cattolica romana nei crimini commessi in queste scuole, ma certamente di farlo in modo sincero; non possiamo, al momento, conoscere le reali intenzioni delle scuse che saranno fatte domani dal Papa alla presenza di Phil Fontaine, né se quest’ultimo sia davvero mosso da sinceri intenti o lavori davvero per il governo, certo ci chiediamo come mai non sia il Papa ad andare dai Nativi Americani per porgere scusa ma sia un loro (unico?) “rappresentante” a muoversi per venire in Italia. Ci permettiamo di avere dei dubbi sulla sincerità delle scuse che saranno presentate domani, perché anche noi pensiamo che ad esse debbano seguire altre azioni ben più concrete, a cominciare dal dire TUTTA la verità. E a far sì che i funzionari cattolici responsabili di questi crimini paghino il loro debito con la giustizia. Siamo convinti che questo non avverrà, quindi, per favore, unitevi a noi nel far pressione affinchè tutto non finisca con delle scuse di facciata, diffondete questo comunicato e gli altri che potranno venire!
![]() March 31 AIM warrior Robert RobideauAIM warrior Robert Robideau Martedì scorso Bob Robideau è deceduto nella sua casa a Barcellona,all’età di 61 anni. Membro della Turtle Mountain e della tribù White Earth Ojibwa,è stato un membro attivo dell’ American Indian Movement (AIM) dal 1973. Ci uniamo al ricordo di questo guerriero e inviamo sincere condoglianze alla famiglia e ai suoi amici. Per chi non lo sapesse,Bob,dopo una sparatoria con l’FBI nella riserva di Pine Ridge,nel giugno del 1975, nel periodo conosciuto come il regno del terrore,fu arrestato e successivamente rilasciato per l’uccisione di due agenti. Proprio i fatti per cui successivamente fu arrestato Leonard Peltier. In quel periodo, 60 membri AIM furono uccisi e centinaia aggrediti dal governo che voleva distruggere l’AIM. Lo potete vedere nel film documentario “Incident at Oglala” e in altri importanti documentari relativi all’ AIM, Anna Mae Aquash e Peltier, di cui ha parlato ampiamente negli Stati Uniti e in Europa. Ha fondato il Museo dell’American Indian Movement(http://www.americanindianm.org/) a Barcellona,Spagna, di cui era anche direttore, e dove è mostrata gran parte della storia dell’ AIM. Un inventario(http://rmoa.unm.edu/) del suo lavoro con il Comitato di Difesa Leonard Peltier e l’ American Indian Movement, dal 1973 al 1994, si trova presso l’Università del New Mexico, presso il Center for Southwest Research. Alcune sue opere sono visibili presso la Galleria Bonnie Kahn(http://www.bonniekahngallery.com/) ![]() LETTERA DI LEONARD PELTIER IN RICORDO DI ROBERT(BOB)ROBIDEAU. Saluto i miei parenti! Si tratta di una vera e propria con profondo senso di perdita che ho scritto questo. La perdita di mio fratello nella lotta per i diritti indigeni,che è stato anche mio cugino di sangue e anche di un convenuto nel Oglala Shoot-Out prove. Sto parlando di Robert Robideau,che abbiamo chiamato Bob la maggior parte del tempo. Bob è stato un infaticabile attivista per la mia libertà e diritti degli indigeni in tutto il mondo.Non posso esprimere abbastanza notevolmente il suo modo di lasciare questo livello di esistenza sarà perso. Bob e sono cresciuto insieme. Siamo stati coinvolti in 70's American Indian Movement insieme. Siamo stati insieme a colpo. Siamo stati in fuga insieme e oltre i 33 anni della mia prigionia, Bob è stato una persona che ho potuto contare su di un sacco di motivi. Abbiamo riso insieme, quarreled l'uno con l'altro, ha elogiato l'un l'altro e ha forti dissensi a volte. Bob è la persona ho potuto davvero contare su di dirmi il dritto di esso, se mi è piaciuto o no. Io non parlare di Bob in persona, che spesso, come di ritardo, ma solo il pensiero di sapere che sarà un po 'di tempo prima di parlare con lui ancora una volta,provoca un senso di mancanza di lui, come mai prima d'ora. E 'stato a volte il mio peggiore critico e, a volte, la mia migliore sostegno, ma lui è sempre stato il mio fratello e ho amato lui caro. Io non ha dubbi sul fatto che ovunque si trova, è l'organizzazione di un gruppo di sostegno di qualche tipo. Se ho pensato è stato nulla che mi potrebbe dire che lo avrebbe portato di nuovo a noi, questa affermazione potrebbe andare avanti per tutto il tempo che ha preso. Tuttavia, la realtà è ciò che è, lo so Bob apprezzeranno le nostre preoccupazioni per il cari ha lasciato dietro di noi e vogliamo andare avanti e fare il meglio che possiamo per rendere questo una migliore e più ibera, più giusta mondo in cui viviamo ed egli sarebbe sicuramente ci ricordano che noi siamo i custodi del futuro e i detentori di oggi. E 'sempre difficile affrontare la perdita di persone che si conoscevano e la cura,ma una volta ogni tanto, vi è una perdita che è più profondo di tutto il resto. In questo smarrimento,vi è spesso una perdita di parole. E 'un momento in cui l'ammortizzatore della situazione è talmente stretta che hai appena non sanno cosa dire. Una cosa che posso dire per certo è che la perdita è di Bob Robideau una perdita per tutti. E a Bob, non so per quanto tempo sarò qui da me, ma non importa. Attendo con ansia di vedere ancora una volta mio fratello, un altro tempo, in altri luoghi. Maggio il Creatore sia con te, ovunque tu sia e ovunque tu vada. Nello spirito del Crazy Horse, Bob Robideau, Steve Robideau, Joe Stuntz, Bobby Garcia, Roque Dueñas, Nilak Butler, Anna Mae Aquash, e tutti gli altri che ha dato di se stessi per il nostro popolo. Mitakuye oyasin Leonard Peltier Greetings my relatives! It is with a real deep sense of loss that I write this. The loss of my brother in the struggle for Indigenous rights who was also my blood cousin and also a defendant in the Oglala shoot-out trials. I am speaking of Robert Robideau, who we called Bob most of the time. Bob was a tireless campaigner for my freedom and Indigenous rights all over the world. I can’t express enough how greatly his leaving this level of existence will be missed. Bob and I grew up together. We were involved in the 70’s American Indian Movement together. We were shot at together. We were on the run together and over the 33 years of my imprisonment, Bob was a person I could count on for a lot of reasons. We laughed together, quarreled with one another, praised one another and had strong disagreements at times. Bob was the one person I could truly count on to tell me the straight of it, whether I liked it or not. I didn’t talk to Bob in person that often, as of late, but just the thought of knowing it will be a while before I talk with him again, causes a sense of missing him like never before. He was sometimes my worst critic and sometimes my best support, but he was always my brother and I loved him dearly. I wouldn’t doubt that wherever he is at, he’s organizing a support group of some sort. If I thought there was anything that I could say that would bring him back to us, this statement would go on for as long as it took. However, reality being what it is, I know Bob will appreciate our concerns for the loved ones he left behind and want us to go on and do the very best we can to make this a better and more free, more just world we live in and he would surely remind us that we are the guardians of the future and the keepers of today. It is always difficult to address the loss of people you knew and cared about, but every once in awhile, there is a loss that is deeper than all the rest. In this loss, there is often a loss of words. It is a time when the shock of the situation is so close that you just don’t know what to say. One thing I can say for sure is that the loss of Bob Robideau is a loss to all. And to Bob, I don’t know how long I’ll be here myself, but that doesn’t matter. I look forward to seeing you again my brother, some other time, some other place. May the Creator be with you wherever you are and wherever you go. In the Spirit of Crazy Horse, Bob Robideau, Steve Robideau, Joe Stuntz, Bobby Garcia, Roque Duenas, Nilak Butler, Anna Mae Aquash, , and all the others who gave of themselves for our People. Mitakuye oyasin Leonard Peltier March 27 Il Razzismo dei media“Il fatto di aver chiamato gli Indiani “selvaggi “ per moltissimi anni, non ne ha mai reso tale nemmeno uno”. Luther Standing Bear, Sioux Lakota. Molto spesso, per descrivere i popoli indigeni vengono usati termini come “primitivi” o “uomini dell’età della pietra”: parole che rafforzano la falsa idea che questi popoli siano rimasti immutati per generazioni. Questa percezione, che risale all’epoca coloniale, è non solo scientificamente sbagliata ma è anche pericolosa perché alimenta pregiudizi utilizzati ancora oggi per legittimare la violazione dei loro diritti. In realtà, tutte le società umane, sebbene in modi differenti, evolvono nel tempo, adattandosi costantemente a un ambiente in perenne trasformazione: così è anche i popoli tribali, che non sono meno moderni o contemporanei di quanto lo siamo noi. Essi semplicemente hanno stili di vita “diversi” dal nostro, ma altrettanto sofisticati. Riferirsi al mondo dei popoli indigeni come al “paleolitico” significa sostenere, spesso inconsapevolmente, che le loro società non siano in alcun modo evolute (al contrario delle nostre) e che abbiano pertanto bisogno di aiuto per “svilupparsi” e “civilizzarsi”. Quante volte, per esempio, governi e multinazionali hanno costretto i popoli tribali a sedentarizzarsi o a cambiare vita “per il loro bene”, per “aiutarli a stare al passo” col resto del mondo? Gli effetti di queste interferenze, che costituiscono una grave violazione del loro diritto di decidere liberamente del proprio futuro, sono sempre catastrofici: povertà, alcolismo, prostituzione, morte e malattia. ![]() Survival ha lanciato una grande campagna internazionale volta a sensibilizzare giornalisti, editori, politici e opinione pubblica sull’uso consolidato ma pericoloso di questa terminologia. Vi invitiamo, insieme a noi(www.nativi americani.it) e Survival.it, a passare all’azione. Se vi capita di leggere libri o articoli che parlano dei Nativi Americani,o dei popoli indigeni e tribali come di uomini “primitivi”, o “selvaggi”, non esitate a far conoscere la vostra opinione ai giornalisti e agli editori, e informate subito Survival. Potete inviare loro una lettera oppure una e-mail utilizzando il testo suggerito oppure scriverne uno vostro personale, segnalando qui sul Blog le violazioni che avete riscontrato. March 12 Cento anni dalla Morte dell'ultimo Capo Indiano della Nazione Apache:Geronimo Il 17 Febbraio 2009, è stata tenuta una conferenza stampa a Washington,D.C., nel Circolo Nazionale della Stampa. Ha partecipato Harlyn Geronimo,il pronipote del leggendario guerriero Apache-Geronimo. Harlyn, con altri 19 discendenti da parte di sangue del “difensore della terra Apache”, ha presentato oggi una querela contro il governo federale. Cercano di avere indietro il corpo di Geronimo, tutt’ora sepolto a Fort Sill, Oklahoma, per riportarlo negli antichi territori di sepoltura degli Apaches. I discendenti hanno anche presentato una protesta sul fatto che nel 1918, un gruppo di studenti della Yale appartenenti alla società segreta “Ordine Teschi & Ossa” abbiano rivendicato il “furto del teschio di Geronimo ” dalla sua tomba a Fort Sill. Secondo la press release presentata per l’occasione,uno di loro,Prescott (Sheldon) Bush, nonno dell’ex Presidente Bush,ha fatto parte della cricca che ha partecipato al presunto “furto del cranio”. L’ex Ministro della Giustizia degli U.S., Ramsey Clark, rappresenta i discendenti di Geronimo nella querela. L’ “Ordine Teschi & Ossa” e L’ Università di Yale sono anche citati come testimoni alla difesa nel contenzioso. Geronimo morì il 17 Febbraio 1909, cento anni fa. Harlyn Geronimo Attualmente i resti di mio bisnonno sono ancora sepolti a Fort Sill, nella Riserva di Lowton. Penso che questo sia stata fonte di molta preoccupazione per noi,specialmente negli ultimi 10 anni. E siamo giunti alla conclusione che,forse,fosse arrivato il momento di intentare una causa,che apparentemente sembra essere stata accettata oggi dalla corte federale. Siamo felici di avere finalmente preso questa iniziativa perché credo fermamente dal profondo del mio cuore che il suo Spirito non si sia mai liberato. Credo sia ancora imprigionato... I suoi resti sono ancora sepolti nella Riserva di Lowton,Fort Sill Okahoma. L’unica cosa da fare era,ed è,liberare...liberare il suoi resti e il suo Spirito così che lui possa tornare nella sua terra d’origine…. E’ nato lì,nelle alture vicino al fiume Gila in New Mexico,secondo i ricordi della mia bisnonna,Kate ( Ithedda,Mescaleros,settima moglie di Geronimo). Credo anche fermamente che lui...che la sua gente,la gente di Geronimo,e i suoi parenti,i suoi discendenti potranno dormire meglio ... Attualmente,per gli Apaches se i resti non sono seppelliti nel modo corretto,secondo la nostra tradizione, lo spirito continua a vagare...vagare...fino a che non verrà fatta una cerimonia e una sepoltura adeguata. Questo è il motivo per cui vogliamo adempiere alla volontà del nostro Creatore: Ussen. (Yussen) Dio... Questa è una delle aree più sacre che,nella nostra cultura,devono essere rispettate dalla nostra Tribù,dalla nostra gente. Comunque deve essere fatto, altrimenti continuerà..continuerà a vagare. E questo incide negativamente sulla vita di molti giovani che verranno. E non solo questo, ma viene detto che nel mondo degli Spiriti,se uno non viene seppellito nel modo corretto, inciderà negativamente anche su molti altri aspetti della vita. Non nel mondo dei bianchi ma in quello degli Apaches,fra i suoi parenti,i suoi discendenti questa volta,e può causare... causare malattie nella nostra tribù. I capi ritengono che queste siano cose di cui il nostro popolo parla raramente con i media,perché poi improvvisamente vengono date informazioni che noi non abbiamo mai rilasciato in pubblico. Queste sono cose molto segrete per noi..Così io spero che voi sappiate che le persone...che noi...che l’atto che abbiamo depositato verrà preso da noi molto seriamente. E spero che il settore della Difesa, dell’Esercito vorrà considerare seriamente di restituire i resti. Sapete,sono ormai 100 anni,dal 1909,dalla morte del mio bisnonno. E sembra come se sia stato tenuto prigioniero da 100 anni ormai,senza contare il periodo in cui è stato tenuto prigioniero in Florida dal 1886 al 1894. Da tutte le notizie che ricevo via Internet,via mail,dalle telefonate che ricevo da tutto il mondo,dalla Georgia, dalla Spagna, dal Giappone e perfino dalla Russia, tutti sostengono il mio sforzo . E credo che sia perché..perché il popolo Indigeno da secoli è stato annientato,rimosso dalle sue terre native. Proprio come gli Apaches che, solo 150 anni fa , avevano l’Arizona, il New Mexico e il Texas come loro terra nativa. A causa del sistema politico adesso viviamo in Riserve che sono 20 miglia x 20 miglia x 20 miglia x 20 miglia. Considero come gli Stati Uniti possano permettere al New Mexico di prendere 3.2 bilioni di dollari in royalties . Immaginate per un attimo:..tutto questo viene dalla terra degli Apaches :..il petrolio, i minerali. E solo pochi anni fa abbiamo dovuto combattere contro il Congresso che aveva modificato le leggi per i Casinos. E’ adesso dobbiamo pagare 25.000.000 di dollari all’anno..E’ un furto!. E questo continua. Non solo a casa nostra ma anche nelle tasche di tutto il paese. Sono sconvolto, perché questo continua..continua..Chi sta diventando ricco? Se guardate indietro..guardiamo questi poveri Indiani, nel Southwest,che avvolgono scatolame. Chi non sta diventando ricco?..Royalties da tutto il mondo:,, i minerali, l’ittrium..li avete nominati.. E continueranno, continueranno..Quando finirà? Adesso, a causa di tutta questa avidità c’è il riscaldamento globale della terra…. la tomba di Geronimo February 19 SI CONTINUA AD OFFENDERE....VI PRESENTO: LO SPOT DELLA LAVAZZA CHE VIENE PRESENTATO GIORNALMENTE DALLE TV IN COMPAGNIA DI BONOLIS E LAURENTI- UNO SPOT PRIVO DI ORIGINALITA'... UNO SPOT CHE OFFENDE...CULTURA E POPOLI- CHI HA CREATO QUESTO SPOT,PENSA SEMPLICEMENTE AL DIO DENARO- E METTE IN RIDICOLO I NATIVI AMERICANI- CHE SONO UOMINI-DONNE-BAMBINI, DOVE QUALCUNO GLI HA TOLTO TANTE COSE...LA TERRA PER CITARNE UNA... POPOLO CHE GIORNO PER GIORNO LOTTANO... DA SEMPRE PER MANTENERE VIVE LE LORO CULTURE,LE LORO TRADIZIONI- LOTTA CONTRO QUESTO TIPO DI FORMA DI RAZZISMO E GLI STEREOPITI, IN CUI QUESTO POPOLO VIENE RAPPRESENTATO COME MACCHIETTE DA FUMETTI, E SPOT PUBBLICITARI-IN ALTRI CASI SPOT ELETTORALI(LEGA NORD)- ![]() IN AMERICA INVECE VENGONO USATI NOMI DI TRIBU' DI NATIVI AMERICANI PER
DARE UN NOME AD UNA SQUADRA SPORTIVA...O A CLUB DI MOTOCLICLISTI... PERCHE' SI CONTINUA AD OFFENDERE UN POPOLO GI'A' MARTORIATO IN PASSATO... DA MASSACRI,GENOCIDI... TUTTO QUESTO MI CREA GRANDE INDIGNAZIONE- Toro Seduto-Lakota February 04 Lettera di Leonard Peltier a Barak ObamaLettera di Leonard Peltier a Barak Obama
28 agosto 2008 Ho guardato con grande interesse e rinnovata speranza come la sua campagna ha mobilitato milioni di americani, dietro il messaggio di cambiare un sistema politico che serve una piccola élite economiche a scapito dei popoli degli Stati Uniti e nel mondo. La sua elezione a presidente degli Stati Uniti,dove gli schiavi e gli indiani sono stati a lungo considerati meno umani sotto la legge, costituiscono senza dubbio un momento storico in gara le relazioni degli Stati Uniti. Ma non solo simbolismo portare avanti il cambiamento. I nostri giovani, neri e nativi simili, soffre di brutalità della polizia e il profiling razziale,sottofinanziati scuole, e la discriminazione in materia di occupazione e gli alloggi. Mi auguro sinceramente che la vostra campagna ispirare qualche speranza tra i nostri giovani a lottare per un futuro migliore. Sono,tuttavia,teme che la sua recente dichiarazione sul verdetto Sean Bell,in cui la New York che gli agenti di polizia sparò 50 colpi a un giovane uomo,alla vigilia del suo matrimonio sono stati assolti di penali,mostra un pò miope vista della legge. Fino a quando la legge è utilizzata per proteggere le vittime della violenza e il razzismo di Stato,che servirà come strumento di repressione,come la tratta degli schiavi codici funzionato a sostenere e legittimare uno inumani istituzione. Come posso testimoniare per esperienza,le istituzioni giuridiche di questa nazione sono ben lungi dall'essere la razza e neutralità politica. Quando i giudici allineare con l'azioni repressive e le politiche del ramo esecutivo,l'ingiustizia è razionalizzata ed avvolta giudiziaria banalità. Come forse saprai,ho servito più di tre decenni della mia vita come un prigioniero politico del governo federale per un crimine non commesso. Ho servito più tempo del massimo della pena ai sensi degli orientamenti in base al quale sono stato condannato, ma la mia parola è continuamente negato (nelle rare occasioni in cui mi sono concessa un'audizione),perché mi rifiuto di confessare falsamente. Amnesty International,il vescovo sudafricano Desmond Tutu,il Dalai Lama del Tibet,la mia sorella guatemalteca Rigoberta Menchu,e molti dei tuoi amici e sostenitori hanno riconosciuto me come un prigioniero politico e ha chiesto per la mia liberazione immediata. Milioni di persone in tutto il mondo mi ha vista come un simbolo di ingiustizia contro i popoli indigeni di questa terra,e non ho alcun dubbio che mi passerà alla storia come uno di una lunga serie di vittime della repressione del governo degli Stati Uniti,insieme con Sacco e Vanzetti, i martiri Haymarket Square,Eugenio debs, Bill Haywood,e gli altri destinatari per le loro convinzioni politiche. Ma né io né il mio popolo, può permettersi di attendere per la storia di rettificare i crimini del passato. In qualità di membro dell 'American Indian Movement, sono venuto a Pine Ridge Oglala prenotazione per difendere la tradizionale persone da violazioni dei diritti umani effettuati dalla polizia e tribali goon squadre da l'FBI e l a più alta sede del governo federale. La nostra simbolica occupazione di Wounded Knee nel 1973,ispirato Indiani in tutta l'America a lottare per la loro libertà e dei diritti del trattato, ma si è anche incontrato con un feroce assedio federale e una violenta ondata di repressione a Pine Ridge. Nel 1974, Russell Means AIM leader campagna per tribali presidente pur essendo tentato dal governo federale per il suo ruolo a Wounded Knee. Anche se è stato impedito di mezzi di prenotazione, con decreto del US-client regime di Richard Wilson, ha vinto il voto popolare, solo per essere negato da ufficio ampio voto di frode e di controllo dei meccanismi elettorali. Wilson's goons proceduto a sparare fino pro-Mezzi villaggi come Wanblee e terrorizzare tradizionali sostenitori in tutta la prenotazione, uccidendo almeno 60 persone tra il 1973 e il 1975. E 'passato molto tempo per un congressuale di indagine per esaminare il grado di complicità federale nel counterinsurgency violento che ha fatto seguito la professione di Wounded Knee. La tragica sparatoria che ha portato alla morte di due agenti FBI e uno nativo l'uomo non solo ha portato anche al mio falsa convinzione,ma anche la cessazione della Chiesa,il quale stava indagando abusi federali di intelligence e delle forze di polizia,prima che potesse tenere audizioni sulla FBI infiltrazione di AIM. Nonostante decenni di tentativi da parte di avvocati di ottenere il mio governo documenti relativi al mio caso, l'FBI continua a trattenere migliaia di documenti che potrebbero scagionare tendono a rivelare me o compromettere la prova della collusione giudiziaria con l'accusa. Sono davvero convinto che la verità mi libera, ma anche significare una rottura simbolica da America's guerra sulle popolazioni indigene. Spero e prego che si possiede il coraggio e l'integrità di cercare la verità e la saggezza di riconoscere il diritto naturale di tutti i popoli all'autodeterminazione, come riconosciuto dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni. Mentre le sue dichiarazioni sulla politica federale indiano promettenti del suono, la sua visione di "una America" ha un anello per minacciosissima Native popoli che lottano per definire le proprie visioni nazionali. Se liberato da vincoli coloniali e l'intervento esterno,nazioni indigene potrebbe servire come modelli di funzionamento della libertà e della democrazia per il quale gli Stati Uniti aspira. Distinti nella lotta. Fino a quando la libertà è vinto, Leonard Peltier Mr. Obama ha promesso di smettere di minoranza di persone che permette di sopportare la sofferenza e la segregazione, per consentire ai loro diritti e le libertà di essere riconosciuti e di sostegno e di camminare a fianco nel loro momento del bisogno. Mr. Obama ha anche espresso con grande interesse a lavorare con i nativi americani e permettendo loro questioni di essere ascoltato. Con affermato che non solo i nativi americani hanno una richiesta,le migliaia di tifosi provenienti da tutto il mondo hanno una richiesta, come pure, a LIBERA Leonard Peltier. questa testimonianza è stata tradotta. January 31 La Giornata della Memoria...noi non dimentichiamo Si sono spenti i riflettori sulla “Giornata della Memoria”,in cui tutti i paesi occidentali ricordano lo Shoah, lo Sterminio del popolo ebraico ad opera della Germania Nazista. E, ancora una volta, nessun accenno a TUTTI gli altri Genocidi,compreso quello dei Popoli Nativi Americani. Una “dimenticanza” storica che si compie ogni anno,immancabilmente, come una sorta di rituale,dove NESSUN giornale, NESSUN giornalista,NESSUNO storico ha il coraggio,la voglia, la correttezza,l’onestà, e la coerenza di scrivere e ricordare al mondo che i Popoli Nativi Americani hanno forse subito lo sterminio di massa più grande che la storia abbia avuto il dispiacere di conoscere;un Genocidio su vasta scala, durato tanti,troppi anni, sotto l’indifferenza colpevole di molti,e MAI terminato,le cui conseguenze mietono vittime ancora oggi. E’ di oggi la notizia, diramata dalla Republic of Lakotah,nella quale si comunica l’ ammissione da parte degli Stati Uniti d’America del Genocidio degli Indiani d’America. 158 ANNI di lotta per la giustizia. Questo il comunicato: “Porcupine,Lakotah, 30 gennaio 2009. Il Capo dell’Ufficio di presidenza del BIA ammette i crimini di Genocidio; Commento di Kevin Gover,Segretario Assistente per gli affari indiani,Dipartimento degli Interni, alla Cerimonia per il 175° anniversario di istituzione del Bureau of Indian Affairs,Testo integrale sul sito Web: "http://www.doi.gov/bia/as-ia/175gover.htm." “Immediatamente dopo la sua istituzione nel 1824, l’Ufficio per gli affari indiani è stato uno strumento mediante il quale gli Stati Uniti hanno forzato la propria ambizione contro le Nazioni Indiane. L’agenzia ha partecipato alla pulizia etnica delle tribù occidentali. La guerra genera tragedia,ma la deliberata diffusione di malattie,la decimazione della mandrie di bisonti,l’uso di alcool per distruggere la mente e il corpo, e la vile uccisione di donne e bambini è una tragedia su una scala così orrenda che non può essere respinta in quanto inevitabile conseguenza dello scontro tra modi di vita. Dopo la devastazione delle economie tribali, il BIA ha distrutto tutte le cose indiane vietando di parlare le lingue indiane, le attività religiose tradizionali, i governi tradizionali, e instillando la vergogna di essere Indiani. Ma peggio di tutto,il BIA ha commesso questi atti contro i bambini affidati alle sue boarding school. Il trauma della vergogna,la paura e la rabbia è passata da una generazione a quella successiva,e si manifesta nel dilagante alcolismo,tossicodipendenza,e la violenza domestica che affliggono il Paese Indiano. Il BIA esprime il suo profondo dolore per questi errori, estende queste formali scuse per la sua condotta alle autorità indiane,e promettee un diverso futuro comportamento”. la notizia è tratta http://nativiamericani.it/ prosegue con il suo commento Alessandro Profeti responsabile del sito: Esprimiamo la nostra personale soddisfazione per questa ammissione pubblica di colpa, ma anche la nostra indignazione,la nostra rabbia per le colpe dirette di tutti coloro che dovrebbero informare,attraverso i media,che dovrebbero scrivere e ricordare le tante vittime dei Genocidi silenziosi nei quali è purtroppo relegato anche quello dei Nativi Americani. Uomini, donne, bambini uccisi per la sola colpa di essere Indiani, per una visione della vita diversa,per costituire un evidente ostacolo allo sviluppo della “civiltà”. Ieri come oggi, questa gente il cui mestiere è parlare, al contrario,TACE. Ieri come oggi,queste persone,sono complici di questa tragedia immane. Non ci sono Genocidi e Stermini di serie “A” e di serie “B”, non ci sono popoli le cui sofferenze meritano il ricordo e la memoria più di altri, ma un’unica Umanità. Non vi sono Nazioni meritevoli di essere perdonate per i propri crimini contro l’Umanità. L’America non può meritare l’immunità per il Genocidio che ha messo in atto contro gli Indiani d’America. I Nativi Americani sono sopravvissuti, ma non possono ringraziare nessuno tranne che sé stessi;noi non vogliamo renderci complici del silenzio che uccide. E lo ribadiamo con forza e chiaramente: quello dei Popoli Nativi Americani E’ STATO UN GENOCIDIO INTENZIONALE. E come tale deve essere ricordato, affinchè vi sia una universale presa di coscienza. Il mondo deve sapere, i giovani devono sapere,le scuole devono informare che questi popoli esistono e soffrono ancora oggi per tali crimini. I giornali devono ricordarsi e ricordare a tutti di quanto è accaduto. Le scuse non sono sufficienti davanti al muro del silenzio. Nativi Americani.it è vicino a TUTTI questi Popoli dimenticati,siamo accanto ai Popoli Nativi Americani,dei quali ci occupiamo attraverso questo Blog. Noi RICORDIAMO le vostre vittime; noi RICORDIAMO i crimini di cui siete stati vittime; noi PARLIAMO E SCRIVIAMO del vostro sterminio; noi INFORMIAMO sulle violenze, gli abusi, le sterilizzazioni forzate imposte nelle scuole residenziali e nelle boarding school; noi SCRIVIAMO chi sono stati i colpevoli di tutto questo. Fatelo anche voi, questo è il nostro messaggio e la nostra preghiera. Fatelo anche voi cari giornalisti,abbiatene il coraggio. Questi Popoli, I Nativi Americani, e tutte le loro future generazioni ve ne saranno grati. January 26 LIBERTA' PER LEONARD PELTIER![]() Leonard Peltier è in pericolo! Per chi segue come noi le vicende di Leonard Peltier, questo è un brutto giorno. Sapevamo del suo probabile trasferimento in un altro carcere,abbiamo saputo che questo,purtroppo è stato fatto, ancora una volta. Ma mai ci saremmo aspettati di leggere dei fatti così gravi e inqualificabili, sia pure tutti noi avvezzi alle peggiori ingiustizie a carico dei Nativi Americani. Siamo alla resa dei conti,l’udienza sulla Parola si sta avvicinando e gli uomini e gli interessi che lo hanno costretto ad una detenzione a vita,per reati MAI commessi, stanno ancora una volta riproponendo le loro vili azioni contro Peltier. Aiutiamolo in questo momento difficilissimo!! Questo l’appello di Betty Peltier-Solano,sorella di Leonard,del Leonard Peltier Defense Offense (http://www.whoisleonardpeltier.info/) "Cari sostenitori LP,Sono così indignata! Mio fratello Leonard è stato picchiato duramente quando è arrivato nel penitenziario federale in Canaan .Dopo il suo trasferimento, alcuni detenuti lo hanno aggredito. La gravità delle ferite che ha subito per i numerosi colpi alla testa e al corpo,ha un gran bernoccolo sulla testa, forse una commozione, numerose contusioni. Inoltre, una delle sue dita è gonfia e scolorita e ha dolore alla gabbia toracica e nel petto. C’era il suo sangue sparso ovunque a causa delle lesioni. Noi riteniamo che l’FBI abbia orchestrato ed autorizzato le autorità carcerarie ad attaccarlo e quindi, siamo molto preoccupati per la sua sicurezza. È possibile che agli aggressori, che neanche conoscono Leonard, siano state offerte pene ridotte per lo svolgimento di tale atroce attacco.E’ ancora presto per il PAROLE per Leonard, e questo potrebbe essere un complotto per screditarlo come prigioniero modello. Leonard è stato messo in isolamento con un solo pasto, questo è generalmente fatto quando non si vuole dire chi è stato (ndt :e soprattutto utilizzato come punizione a chi ha contrattaccato e restituito…). A causa del suo diabete,un pasto compromette seriamente la sua salute. I funzionari della prigione, si rifiutano di rilasciare tutte le informazioni alla famiglia,che hanno bisogno di sentire da suoi sostenitori supporto per proteggere la sua sicurezza,anche scrivendo al Presidente Obama. I suoi avvocati stanno cercando di rimettere le cose a posto. Questo attacco a Leonard è avvenuto sulla scia della recente lettera dell’ FBI,che chiede questo tipo di attacco, affinchè sia screditato davanti ai suoi sostenitori come detenuto modello. Chiunque sa bene che nell’ambiente carcerario, se restituisci e picchi e/o ci si rifiuta di accusare e fare i nomi degli attaccanti, si perde il proprio status di vittima e / o punti per l’udienza del PAROLE. Non è raro,infatti è molto comune per il governo usare un indiano contro un altro indiano e che il governo continui ad utilizzare il vecchio adagio “PER CATTURARE UN INDIANO SERVE UN INDIANO”. Nel 1978,hanno fatto un tentativo per assassinarlo attraverso un altro indiano che è statocon LP nel carcere a Marion. Ma Standing Deer ha scelto di rivelare la trama a lui, invece di scambiare la sua liberta’ in cambio della vita di Leonard Peltier. Quando Standing Deer è stato rilasciato nel 2001,è entrato a far parte come membro del consiglio di amministrazione dell’ex Comitato di Difesa Leonard Peltier. Ha parlato in difesa e in nome di Leonard fino a quando non è stato assassinato,sei anni fa. Prima del suo assassinio,Standing Deer ha confidato agli amici e collaboratori che lo stesso uomo che lo ha visitato a Marion per dirgli di assassinare Peltier,era venuto a Houston, e gli disse che era meglio stare lontano da Peltier e che era meglio non avere nulla a che fare con lui. Siamo consapevoli del fatto che attualmente,l’ FBI è attivamente alla ricerca di sostegno per detenere continuativamente Leonard Peltier e che quindi cerchi anche sostegno tra le persone native. Siate consapevoli e tenete LP nelle vostre preghiere. L’FBI (evidentemente) ha paura delle conseguenze per cio’ che abbiamo per evitare che sia infangato come prigioniero modello,poco prima del PAROLE, proprio ora che la sua libertà può realizzarsi…Dobbiamo fare in modo che nient’altro accada a Leonard Peltier! Si prega di scrivere al Presidente Obama, inviare posta prioritaria,email, o registrarsi a Change.gov, il sito web ufficiale del Presidente degli Stati Uniti. Chiamate il vostro rappresentante del Congresso e scrivete lettere,e-mail e non, a loro. Fate tutto ciò che serve perchè si possa ottenere l’udienza sulla parola e per assicurarsi che LP riceve adeguata assistenza medica per le sue ferite. Chiedo a voi, sostenitori di Leonard e sostenitori della giustizia in questo momento di aiutarci. Non so cos’altro fare. Please Help! Thank you, Betty Peltier-Solano,Executive Coordinator Leonard Peltier Defense Offense Committee. Inoltre chiamate la prigione richiedendo che Leonard sia trattato con dignità e rispetto:Canaan Federal Prison December 10 Toro Seduto-Lakota “Al momento sto seduta qui a piangere,la società mineraria ci sta strappando i nostri cuori e le budella… La società mineraria canadese ci ha tagliato fuori dal lungo lato dove teniamo le nostre cerimonie.” Joyce McDade, Western Shoshone Grandmother. Mentre le festività si avvicinano e il mondo guarda il neo eletto presidente Obama,tornato in Nevada,per Harry Reid leader della maggioranza in senato,è ancora e sempre business. I legali delle tribù dei Western Shoshone e le organizzazioni indigene ambientaliste no-profit hanno depositato una richiesta presso la corte federale distrettuale di Reno,NV,allo scopo di ottenere un ordine restrittivo contro la costruzione di una delle maggiori miniere d’oro a cielo aperto del paese,sulle pendici del monte Tenabo, luogo sacro. Sul posto,la compagnia mineraria ha già dato inizio all’abbattimento della foresta di pini con macchinari pesanti, sradicando alberi al ritmo di 30 acri al giorno. Nell’attesa della sentenza della Corte e sentendosi costretti ad agire immediatamente,mercoledì 26 novembre un gruppo di anziane Shoshone si sono messe in viaggio verso il sito della supposta miniera per condurre una giornata di resistenza contro la distruzione della zona e l’approvazione della miniera da parte degli Stati Uniti. Il monte Tenabo è un posto molto familiare ai racconti sulla creazione degli Shoshone,è vicino alla loro vita spirituale,alle pratiche medicinali,nutrizionali,alle piante e alle rocce cerimoniali e il tutto continua ancora oggi ad essere utilizzato dagli Shoshone per le cerimonie sacre e le pratiche culturali. Nel corso degli anni decine di migliaia di individui e di organizzazioni dagli Stati Uniti e dal resto del mondo si sono uniti agli Shoshone per dare voce all’opposizione contro la miniera. Infatti si tratta della realizzazione della miniera più contrastata del mondo. ” Vogliamo che stiano alla larga dalla montagna,quello in atto è un genocidio spirituale. Distruggere la nostra montagna significa distruggere noi.Portare via l’acqua alla montagna significa condannarla a morte. Non esiste altro modo.Agiremo in qualsiasi modo riterremo necessario. Ci appelleremo alla corte degli Stati Uniti,resteremo su questa montagna per supporto e faremo appello alle genti di tutto il mondo perché siano al nostro fianco solidali” afferma Carrie Dann,Western Shoshone Granmother,direttore esecutivo del Defence Project dei Western Shoshone e assegnataria del Right Livelihood Award ( premio Nobel per la pace alternativo N.d T.). La Barrick Gold Corporation,la più grande compagnia al mondo per l’estrazione dell’oro,con sede in Canada,sta pianificando di costruire e operare nella zona attraverso il Cortez Hills Expansion Project.L’area si estende interamente all’interno del territorio della Nazione dei Western Shoshone,territorio riconosciuto nel 1863 con il Trattato di Ruby Valley. La miniera produrrebbe un’esplosione e scaverebbe sul monte Tenabo una voragine a cielo aperto di circa 900 acri (un acro equivale a circa 4 ettari N.d T.) e profonda 2000 piedi (un piede equivale a 0,3048 m N.d T.) Esso dovrebbe includere diversi dispositivi per lo smaltimento dei rifiuti e impianti di trasformazione (incluso un impianto di lisciviazione con cianuro) per lo smaltimento di 1577 milioni di tonnellate di roccia,53 milioni di materiale sterile e 112 milioni di tonnellate di materiale di scarto lisciviato. La miniera dovrebbe includere un esteso sistema di drenaggio delle acque sotterranee per defluirle e inoltre degli acquedotti per trasportare l’acqua lontano dalla montagna. In totale, la miniera distruggerebbe per sempre circa 6800 acri di territorio a ridosso e intorno al monte Tenabo,il cui 90% e oltre è classificato territorio federale. Nel 2002 e nel 2003 il BLM ( Bureau of Land Management N.d T.) ha condotto una serie di sequestri armati nella stessa zona,a partire dal bestiame e dai cavalli della famiglia Dann, con la motivazione che i Dann stavano “sconfinando” in territorio pubblico. I Dann, uniti ai Western Shoshone,hanno sfidato gli Stati Uniti in nome dei loro territori ancestrali come riconosciuto dal trattato di Ruby Valley del 1863 che riconosce i diritti dei Western Shoshone su gran parte del territorio del Nevada. Questa battaglia legale è giunta comunque dinanzi alla Corte Suprema e all’International Fora. A marzo 2006 la Commissione sull’ Elimination of Racial Discrimination, CERD, ha emanato una sentenza il cui testo del trattato è stato elaborato dalle Nazioni Unite e ratificato nel 1993 dagli Stati Uniti. La sentenza emessa dal CERD e riconfermata quest’anno, esorta gli Stati Uniti a bloccare,desistere e porre fine a ogni ulteriore azione nei confronti del popolo dei Western Shoshone,compresi i tentativi legislativi di privatizzare le loro terre. Il CERD ha imposto agli Stati Uniti di fermarsi all’istante e dare il via a un dialogo con i Western Shoshone. La decisione fa riferimento nello specifico al monte Tenabo e alla distruzione delle terre Shoshone da parte delle compagnie minerarie. ”Nel 1800 gli Stati Uniti inviarono la cavalleria per cacciare gli indiani e abbattere le nostre risorse alimentari come il bisonte. Ed oggi eccoli qui,pochi giorni prima del Giorno del Ringraziamento del 2008,a distruggere una Montagna che vive e le foreste di pini che per noi sono cibo. È quanto accade oggi ed è una vergogna!” dice Joyce Mc Dade, anziana dei Western Shoshone. Barbara Ridley, un’altra anziana dei Western Shoshone che ha partecipato all’iniziativa, si domanda “che cos’è il Giorno del Ringraziamento? Cosa abbiamo noi da celebrare? Non esiste alcun Giorno del Ringraziamento per la nostra gente. Ci dicono che la terra non è più nostra eppure noi continuiamo a disporne per il cibo,le piante e le cerimonie. Per noi questa montagna è importantissima e la gente dovrebbe rispettare la nostra richiesta di lasciarla in pace“. In giudizio,le parti lese sono rappresentate da Roger Flynn che fa parte di un’organizzazione legale no-profit, la Western Mining Action Project specializzata in diritto minerario. tratto da:http://www.nativiamericani.it/ November 29 Toro Seduto-LakotaSangue di Creek Mary Presto io non sarò più qui Sentirai questa storia Attraverso il mio sangue Attraverso la mia gente E il pianto dell'aquila L'orso dentro di me non si sdraierà mai per riposare Camminando sulla Strada per l'Orizzonte Seguendo la scia delle lacrime L'uomo bianco venne Vide la terra benedetta Noi ci tenevamo,voi la prendeste Tu combattesti,noi perdemmo Non una guerra,ma una battaglia sleale Paesaggi dipinti magnificamente con il sangue Camminando sulla Strada per l'Orizzonte Seguendo la scia delle lacrime Un tempo noi eravamo qui Dove abbiamo sempre vissuto sin dall'inizio del mondo Dal tempo in cui lui stesso ci diede questa terra Le nostre anime incontreranno di nuovo la natura La nostra casa nella pace, nella guerra, nella morte Camminando sulla Strada per l'Orizzonte... "Continuo a sognare tutte le notti I lupi,i bisonti,le infinite praterie I venti agitati sopra le cime delle montagne La frontiera incontaminata dei mie amici e parenti La terra consacrata al Grande Spirito Continuo a credere In ogni notte In ogni giorno Io sono come il caribù E voi come i lupi che mi fanno più forte Noi non vi abbiamo mai dovuto niente Il nostro unico debito è una vita per nostra Madre E' stato un buon giorno per cantare questa canzone Per Lei Il nostro spirito era qui da tempo prima di voi Prima di noi E a lungo sarà dopo che il vostro orgoglio vi porterà alla vostra fine" November 28 Il Thanksgiving Day27-11-2008 Ieri,per i Nativi Americani,è stato il National Day of Mourning,la giornata di lutto nazionale. Questa giornata è una tradizione annuale celebrata dal 1970. E’ un solenne giorno spirituale e un impegnativo giorno politico.E’ il lutto per i loro antenati, per il genocidio del loro popolo e per il furto delle loro terre…. Celebrato ogni anno “in contrapposizione” al giorno del Ringraziamento,il Thanksgiving Day,ci ricorda la memoria corta degli USA. Una memoria in cui,purtroppo, non c’è spazio per i Nativi Americani… Il Thanksgiving Day Il Thanksgiving Day, ossia il giorno del ringraziamento,è una festa molto sentita dagli statunitensi, i quali la celebrano preparando pranzi eleborati,il cui piatto principale è il classico tacchino,che viene offerto anche ai vicini di casa e alle persone meno fortunate. Questa storica tradizione cristiana risale all’anno 1623. Quando fu effettuato il raccolto nel novembre 1623 William Bradford,Governatore della Colonia fondata dai Padri pellegrini,a Plymouth, nel Massachusetts, emise l’ordine “Tutti voi Pellegrini,con le vostre mogli e i vostri piccoli,radunatevi alla Casa delle Assemblee,sulla collina…per ascoltare lì il pastore e rendere Grazie a Dio Onnipotente per tutte le sue benedizioni.” Ma quello che non viene detto, è che, nell’anno 1637… ...700 uomini, donne e bambini della tribù dei Pequot si erano riuniti nell’area conosciuta oggi come Groton, Connecticut,per la loro “Annual Green Corn Dance”. Mentre erano riuniti in questo luogo d’incontro,furono circondati e attaccati da mercenari inglesi ed olandesi. Ai nativi americani fu ordinato di uscire dall’edificio,e mentre uscirono furono massacrati. Chi era rimasto all’interno dell’edificio,fu bruciato vivo,quando vi appiccarono il fuoco. Il giorno successivo,il governatore della colonia della baia del Massachusetts dichiarò: “Questo è un giorno del ringraziamento,grazie a Dio siamo riusciti ad eliminare oltre 700 uomini,donne e bambini. Per i successivi 100 anni,ogni “GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO”,stabilito da un governatore o un presidente,era per onorare quella vittoria,ringraziando Dio che la battaglia era stata vinta. November 17 COLUMBUS DAY.... Il genocidio degli Indiani d'america tratto da: http://www.consapevolezza.it/ «...Nel 1492 Cristoforo Colombo,alla ricerca di una nuova rotta per le Indie,approdò sulle coste di isole misteriose.Con sua grande meraviglia non vi trovò “nessun mostro come ci si poteva aspettare”, ma “uomini alti e ben fatti”.Equivocando,l’ammiraglio ancora non sapeva di essere approdato in un altro continente; e solo per sbaglio chiamò indiani gli uomini che aveva appena incontrato...» Dopo lo storico sbarco del 1492 per anni l’Europa,lacerata da sanguinose guerre di religione,non si mostrò molto interessata al nuovo continente. Successivamente la bramosia di possesso,il mito dell’oro,l’interesse verso nuove terre,la passione per le pregiate pellicce,l’imperativo missionario di “mettere il nuovo continente sotto la protezione di Dio” e il fascino dell’avventura,rappresentarono un micidiale cocktail distruttivo. Ben presto l’insieme di questi elementi si tradusse in atrocità e oscenità di ogni tipo,una miscela esplosiva che rese via via sempre più manifeste le peggiori disposizioni dell’uomo. Quel misto di avventura ed ingordigia funse da propulsore e spinse verso occidente i grandi velieri. Il destino dei nativi americani e delle loro antiche culture (e probabilmente del mondo intero) era segnato, la presunta civiltà europea, boriosa e dispotica, ne aveva decretato l’epilogo. Ma com’è potuto accadere? E cos’è successo realmente? Cosa ha scaturito tanta ferocia? Di chi sono le maggiori responsabilità? Si poteva evitare lo sterminio? Ridurre i patimenti? I copiosi films Western descrivono la realtà dei fatti oppure la mistificano? Si può pensare a una verità storica? Se sì, qual è? Tuffiamoci in questa impresa,tentiamo insieme un’analisi... È solo agli inizi del 1600 che si colgono i primi segnali di una vera e propria aggressione. Il mercato delle pellicce che giungevano dal continente appena "scoperto" alimentò ben presto,e a dismisura, le vanità degli europei, aumentò così vertiginosamente la richiesta di queste pregiate mercanzie. I furbi avventurieri sbarcati nel nuovo mondo,cominciarono così a barattare con gli "indigeni del posto" ad esempio oggetti di scarsissimo valore con pregiate pelli di lontra, e i propri vestiti rabberciati destinati alla pattumiera con le stupende pelli di castoro faticosamente procurate dagli ’indiani’. L’America diventò il grande magazzino di pellicce per l’Europa... Agli indiani il compito di riempirlo. Gli europei inoltre fecero conoscere ben presto ai ’selvaggi’ l’inebriante acquavite - che usavano per stordirli prima delle ’trattative’ - nonché altre *magiche cose* con le quali cercavano di ingannare gli ingenui abitanti del luogo. I furbi mercanti del vecchio continente fecero di questi espedienti preziosi alleati. Che amarezza! La trappola illusoria del vantaggioso baratto disorientò ben presto alcuni fra gli ’indiani’ più scriteriati. Diverse comunità,che mai avrebbero pensato di dover affrontare una situazione simile, si trovarono impreparate nel dover affrontare questo mistificatorio nemico.Questo nuovo nemico ’rapiva la mente’ degli stolti e giungeva a volte sino ad essere più forte del sacro rispetto per la veneratissima Madre di tutte le cose: Madre Natura. Un sacro rispetto,punto focale della cultura indiana,che ogni indiano aveva ben radicato dentro di sé,almeno sino a quell’infausto incontro con l’uomo bianco. Madre Natura,prodiga di frutti benedetti,Madre natura,amorosa dispensatrice di ogni bene,Madre Natura,madre di tutti gli animali,anche di quelli da cacciare ed uccidere,per reale bisogno,in ’confronti’ leali e senza inutili sprechi. La ingannevole rete tessuta dai bianchi arrivò a disorientare,anche se solo temporaneamente,l’ignaro pellerossa che giunse ad affermare: "Il castoro fa le cose per bene: sa fare le pentole, le accette, le lesine, i coltelli...". Questo nuovo ed ingenuo slogan coniato dagli indiani rende oggi bene l’idea dei ’vantaggi’ che inizialmente derivavano dal commercio delle pellicce; vantaggi fatali però, che decretarono la condanna a morte di tutte le culture locali.Gli indiani non potevano immaginare che,adottando il pensiero degli europei,avrebbero messo in moto l’ingranaggio destinato in breve tempo a stritolarli senza alcuna pietà. Gli uroni, gli irochesi e gli indiani delle coste nord-occidentali cercarono di affrontare il disorientamento legato a questa nuova ‘mania della negoziazione’ e dettarono delle regole; ammisero il commercio con i bianchi (purché sobrio e misurato) e l’arricchimento di alcuni componenti della collettività. Il profitto derivante dagli interscambi però non doveva assolutamente generare disuguaglianze,né marcare differenze di sorta con gli altri membri della comunità;rimaneva perciò decisamente in vigore il principio della redistribuzione, che anzi doveva essere ulteriormente rafforzato e sviluppato con nuovi criteri. Ma l’europeo, che primeggiava in astuzia,impose senza indugio l’introduzione di nuovi sistemi commerciali. Le virtuose consuetudini "socio-economiche", ancestrali per le comunità indiane, finirono così per essere gradualmente distrutte. L’introduzione successiva di nuove e mirate mercanzie snaturò totalmente il modo di vivere indiano e ne segnò definitivamente la caduta.La caccia,il commercio e la distorsione culturale, mutarono radicalmente il sistema di vita e l’alimentazione delle tribù che giunsero così a dipendere completamente dagli scaltri europei. Allo stesso modo dell’arricchimento di uno ai danni dell’altro e delle disuguaglianze fra uomini,anche la proprietà fu un principio che sfuggì completamente all’indiano,che non riuscì mai a comprendere come si potesse pretendere di acquistare alberi,fiumi,prati,spiagge o laghi... ma il problema non infastidiva per nulla il bianco,poiché quasi mai si parlava di ’comprare’, per lui le nuove terre erano abbandonate e non sfruttate, e la Bibbia stessa affermava che Dio li aveva guidati in quei luoghi: il nuovo paese apparteneva a loro. L’illusione del nuovo vantaggioso rapporto con il bianco però cedette presto il passo ai reali obiettivi dell’invasore, i marinai palesarono le loro vere intenzioni e iniziarono così i maltrattamenti,i ’selvaggi’ furono trattati come schiavi,si abusò delle loro donne,le trattative non furono più rispettate. Così i poveri malcapitati,terrorizzati ed increduli,per sottrarsi alla presenza dei bianchi,si ritirarono nelle foreste interne.Alla iniziale generosità indiana dunque, i bianchi, popolo eletto di Dio,a cui era stata affidata "la divina missione",risposero con avidità e maltrattamenti d’ogni tipo, e non si fecero alcuno scrupolo poichè gli indigeni erano considerati «crudeli,selvaggi, barbari e figli di Satana». Non esitarono a coercizioni di ogni tipo e pretesero obbedienza nel combattere contro altri stranieri,fedeltà alla loro causa e prosternazione nella casa del loro Dio. Più tardi i bianchi si discolperanno dicendo,sicuri del proprio diritto,che non sarebbe stato giusto arretrare davanti a nulla e che era un sacro dovere ridurre al loro volere quei selvaggi,che senza il loro provvidenziale aiuto sarebbero morti di fame e di freddo. Alla fine così gli indiani (fino a qualche anno prima popolo pacifico),dopo aver troppo subito,esasperati,reagirono con la violenza,fornendo così il pretesto tanto anelato dall’assetato conquistatore.Da allora in poi la lotta contro "i rivoltosi" venne condotta senza esclusione di colpi,non si rispettarono più i rappresentanti,durante le trattative vennero offerti liquori avvelenati,si sterminarono donne e bambini,si bruciarono interi villaggi. Come da antica ricetta venne adottata furbescamente e strategicamente una politica,tanto nota ancor’oggi:la corruzione degli uomini chiave.La "politica dei regali" (ricompensa degli individui "buoni",disposti a combattere a favore) ebbe inevitabili,pesanti ripercussioni all’interno delle comunità indiane,si disgregarono così le gerarchie interne e alla fine il bianco ebbe addirittura la pretesa di nominare lui stesso i capi-tribù. Eccitante ed entusiasmante fu allora per i bianchi riuscire a uccidere il guerriero indiano che: «avanza come una volpe,si batte come un lupo e sparisce come un uccello». Tragico ad esempio era invece per l’irochese cadere in battaglia,il peggior destino che potesse capitargli,poichè il suo spirito,non potendo essere ammesso al “villaggio dei morti”, sarebbe stato condannato a vagare,la sola speranza che rimaneva era quella di essere vendicato, la fraterna vendetta,solo ed unico mezzo per unirsi nei cieli al proprio popolo e poter ritrovare così i propri antenati. A.I.M. CONTRO COLUMBUS DAY Quando gli indiani di Taino hanno conservato Christopher Columbus da determinata morte sulla mattina fatidica del 12 ottobre 1492,un'occasione gloriosa si è presentata.Le colture Europa di ed Americas potrebbero fondersi e la bellezza di entrambe le corse potrebbe fiorire. Purtroppo,che cosa ha accaduto era nè bello nè eroico.Appena poichè Columbus non potrebbe e non ha fatto,“scopra„un emisfero che già è stato abitato in da quasi 100 milione di persone,il suo arrivo non può e non,essere riconosciuto come evento eroico e celebratorio dalla gente indigena. Diverso della tradizione occidentale, che presume un certo concetto assoluto della verità obiettiva e conseguentemente, un dipinto “effettivo„ della storia,la vista indigena riconosce che esiste molte verità nel mondo ed in molti ricordi legittimi di tutto l'evento storico dato, secondo la sue prospettiva ed esperienze. Da una posizione di vantaggio indigena,l'arrivo del Columbus era un disastro dall'inizio.Anche se i suoi propri diari lo hanno indicato che è stato accolto dagli indiani di Taino con l'ospitalità più generosa mai avévano saputo,immediatamente ha cominciato il enslavement ed il macello della gente indiana delle isole dei Caraibi. Come il biografo eminente Samuel Eliot Morison di Columbus ammette in suo libro,l'ammiraglio del mare dell'oceano,Columbus era personalmente responsabile del enslavement e dell'omicidio della gente indigena. Era personalmente responsabile del disegno e del funzionamento del sistema di encomienda che ha legato gli indiani come schiavi alle terre rubate da loro dagli invasori europei. Come dettagliato nello scomparto americano di eredità (l'ottobre 1976), Columbus ha sorvegliato personalmente il genocidio della nazione indiana di Taino di che cosa ora è l'Haiti e la Repubblica dominicana. Di conseguenza,questo assassino,malgrado la sua notorietà storica,non merita il riconoscimento o accollate come eroe;non merita rispetto come visionario;e non è degno di una condizione o delle vacanze nazionali nel suo onore. Le protezioni di Columbus e della sua festa sostengono che la gente indigena ingiusto giudica Columbus, un attore di XVº secolo,dalle norme morali e giuridiche del ventesimo secolo tardo. Una tal difesa implica che nessun vincolo morale o legale si sia applicato agli individui quale Columbus, o paesi,in 1492. Come particolari di Roger Williams in suo libro,l'indiano americano nel pensiero legale occidentale,non solo era là principi morali e legali europei in 1492,ma in gran parte hanno favorito i diritti della gente indigena di essere esenti dall'invasione e dal saccheggio ingiustificati da Europeans. Purtroppo,l'emissione di Columbus e del giorno di Columbus non è facilmente resolvable con una disposizione di Columbus,l'uomo. Il giorno di Columbus come un cittadino ed international,fenomeno riflette un dinamico molto più grande che promuove i miti innumerevoli e le bugie storiche che sono stati usati con le età per disumanizzare gli indiani,giustificanti il furto delle nostre terre,la distruzione tentata delle nostre nazioni ed il genocidio contro la nostra gente. Dallo XVº secolo,il mito della scoperta del Columbus è stato utilizzato nello sviluppo delle leggi e delle politiche che reek di doublespeak del Orwell:il furto uguaglia la diffusione giusta della civilizzazione, il genocidio è liberazione del dio della regione selvaggia dai selvaggi e la distruzione delle società indiane implica la superiorità dei valori e delle istituzioni europei sopra quei indigeni. Il giorno di Columbus è un perpetuarsi dei presupposti razzisti che l'emisfero occidentale era un terreno incolto stipato di con i selvaggi che attendono le benedizioni “della civilizzazione occidentale.„ Durante l'emisfero, i sistemi educativi perpetuano questi miti - suggerendo che la gente indigena non abbia contribuito niente al mondo e, conseguentemente, dovrebbe essere riconoscente per la loro colonizzazione ed i loro forni a microonde. Come Alfred Crosby,la vendita di Kirkpatrick e Jack Weatherford hanno illustrato in loro libri,non solo aveva luogo l'emisfero occidentale un paradiso virtuale di salute ed ecologico prima di 1492,ma gli indiani dei Americas sono stati responsabili di tali contributi globali rivoluzionari come il modello per il governo costituzionale degli Stati Uniti,gli avanzamenti agricoli che attualmente forniscono 60 per cento della dieta quotidiana del mondo e le centinaia di tecniche mediche e medicinali ancora in uso oggi. Se lo trovate difficile credere che gli indiani sviluppino altamente complesso e le società specializzate, quindi siete stato perseguitato ingiustamente da un sistema di istruzione e sociale che gli ha dato una vista della storia ritardata e storta. Il funzionamento di questa vista inoltre ha permesso ad ogni paese in questo emisfero,compreso gli Stati Uniti,di continuare la relativa distruzione della gente indiana. Dalle giungle del Brasile agli altopiani del Guatemala,dal Chaco del Paraguay alla Corte suprema degli Stati Uniti,la gente indiana rimane in una condizione perpetua del pericolo dai sistemi che Christopher Columbus ha cominciato in 1492. Durante i Americas,la gente indiana rimane alla parte inferiore di ogni indicatore socio-economico,siamo nell'ambito della continuazione dell'attacco fisico e siamo permessi il meno accesso a riparazione economica, politica,o legale. Malgrado questi assalti costanti e senza briglia,abbiamo resistito a,siamo sopravvissuto a e rifiutiamo di cedere altro della nostra patria o di sparire nel tramonto romantico. Per dignify Columbus e la sua eredità con le parate, le feste ed altre celebrazioni è intollerabili a noi. Come la gente originale di questa terra, non possiamo e non, tollerare i festeggiamenti sociali e politici che celebrano il nostro genocidio. Stiamo intraprendendo una campagna munita di punte due durante l'anno di quincentenary per confrontare il razzismo continuo contro la gente indiana. In primo luogo, stiamo sostenendo che la festa che divide di giorno di Columbus dovrebbe essere sostituita tramite una celebrazione che è più esattamente molto più compresa e riflettente della ricchezza culturale e razziale dei Americas. Una tal festa fornirà il rispetto e riconoscimento ad ogni gruppo ed individuo di importanza ed il valore della loro eredità e permetterà una rappresentazione più onesta e più esatta dello sviluppo dell'emisfero. Inoltre offrirà un'occasione di maggior comprensione e rispetterà come le nostre società entrano avanti nei 500 anni futuri. Gli avversari a questo suggerimento reagiscono come se questa proposta sia un attacco alla festa consacrata antica,ma il giorno di Columbus è stato lle vacanze nazionali soltanto dal 1971 - e in 1991,eventualmente, noi può correggere gli errori del passato,muoventesi in avanti in un'atmosfera di rispetto e di inclusività reciproci. In secondo luogo e relativo al primo,è l'avanzamento di una campagna militante attiva per richiedere che federale,condizione e le autorità locali cominci la rimozione delle icone anti-Indiane durante il paese. A cominciare da Columbus, stiamo insistendo sulla rimozione delle statue, dei nomi della via, dei parchi pubblici e di qualunque altro oggetto pubblico che cerca di celebrare o honor i devastators della gente indiana. Prenderemo un ruolo attivo dell'opposizione alle esposizioni,alle parate ed alle celebrazioni pubbliche che sostengono i cappellai indiani.Incoraggiamo altri,in ogni comunità nella terra,a istruirci ed ad essere responsabile della rimozione delle vestigie anti-Indiane fra loro. Per la gente della benevolenza,non ci è migliore tempo per il riesame del passato e una rettifica dell'annotazione storica per le generazioni future,che il 500th anniversario dell'arrivo del Columbus. Non ci è migliore posto affinchè questo riesame cominci che in Colorado, il luogo di nascita della festa di giorno di Columbus. I mezzi di Russell e Glenn Morris hanno redatto questa dichiarazione di posizione in 1991 a nome del movimento indiano americano di Colorado, St del sud di 1574 Pensilvania, Denver, CO ![]() October 03 APACHE:COCHISE-VICTORIO-NANA-MANGAS COLORADAS * Cochise * Nome originale: Cochise Nato nel 1815 a Chiricahua Mountains Morto 8.6.1874 a Dragoon Mountains Cochise, figlio di un capo Chiricahua di nome Nachi, verso la fine degli anni trenta del secolo scorso prese il posto di suo padre come capo della sua tribù. Come per molti altri grandi personaggi, le sue doti fuori dall'ordinario si misero presto in luce. La continua guerriglia con i messicani fornì al giovane Cochise sufficienti opportunità per formare le sue qualità di combattente e di grande stratega. Per natura era generoso, aperto e coraggioso, ma non poteva assolutamente perdonare i cacciatori messicani di scalpi e il fatto che con loro fu molto crudele, è stato ingiustamente considerato un lato oscuro del suo carattere. Non si considera però che i cacciatori di scalpi se la prendevano di preferenza con bambini e donne, perché era più facile guadagnare le taglie, e quindi si può comprendere la crudeltà degli Apache. Anche dopo la firma dell'unico trattato concluso tra gli Stati Uniti e gli Apache, il trattato del 1° luglio 1852, i Chiricahua ebbero pochissimicontatti con gli Americani. Negli accordi erano stati garantiti i loro confini e sembrava che si fossero poste le basi di un futuro pacifico. Nel 1858 fu creato il primo servizio postale per San Francisco, il famoso percorso della Butterfield Overland Mail, che attraversava la terra dei Chiricahua dall'altrettanto famoso Passo Apache. In una riunione sul Passo Apache, Cochise si dichiarò pronto a garantire la sicurezza del percorso e i suoi guerrieri aiutarono anche nella costruzione delle stazioni di posta e cacciarono la marmaglia bianca che si aggirava nei dintorni. Questo buon rapporto di Cochise con gli americani era dovuto al fatto che non aveva subito aderito all'invito di suo suocero, Mangas Coloradas, di combattere gli invasori. Del resto non sarebbe certamente entrato in guerra se l'atto folle di uno stolto avesse distrutto la reciproca fiducia: un colono, che viveva con una messicana e il figlio per metà indiano e che era stato più volte avvertito di guardarsi dagli apache, fu attaccato dagli stessi apache, gli fu rapito il bambino e fu derubato del bestiame. Quando il colono informò Fort Buchanan dell'accaduto, il luogotenente Bascom fu incaricato di indagare sul caso. Bascom, che era da poco uscito da West Point e ardeva dal desiderio di farsi un nome, andò al Passo Apache con sessanta soldati per vendicarsi di Cochise. Il capo arrivò con dei parenti, armati solo di coltelli, perché una bandiera bianca sulla tenda dei soldati non lasciava sospettare nulla di male. Quando il capo assicurò di non essere al corrente dell'incidente, Bascom urlò che stava mentendo e diede il segnale prestabilito. I suoi si gettarono sugli apache per farli prigionieri. Ma Cochise fece un balzo felino e tagliò la tenda con un coltello e fuggì, nonostante Bascom avesse ordinato di sparargli. I parenti di Cochise rimasero però nelle mani dell'incapace luogotenente. Senza por tempo in mezzo, Cochise raccolse i suoi soldati e aggredì i soldati che furono obbligati a ritirarsi nell'edificio della stazione della posta. Durante la notte uno degli uomini di Bascom riuscì a fuggire inosservato per chiedere aiuto. Fu così che da Fort Buchenam giunse un gruppo di quindici uomini al comando del capitano Irwin che, nei pressi del passo, trovò i resti carbonizzati di una carovana che Cochise aveva attaccato. Bascom rifiutò l'offerta di Cochise di scambiare i prigionieri e di conseguenza l'infuriato capo fece giustiziare i suoi sei ostaggi. Irwin, intanto, era riuscito a raggiungere Bascom e i due, di comune accordo, ordinarono di impiccare per vendetta i sei apache prigionieri e come monito fecero esporre i corpi appesi degli impiccati. Fu per questo che Cochise si alleò con Mangas Coloradas e da quel momento gli Apache divennero l'incubo dell'Arizona e del New Mexico. Dopo l'assassinio di Mangas Coloradas, il generale Carleton ottenne parecchi successi perché gli Apache erano rimasti turbati e confusi dalla perdita del loro capo più famoso. Una parte di Mescalero si arrese e subito fu condotta a Bosque Redondo, sul Rio Pecos, una specie di campo di concentramento per indiani. Ma la guerriglia proseguì con la stessa intensità. Cochise aveva radunato trecento guerrieri intorno a sé e tenne con il fiato sospeso tutto il Sud-Ovest, nonostante Carleton facesse di tutto per portare a termine l'ordine ricevuto di annientarli. Arruolò come Scouts guerrieri Marikopa, Papago e Pima oltre ad altri nemici storici degli Apache, si assicurò inoltre l'aiuto delle autorità messicane e mobilitò anche la popolazione civile contro gli Apache. Tuttavia nonostante questa gigantesca caccia all'uomo non riuscì a "pacificare" il paese. Lo spirito battagliero di Cochise era rimasto intatto, tanto che con alcune centinaia di guerrieri teneva testa a forze preponderanti. Parecchie migliaia di soldati e sei generali erano in campo contro di lui! E migliaia di bianchi trovarono la morte fino al 1871 e il paese ne uscì devastato. Il governo, riscontrando che la strategia fino a qui tenuta non aveva dato risultati, congedò Carleton. Nel 1865 gli Americani tentarono di avviare nuove trattative, ma Cochise non ci pensava neppure perché i ripetuti inganni degli ufficiali americani lo avevano amareggiato al punto che, nella primavera del 1871, respinse l'invito di Ely Parker, il Commissario irochese per gli affari indiani, di andare a Washington, sostenendo che gli americani non erano affidabili. C'era però un bianco a cui Cochise accordava fiducia: Tom Jeffords, il gestore della stazione di posta di Tucson, che, dopo aver perso sedici carri, si era recato da Cochise per chiedergli di porre fine alle aggressioni. Cochise apprezzò questo coraggio e promise che da quel momento la gente di Jeffords non sarebbe più stata disturbata. Dopo questo primo incontro nacque una profonda amicizia, tanto che in seguito avrebbe avuto un ruolo importante nelle trattative per la pace. Lo spaventoso massacro messo in atto dagli abitanti di Tucson, il 30 aprile 1871 nei pressi di Camp Grani, a spese dei pacifici Aravaipa, del capo Eskiminzin, fece rimanere Cochise, per il momento, sulle sue posizioni. Il totale disprezzo di qualsiasi senso di giustizia evidenziato dai fatti successivi al massacro e l'impunità degli assassini, rafforzò nelle autorità governative la convinzione che fosse necessario fare ogni sforzo per trattare con gli Apache e specialmente con Cochise. Decisiva fu la sconsolante notizia della rovinosa sconfitta del Flying Squadron del luogotenente Cushing - ritenuto invincibile e con un gran numero di apache sulla coscienza - che, alla fine, era caduto in un agguato di Cochise. Nel giugno 1871, il generale Crook prese il comando dell'Arizona e subito fece partire cinque reparti di cavalleria con il compito di riportare Cochise, vivo o morto. Il capo tornò nel New Mexico, ma fece pervenire al generale Granger, a Santa Fé, il messaggio di essere disposto a incontrarlo nell'agenzia di Alamosa, in Canada. Il generale Granger, durante l'incontro ripeté che i Chiricahua avrebbero dovuto andare in riserve a loro destinate e impegnarsi a non lasciarle più. Cochise rispose: Le mie parole sono sincere, non voglio imbrogliarti, ma non voglio neanche essere imbrogliato. Ciò che voglio è una solida e duratura pace. Quando Dio creò la terra, ne diede una parte ai bianchi e un'altra agli Apache.., Perché si sono scontrati? Mentre parlo, sole, luna, terra, acqua, uccelli, animali e persino bambini non ancora nati dovrebbero rallegrarsi, I bianchi mi hanno cercato a lungo, ora sono qui. Che cosa vogliono?... Perché danno tanto valore alla mia persona? Non sono più il capo di tutti gli Apache, non sono ricco, sono solo un povero uomo. Il mondo non è stato sempre così. Dio non ci ha creati uguali a voi. Siamo nati come gli animali tra l'erba secca, non in un letto come voi. Per questo di notte ci muoviamo come animali rapiniamo e rubiamo. Se avessimo ciò che voi possedete, non avremmo bisogno di comportarci così. Non ho alcun potere sugli indiani che rubano e uccidono, altrimenti lo impedirei... Dio mi ha ordinato di venire qui. Mi ha detto che sarebbe bene vivere in pace, per questo sono venuto, Quando girava il mondo tra nuvole e aria, Dio è entrato nei miei pensieri e mi ha ordinato di fare pace con tutti, dicendo che il mondo era stato creato per tutti. Quando ero giovane e percorrevo questo paese vedevo solo apache e nessun'altra persona. Molti anni dopo viaggiai di nuovo in questo paese e vidi che altre persone erano venute, per prenderne possesso. Perché?
* Naiche * figlio di Cochise Granger comunicò a Cochise i piani del governo di trasferire l'agenzia di Alamosa, in Canada, a Fort Tularosa, ma il capo rifiutò categoricamente perché quella regione non era adatta alla sua gente. Granger cedette e Cochise promise che si sarebbe comportato in modo pacifico. Un testimone oculare del colloquio esprime così l'impressione che gli fece il capo Chiricahua: Mentre parlava, ci fu offerta l'occasione di osservare quest'uomo straordinario... Era alto 1 metro e 85, snello, e nel suo solido corpo si vedeva ogni singolo muscolo. Tra i suoi capelli neri e lucidi, tagliati circa all'altezza del mento, si vedevano ciocche d'argento. Il suo aspetto dava l'idea di una forza inconsueta. Quando il governo, qualche tempo dopo, si intestardì sul trasferimento degli agenti, Cochise e i suoi Chiricahua tornarono in montagna. Con la mediazione di Tom Jeffords si svolse un incontro tra Cochise e il generale Oliver O. Howard, che si trattenne nel campo apache per undici giorni e ricavò un'ottima impressione di Cochise e, nell'insieme, degli Apache. Riconobbe che gli Apache avevano subito gravi torti e si preoccupò di arrivare a una pace onorevole. Howard arrivò a rinunciare alla sua proposta, negoziata fino a quel momento, che prevedeva che i Chiricahua avrebbero dovuto essere trasferiti in una riserva sul Rio Grande, promettendo invece a Cochise una riserva nelle Chiricahua Mountains. Il generale era anche consapevole dell'importanza di avere un buon e, soprattutto, onesto Agente per gli Indiani e propose la carica a Tom Jeffords che, dopo alcune esitazioni, accettò. All'inizio riuscì a svolgere il suo incarico piuttosto bene, nonostante le numerose difficoltà provocate principalmente da un potente gruppo di uomini d'affari di Tucson, che non vedeva di buon occhio una pace con gli Apache. Del resto lo stesso governo di Washington fece la sua parte per far fallire il progetto iniziato con la migliore volontà di entrambe le parti. Non si preoccupò delle promesse fatte del generale Howard a nome del presidente Grant, non costruì ne negozi, ne scuole, mandò vettovaglie inutilizzabili o addirittura non le mandò e propose per giunta ai Chiricahua di diventare agricoltori, senza tener conto che il terreno non era adatto e mancavano gli attrezzi per lavorare la terra. Per risparmiare, alla fine, il governo decise di sciogliere la riserva di Chiricahua e di trasferire gli Apache che vi vivevano nella riserva di San Carlos. Cochise non reagì a questa notizia funesta con l'asprezza che ci si sarebbe aspettati. All'inizio del 1874 si ammalò gravemente e capì che non aveva più molto da vivere. Chiese ai suoi vicecapi, tra cui vi erano i suoi figli Taza e Naiche, che nessuna forza avrebbe dovuto spingerli a lasciare la loro patria. Protestò anche Tom Jeffords, ma senza successo. Poco dopo, Cochise fu assalito da forti dolori, anche se nessuno fu in grado di stabilire di che cosa soffrisse, neppure il medico dell'esercito che Jeffords aveva portato da Fort Bowie. Cochise morì prima che Jeffords avesse potuto portare ancora il medico, per aiutarlo. Non si sa ancor oggi dove Cochise venne sepolto, perché Jeffords protesse questo segreto fino alla sua morte. In ricordo del grande capo Chiracahua gli fu dedicato il Cochise Memorial Park nelle Dragon Mountains, dove si trova una targa alla memoria con questa incisione: Nel 1874 Cochise morì qui nel suo rifugio in montagna che amava più di ogni altra cosa. Fu il più grande guerriero apache e i suoi lo seppellirono in segreto, tanto che il luogo della sua tomba è rimasto sconosciuto.
* Taza * figlio di Cochise Quando Jeffords voleva lasciare l'incarico, addolorato per la morte dell'amico, furibondo perché gli Americani non avevano mantenuto la parola, i figli di Cochise lo pregarono di rimanere. Anche in seguito Jeffords fu un amico fedele dei Chiricahua e appoggiò con tutte le sue forze Taza, che il padre aveva scelto come suo successore, tuttavia non riuscì a far breccia sull'influenza che la potente "cricca" degli uomini d'affari di Tucson esercitava sulle autorità. Alcune centinaia di Chiricahua dovettero perciò mettersi in viaggio verso la riserva di San Carlos, paludosa e infestata dalla malaria. Le condizioni di vita nella riserva erano indescrivibili e gli Apache si incupirono, alcuni cercarono una fuga nell'alcool, perdendo sempre di più la capacità di reagire. Il primo a porre fine a questo insostenibile stato di cose e a lasciare con i suoi guerrieri quella valle di disperazione, fu il capo Mescalero Victorio, mettendo in atto una vera e propria evasione.
* Cochise e la moglie * ![]() Victorio Nome originale: Victorio Nato nel 1820 a Ojo Caliente Morto 14.10.1880 a Tres Castillos Hills Nel Messico del Nord si racconta che Victorio fosse di origine messicana e che fosse stato rapito da ragazzo nel Rancho del Carmen e cresciuto dagli pache. Questi sospetti erano alimentati anche da un certo atteggiamento da parte dei bianchi che tendevano a ritenere che se gli indiani ottenevano successi militari, il loro comandante non potesse essere indiano'. In ogni modo Victorio si sentì per tutta la vita un apache e non si differenziò mai ne per aspetto ne nel modo di vivere ne per religione dagli altri mèmbri della sua tribù, neppure di poco. Aveva un aspetto imponente, lineamenti fieri, mascelle larghe e una bocca sottile che tradiva una grande energia. Mangas Coloradas lo nominò come uno dei suoi vicecapi e consiglieri e fu così che imparò dal grande capo anche le doti tattiche e strategiche in cui, in seguito, superò addirittura il maestro. Victorio partecipò alla guerra durata decenni dei Mimbreno e dei Mescalero prima contro i Messicani e poi contro gli Americani, dove dimostrò una circospczione inusuale anche tra gli Apache, nel fare la guerra. Dopo la morte di Mangas Coloradas, Victorio continuò la guerra di propria iniziativa con un gruppo di Mimbreno e di Mescalero. Operava soprattutto nella zona del Rio Grande a sud di El Paso. Quando il governo americano, dopo la fine della guerra di secessione, cercò di prendere contatto con gli Apache, Victorio si dichiarò disposto al colloquio. Il 21 aprile 1865, con Nana, suo vicecapo, incontrò un rappresentante del governo e Victorio si dichiarò più che disponibile a trattare la pace: Io e la mia gente siamo stufi di combattere, vogliamo la pace. Siamo poveri e non abbiamo a sufficienza per mangiare e per vestirci, ne noi, ne le nostre famiglie. Vogliamo concludere la pace, una pace duratura. Il governo comunicò loro che avrebbero dovuto andare a Bosque Redondo e che non vi era altra soluzione. Victorio chiese tempo per riflettere e diede appuntamento ai rappresentanti del governo, due giorni dopo, a Pinos Altos. Ma attesero invano, Victorio e i suoi erano andati in parte verso il Messico e in parte da Cochise: non avevano, infatti, alcuna intenzione di andare nell'odiato Bosque Redondo. La guerriglia, di conseguenza, continuò finché l'inviato del presidente Grant, Vincent Collyer, nel 1871 riuscì a convincere la maggior parte degli apache a recarsi nella riserva. Victorio e la sua tribù però non vi rimasero a lungo e di propria iniziativa andarono nella riserva di Chiricahua e non si decisero a lasciarla finché non ricevettero ufficialmente una propria riserva a Warm Springs (Qjo Caliente), che rispondeva maggiormente alle loro aspettative. Sembrava a questo punto che si fosse giunti a una pace definitiva: la gente di Victorio era contenta e stava bene, ma all'improvviso il governo americano non tenne fede, per l'ennesima volta, alle promesse e ai trattati e fece pressione per una politica di "concentrazione", politica che consisteva nel radunare tutti gli indiani di una regione in un'unica riserva. Si tratta di qualcosa di più di un gioco di parole se si definiscono queste riserve i primi campi di concentramento in America. La riserva in questione era quella di San Carlos e il motivo, piuttosto pretestuoso, per il nuovo trasferimento fu il presunto appoggio fornito dagli Apache di Warm Springs ai Chiricahua in rivolta. Nel maggio 1877, gli apache di Victorio furono portati nella desertica e orribile riserva di San Carlos, ma già in settembre circa trecento di loro fuggirono e, anche se una parte fu spinta dalla fame a tornare, gli Americani rividero la loro decisione e permisero il ritorno a Warm Springs. La gioia però durò poco perché, nell'agosto del 1878, furono cacciati nuovamente nella riserva di San Carlos. Allora Victorio decise di essere stanco di quell'andirivieni e scomparve in montagna con ottanta guerrieri. In febbraio tornò di nascosto in visita alla sua gente e raccontò di come stessero bene gli apache liberi e invitò gli altri ad unirsi a lui. Quando gli impiegati americani vennero a sapere della sua presenza si dissero disposti a discutere ma Victorio, più che mai diffidente, scomparve di nuovo. Ricomparve a fine giugno per trattare con l'agente S.A. Russel e chiedere che la sua gente potesse sistemarsi presso i Mescalero e che ricevesse le medesime razioni, ma Russel si mostrò indeciso e volle prima chiedere a Washington. Victorio però, sul cui capo pendeva un'accusa di assassinio nella contea di Grant, divenne molto nervoso quando seppe che un gruppo di uomini, con un giudice e un procuratore, stavano arrivando da Silver City. Senza far tempo in mezzo chiese di parlare con Russel e lo minacciò di prendersi ciò di cui aveva bisogno senza attendere oltre. L'agente, impaurito, chiamò in soccorso delle truppe da Fort Stanton, per cui Victorio e i suoi scomparvero. Poco prima Victorio era andato a congedarsi dal dottor Blazer, il medico dell'agenzia, e gli aveva confidato di avere paura di restare più a lungo. Lo sconsiderato modo di agire di Russel fu la scintilla che fece esplodere il barile di polvere da sparo. Dopo aver razziato due greggi di pecore, Victorio si spostò a ovest mettendo a ferro e fuoco la regione del Rio Gila. I soldati lo inseguirono, per cui si diresse a Sud-Ovest, passò per il New Mexico e attraversò il confine messicano, ma poco dopo rientrò negli Stati Uniti e si unì a un gruppo di Mescalero al comando del capo Cabalerò. Dal momento, però, che il 10° Cavalleria e i Texas Ranger erano sulle sue tracce, fuggì di nuovo in Messico con il suo gruppo di guerrieri che nel frattempo era aumentato fino a trecento unità. Il 4 settembre 1879, comparve inaspettatamente a Warm Springs, dove era stata costruita una postazione militare, e assalì all'improvviso gli otto soldati che custodivano le greggi e nel giro di pochi minuti gli apache erano scomparsi con un bottino di quarantasei cavalli, lasciandosi alle spalle otto soldati morti. Il comandante della postazione militare tentò disperatamente di inseguire gli apache, ma ormai si erano volatilizzati. Vi furono molte altre azioni di Victorio di questo tipo e i suoi stratagemmi erano quasi inesauribili. A ottobre, dalle zone del confine messicano partirono venti volontari per una spedizione punitiva contro gli apache. Quando scorsero sul bordo della strada tré cavalli liberi, si avvicinarono per prenderli ma gli apache, che erano appostati, aprirono il fuoco e ne uccisero sei prima che i sopravvissuti potessero chiedere aiuto anche se, nel frattempo, gli apache avevano trovato riparo oltre il confine messicano. Le audaci imprese di Victorio seminarono il panico nell'agenzia e perciò Russel chiese rinforzi, ottenendo però una risposta negativa che creò seri dissapori tra l'agente e i militari. Si accusarono a vicenda di incapacità nel trattare il "problema indiano", un'accusa che del resto era giustificata per entrambe le parti. La situazione è chiarita bene da una lettera del luogotenente G.W. Smith, indirizzata a Russel il 2 dicembre 1879: L'avevo messa in guardia del pericolo in cui ora Lei si trova e non posso fare altro che ripetere l'avvertimento. Le faccio notare che si può fidare solo di un apache morto. Che Dio le stia vicino, perché è l'unico che può farlo se si fida di un apache vivo. Victorio si dimostrò molto abile nel mettere in scacco sia i messicani che gli americani che lo inseguivano. Aveva trovato, infatti, un perfetto nascondiglio nelle Candelaia Mountains, da cui poteva seguire tutte le iniziative dei suoi nemici. Quindici messicani che si avvicinarono per convincerlo a lasciare il territorio non tornarono mai più indietro, così come i componenti del secondo gruppo sopraggiunto per salvarli. I successi di Victorio contro un nemico tanto più forte non dipendevano solo dal suo spirito combattivo e dagli innumerevoli trucchi che conosceva ma si basavano anche su un servizio molto ben organizzato di notizie, comunicazioni e segnalazioni. Venivano mandati segnali con gli specchi, avevano una rete di spie in tutti i dintorni, facevano correre i loro cavalli fino alla morte e si cibavano della loro carne. Si rifornivano quindi di nuovi cavalli al ranch più vicino o li prendevano dai pastori messicani, con cui avevano un buon rapporto e da cui si procuravano anche armi, munizioni e viveri. L'esercito americano era quasi ridotto alla disperazione dalle fulminee azioni degli apache e l'effetto delle notizie dei loro successi erano ancora maggiori nella riserva apache. Sempre più numerosi erano gli indiani che, di notte, lasciavano la riserva per unirsi a Victorio. Ma i capi, nella riserva, mantennero il sangue freddo ed esortarono alla calma. Al contrario, nella loro furia cieca, gli ufficiali dell'esercito non fecero distinzione tra gli apache pacifici e quelli bellicosi e usarono tutte le loro energie per distruggere le forze combattenti della tribù. Occorre sottolineare che i soldati impegnati a inseguire Victorio evitarono accuratamente di avvicinarglisi troppo. Per la prima volta riuscirono a vederlo alla fine del maggio 1880, per merito dei famosi scouts apache; già il generale Crook aveva dovuto riconoscere che gli Apache avrebbero potuto essere sconfìtti solo con le loro stesse armi, cioè con l'aiuto della loro stessa gente. Il capitano H.K. Parker trovò il nascondiglio di Victorio e, di notte, lo fece circondare e il mattino seguente aprì il fuoco uccidendo parecchi uomini, donne e bambini. Gli apache si difesero strenuamente e gli scontri durarono tutto il giorno, finché Parker e i suoi furono costretti a ritirarsi per mancanza di acqua ma riuscendo comunque a rubare settantaquattro cavalli. La stampa americana parlò di questa "vittoria" con toni trionfanti. Victorio torno in Messico per rifornirsi di nuovi guerrieri e di cavalli freschi e quando, a fine giugno, ricomparve in Texas, si scatenò la più grande caccia all'apache a cui il Sud-Ovest avesse mai assistito. Duemila soldati americani marciarono a ovest del Texas e a sud del New Mexico, e a loro si unirono i Texas Rangers e le milizie di volontari mentre a Chihuahua si radunarono le truppe messicane per tagliare la strada a Victorio. Il capo si vedeva ora incalzato da ogni parte. A malapena riuscì a fuggire a un aggressore ma poco dopo cadde in un agguato, tesogli da un altro, ma con formidabile audacia riuscì ancora a salvarsi. Alla fine il detto che molti cani fanno la fine della lepre divenne realtà. Occorre inoltre sottolineare che l'azione comune di americani e messicani gli precludeva i rapidi sconfinamenti in Messico. A sud di El Paso si compì infine il suo destino. Nelle Tres Castillos Mountains, il 9 ottobre 1880, cadde in un agguato tesogli dai messicani. Gli apache combatterono fino all'ultimo uomo, nel vero senso della parola, e compirono autentici atti di eroismo fino a quando un tiratore scelto Tarahumara riconobbe Victorio nel tumulto e colpì il grande capo Mimbreno. Con lui persero la vita ottantasei guerrieri, solo pochi riuscirono a fuggire, mentre donne e bambini furono fatti prigionieri. Era morto uno dei più grandi e temuti capi apache e la miglior prova della sua grande importanza è la seguente frase del generale Crook: Se fosse stato un bianco sarebbe entrato nella storia come uno dei più grandi condottieri che l'umanità abbia mai avuto.: Poco prima della battaglia il vicecapo di Victorio, Nana, aveva fatto una ricognizione della zona con un gruppo di guerrieri e il suo gruppo rimase incolume, Ciò che accadde poi rappresenta uno dei capitoli più incredibili della storia della conquista dell'America del Nord. ![]() Nana Nome originale:Nana Nato nel 1805 a ? Morto dopo 1894 a Fort Sill Per molti aspetti la posizione di Nana, come stratega, nella storia dell'America del Nord, è particolare. Se Cavallo Pazzo, Osceola e Roman Nose avevano un aspetto imponente, già di per sé in grado di infondere entusiasmo nei guerrieri, Nana, quando successe a Victorio, era già molto vecchio, piegato dalla gotta e quasi cieco. Riusciva a camminare con difficoltà, ma stava in sella, quindi cavalcava "come un diavolo" dimostrando una costanza e una perseveranza ammirevoli. A un'età in cui la maggior parte dei capi cedeva il passo ai più giovani, il vecchio apache portò a termine imprese ineguagliabili. Durante la sua vita Nana aveva combattuto contro messicani e americani, partecipando a tutte le grandi imprese di Mangas Coloradas e di Victorio e imparando tutti i trucchi della guerriglia, in cui gli Apache, in quanto a maestria, superarono tutti gli altri indiani. Jason Betzines, un parente alla lontana di Nana, racconta nella sua autobiografia: Nanay (così lo chiamava Betzines), in gioventù era un uomo grande, ben proporzionato ed era così forte che poteva trapassare un toro con una freccia. Persino da vecchio riusciva ancora a farlo, come io stesso ebbi modo di vedere, nella riserva di Wann Springs. Sotto il comando di Mangas e di Victorio era un guerriero fiero e impavido, un combattente in grado di affrontare chiunque volesse avere la meglio su di lui. Era però di animo gentile ed era molto apprezzato dal suo popolo e anche dai vicini messicani. Come la maggior parte degli Apache di Warm Springs, amava la pace. Tutto cambiò nel 1879 quando con Victorio si mise sul sentiero di guerra. Provava un odio talmente profondo per i suoi nemici che si trasformava in una tigre impazzita e dimenticava la debolezza dovuta all'età. Nana accompagnò Victorio all'incontro dell'aprile 1865, a Santa Rita, con un rappresentante governativo. All'assicurazione del funzionario che il trasferimento a Bosque Redondo avrebbe portato la pace. Nana rispose sprezzante con queste parole: Non ho tasche in cui mettere le tue parole, ma si sono profondamente impresse nel mio cuore. Non le dimenticherò. Le continue violazioni di promesse e trattati rinfocolarono l'antico odio di Nana. Come vicecapo di Victorio partecipò a molte azioni spettacolari. Un altro esempio per dimostrare la straordinaria vitalità di Nana fu il suo matrimonio all'età di settantatre anni, con la figlia di Victorio. Fuggì con il suocero dalla riserva di San Carlos, ma poco dopo si separò da lui e tornò indietro con settantatre persone, tremando dal freddo. Quando Victorio, al suo ritorno, volle scegliere la vita libera e senza vincoli nelle montagne al posto di quella cupa della riserva. Nana era il suo vicecapo più valido. Per puro caso, nell'ottobre 1880, quando Victorio fu circondato e ucciso dagli uomini del colonnello messicano Terrazas, Nana si trovava in ricognizione e i suoi guerrieri, circa cinquanta uomini, trascorsero l'inverno in Messico. Ad un certo punto, nella primavera del 1881, attraversarono il confine e si diressero nel New Mexico dove si nascosero in montagna, nei pressi dell'agenzia dei Mescalero. A loro si unirono venticinque guerrieri Mescalero, ma il suo esercito era composto esclusivamente da apache, al contrario di quello di Victorio che comprendeva anche Navaho e Comanche. A metà luglio del 1881, Nana si mise in movimento, inseguito dai soldati della riserva al cui servizio vi erano alcuni scouts Mescalero. Gli uomini di Nana si lasciarono alle spalle una scia di sangue che andava dall'Alamos Canyon fino alle San Andres Mountains. Qui si scontrarono con i loro inseguitori che esultarono ma non riuscirono che a prendere qualche cavallo e qualche mulo. Gli indiani erano spariti tra le montagne, in direzione del Rio Grande che guadarono dopo aver ucciso tre bianchi. I guerrieri del terribile vecchio capo usavano sempre la stessa tattica: comparivano all'improvviso, uccidendo alcuni bianchi, e sparivano con un bottino di cavalli e muli, con la stessa rapidità con cui erano arrivati. Come ai tempi di Victorio, tutto il paese era in tumulto. Le notizie degli attacchi di Nana si susseguivano: l'11 agosto due messicani erano state le vittime degli apache a La Cebolla e due donne furono rapite: il giorno dopo Nana attaccò nella zona di Sabinal un reparto del 9° Cavalleria, al comando del capitano Parker, mentre il 13 agosto vi fu uno scontro, nei pressi di Cuchillo Negro, in cui furono uccisi due soldati. Cinque giorni più tardi il luogotenente C.W. Smith affrontò i guerrieri apache con venti uomini: lo scontro fu particolarmente duro, Smith e quattro soldati persero la vita. Durante il combattimento un gruppo di volontari, guidati da George Daly, giunse in loro soccorso, ma Daly cadde sotto il fuoco degli apache e i bianchi sopravvissuti si diedero alla fuga. Ma la terra si faceva sempre più rovente sotto i piedi di Nana: sempre più soldati arrivavano nel paese, per cui Nana decise di tornare in Messico. Quando, nel 1883, il generale Crook tentò ancora una volta di riportare gli apache nella riserva di San Carlos anche Nana rientrò con i suoi dal Messico. Tuttavia nel 1885 lasciò nuovamente la riserva, ma si arrese definitivamente nel gennaio del 1886 e fu il luogotenente Maus a ricevere la sua capitolazione sul suolo messicano. Se si osservano le imprese di Nana nell'estate del 1881, pur con tutta la crudeltà ad essa legata, si comprende che meritano la massima considerazione. Lo storico Paul Wellmam scrive in proposito: In meno di due mesi, Nana. condizionato dall'età e dagli acciacchi fisici, percorse più di mille miglia in territorio nemico nel corso della sua breve guerra. Combatté sette volte contro gli americani e vinse sempre. Uccise dai trenta ai cinquanta nemici, ne ferì un numero ancora più elevato, prese duecento tra cavalli e muli. Sfuggì inoltre all'inseguimento di più di mille soldati, senza contare i tre o quattrocento volontari, e tutto ciò, almeno all'inizio, disponendo di soli quindici guerrieri. Sulle tracce di Nana vi erano complessivamente otto squadroni di cavalleria, sette compagnie di fanteria, oltre a due compagnie di scouts. Sfuggire a questa orda di inseguitori non fu solo una magistrale dimostrazione di strategia, fu anche un'incredibile prestazione fisica. Tutti i giorni, Nana e i suoi guerrieri percorrevano fino a settanta miglia ed è naturale che per far questo facessero correre fino alla morte più di cento cavalli, via via sostituiti da quelli razziati. Il fatto che il protagonista di queste imprese fosse un uomo oltre i settanta anni per alcuni addirittura ottanta, rappresentava un caso unico nella storia e anche solo per questo meriterebbe di essere citato. Per la tenacia, la natura selvaggia e per l'audacia, rappresentava il vero prototipo dell' Apache. Nel giugno 1871, il generale Crook aveva assunto il comando del dipartimento dell' Arizona, ma, dopo alcuni successi iniziali, era stato mandato a nord a combattere i Sioux. Nel 1882 il governo rimandò Crook in Arizona per porre fine ai continui scontri con gli Apache. Il suo atteggiamento nei confronti degli Apache si differenziava positivamente da quello di altri bianchi del Sud-Ovest: Penso che l'apache venga dipinto a tinte fosche più di quanto meriti e che le sue azioni siano state provocate da una serie di avvenimenti sfavorevoli più che dal fatto che fossero peggiori di altri indiani. Vive in un paese in cui non può vivere dei prodotti della natura e deve perciò coltivare la terra o rubare. Dal momento che la nostra politica esitante gli ha mostrato che lo temiamo, sceglie l'ultima ipotesi che gli costa meno fatica e corrisponde maggiormente al suo istinto. Crook non si tirò indietro e volle indagare a fondo sulla situazione nelle riserve, ascoltando dalla viva voce degli indiani i loro bisogni e le loro preoccupazioni. Sul suo famoso mulo "Apache" si spinse anche sulle montagne, scortato solo da alcuni soldati, per visitare i villaggi delle bande di apache ancora nemiche. Solo il suo coraggio, che gli Apache apprezzavano anche in un nemico,gli risparmiarono la morte. Al suo ritorno ordinò ai cercatori d'oro e agli altri bianchi che non avevano rispettato i diritti degli Apache ed erano entrati nel loro territorio, di abbandonare il paese degli Apache. Eliminò anche, almeno il più possibile, la corruzione nelle agenzie. Con queste misure Crook risolse gran parte dei problemi senza alcun spargimento di sangue. Seppure la maggior parte degli apache seguisse le mosse del Generale con favore e le giudicassero positivamente, vi era un gruppo di circa cinquecento apache, specialmente Chiricahua, che rimase diffidente e che abbandonò la riserva di San Carlos per tornare in montagna. I loro capi erano Naiche, Chato e Geronimo che ebbe in seguito il ruolo di gran lunga più importante. Mangas Coloradas Nato nel 1795 a Mimbres Mountains Morto 18.1.1963 a Fort West Con Mangas Coloradas aveva assunto la guida dei Mimbreno un uomo nato per fare il capo e che non corrispondeva per nulla al cliché dell'apache che ancor oggi viene spesso accreditato. Mangas Coloradas era di corporatura fuori dall'ordinario, doveva essere alto più o meno due metri, forte e agile. Già solo il suo aspetto fisico, con un volto imponente, la fronte spaziosa e lineamenti affilati e fieri, incuteva stima e rispetto. Alle sue caratteristiche fisiche straordinarie, corrispondevano doti morali altrettanto straordinarie che sapeva usare efficacemente sia in pace che in guerra. Cominciò a farsi conoscere nel corso di alcune spedizioni contro i messicani,nemici storici degli Apache e fu durante una di queste che fece prigioniera una messicana che gli piacque tanto al punto che la prese in moglie. Ebbe qualche difficoltà con i parenti di sua moglie, ma le risolse con un duello vittorioso che gli procurò ulteriore notorietà. Dalla sua sposa messicana ebbe tre figlie che, con grande intelligenza, fece sposare a capi di tribù amiche, rafforzando così la coesione tra le tribù. Da tempo aveva infatti capito che solo unendo le forze si sarebbe potuto combattere i bianchi con successo e fu così che sotto la sua guida i Mimbreno divennero una delle tribù più temute del Sud-Ovest. La sua prima grande impresa fu la vendetta per il massacro di Santa Rita del Cobro, una località che doveva la sua esistenza ai giacimenti di rame presenti nella zona (contava circa quattrocento abitanti, per lo più minatori con le loro famiglie che dipendevano completamente dai prodotti trasportati regolarmente da Chihuahua). Mangas Coloradas bloccò proprio questa linfa vitale e, quando i rifornimenti si interruppero, l'inquietudine degli abitanti aumentò perché avevano il presentimento che il mancato arrivo delle carovane di merce fosse da ricondurre alle fosse comuni poco trovate lontano da Santa Rita. Disperati, si misero in cammino per Chihuahua per evitare di morire di fame,ma non vi giunsero mai: Mangas Coloradas aveva così vendicato la morte di quattrocento Mimbreno con quella di quasi altrettanti bianchi. Anche in seguito Mangas Coloradas guidò numerose spedizioni e razzie contro i messicani: le province di Chihuahua. Sonora e Durango erano le sue mete preferite. Spesso era lo stesso gigantesco capo a mettersi alla testa dei suoi guerrieri, ma la sua strategia vincente non era dovuta solo alla sua intelligenza organizzativa perché, subito dopo aver assunto la carica, si era circondato con sette dei suoi migliori guerrieri e li aveva nominati vicecapi. Tra loro si trovava Victorio che sarebbe diventato, più tardi, uno dei più famosi capi Apache. Dopo la fine della guerra tra gli Stati Uniti e il Messico, giunse a Santa Rita una commissione di confine protetta da una scorta militare tanto forte che Mangas Coloradas, cosciente dell'inferiorità dei suoi quanto ad armi, non azzardò nessun attacco. Cercò invece di trattare con alcuni accompagnatori la possibilità di una convivenza pacifica con gli americani. Si arrivò anche a una specie di coesistenza, ma quando gli Americani cominciarono a proteggere sempre di più i Messicani, rompendo il patto di neutralità, Mangas Coloradas chiese al capo della commissione di confine, J. R. Bartiett: Siete venuti nel nostro paese e vi abbiamo accolti amichevolmente. Ne la vostra gente, ne i vostri beni, ne il vostro bestiame sono stati molestati. Potevate muovervi nel nostro territorio soli, in due o in tre, potevate andare e venire in pace. Se i vostri animali uscivano dai recinti, vi venivano riportati. Le nostre donne e i nostri bambini venivano e frequentavano le vostre case. Eravamo amici e fratelli. Ci facevamo conto e non avevamo paura di portare con noi i nostri prigionieri. Ci fidavamo del fatto che eravamo fratelli e che voi sentiste quello che noi sentivamo. Non avevamo niente da nascondere e non venivamo di nascosto o di notte. Venivamo alla luce del sole e vi mostravamo i nostri prigionieri... Perché ci avete preso i nostri prigionieri? Bartiett dichiarò, molto imbarazzato, di essere obbligato da un accordo a proteggere i Messicani. Vi fu una tiepida riconciliazione e gli Apache ottennero un indennizzo in merce, per un valore di più di duecento dollari e i prigionieri, due ragazzi, poterono tornare a casa. Questa volta vi era stata ancora una soluzione pacifica, ma la situazione precipitò quando un messicano, al servizio della commissione di frontiera, uccise in una lite un apache e non fu punito. Gli indiani si rifecero con una serie di aggressioni a cavalli e bovini degli americani. Fu più o meno in questo periodo che fu trovato oro nei pressi di Pinos Altos e, con diffidenza e disappunto, Mangas Coloradas vide arrivare più di cento avventurieri a caccia di oro. Per allontanarli dal territorio della sua tribù, il capo - di solito così scaltro - elaborò un piano che però non avrebbe dato buoni risultati. Si recò nel campo dei cercatori d'oro e parlò loro di filoni auriferi più ricchi di quelli di Pinos Altos e che avrebbe rivelato loro la posizione precisa se si fossero dichiarati disposti a lasciare il paese. I cercatori d'oro subodorarono l'inganno, sopraffecero il capo, lo legarono saldamente e lo frustarono fino a staccargli la pelle a brandelli dal corpo. Mangas Coloradas sopportò i colpi senza un urlo di dolore, ma ad ogni frustata il suo odio per gli americani si faceva sempre più profondo nella sua anima. Infine, barcollando, lasciò il campo. Il brutale comportamento dei cercatori d'oro diede il via alla più spietata guerra indiana della storia americana. Mangas Coloradas mandò messaggi alle tribù confinanti e amiche e le esortò ad unirsi a lui per punire gli americani e cacciarli dal paese. Molti capi e guerrieri accolsero l'invito, primo fra tutti il suo alleato più importante, Cochise, suo genero e capo degli Apache Chiricahua. Un aiuto inaspettato arrivò agli Apache dallo scoppio della guerra civile, nel 1861. La maggior parte dei soldati fu spostata dai forti, molte miniere furono chiuse e i villaggi dei minatori si svuotarono. Senza far distinzione tra appartenenti a Stati del Sud e del Nord, gli Apache attaccarono ogni bianco che incontrassero e tutti i territori lungo il Rio Grande furono devastati. Fu allora che gli Apache si fecero la fama che gli autori di racconti di viaggio e di romanzi di avventura ripresero nelle loro opere, senza indagare sulle cause, e che culminò con l'uso dell'appellativo "Apache" per indicare coloro che appartenevano al sottobosco parigino. Di lì a poco l'Arizona fu completamente "ripulita" dai bianchi (solo Tucson era ancora abitata dai bianchi) ma il numero dei suoi abitanti era crollato a non più di duecento persone. Naturalmente uno degli obiettivi più urgenti di Mangas Coloradas era quello di vendicarsi dei cercatori d'oro di Pinos Altos, ma nel loro campo erano arrivati rinforzi di volontari dell'Arizona, per cui il primo attacco fallì. Quando però il capo venne a sapere, poco dopo, che un gruppo di quattordici cercatori d'oro avevano lasciato il campo e si erano diretti al Passo Apache, decise che era giunto il momento della vendetta. Tese loro un agguato nei pressi del Passo. Metà del gruppo cadde al primo assalto degli Apache, due li strangolò lo stesso gigantesco capo a mani nude e solo qualche giorno dopo un reparto di soldati, al comando del capitano John C. Cremony, trovò gli altri corpi trafitti dalle frecce. Insieme a Cochise, Mangas Coloradas attaccò al Passo Apache trecento volontari californiani, al comando del capitano Thomas Roberts, che si stavano dirigendo a est per unirsi alle truppe dell'Unione, nel New Mexico. La fortuna sembrava stare dalla parte degli Apache, ma alcuni soldati molto coraggiosi riuscirono a piazzare uno dei cannoni che erano riusciti a portare, nonostante l'intenso fuoco di sbarramento degli indiani. Questo tipo di arma era assolutamente nuovo per gli Apache che per precauzione si ritirarono. Mangas Coloradas tornò ad attaccare più tardi, quando dal campo dei californiani uscì un piccolo reparto di cavalleria per avvertire il capitano Cremony che seguiva il primo gruppo. Durante il combattimento Mangas Coloradas fu colpito da una pallottola che lo ferì gravemente. I suoi guerrieri, preoccupati, interruppero subito la battaglia e portarono il loro capo nella piccola città messicana di Janos da un medico che conoscevano. Misero il medico di fronte all'alternativa di salvare Mangas Coloradas o condannare alla rovina Janos e tutti i suoi abitanti. Per fortuna il medico poté accertare che la pallottola non aveva leso organi vitali lo medicò e il suo fisico di ferro permise al capo, ormai settantenne, di guarire dalla ferita in un tempo sorprendentemente breve. Roberts e i suoi erano, nel frattempo, già morti. A quel punto i soldati sia del Nord che del Sud davano la caccia agli Apache che avevano fatto spopolare vasti territori, fino al Texas e il capitano Baylor, governatore degli Stati Confederati in Arizona, ordinò di uccidere ogni apache che avessero incontrato e di vendere donne e bambini come schiavi. Ma Jefferson Davis, il Presidente degli Stati del Sud, che i racconti di storia presentano come del tutto disumano, lo sollevò per questa decisione dall'incarico. Il Governo dell'Unione non fu animato dallo stesso spirito umanitario e ordinò al generale Carleton di "riportare la calma" nel Sud-Ovest, cioè, in pratica, gli veniva ordinato dalle più alte cariche esattamente quello che aveva proposto il capitano Baylor. All'inizio i volontari di Carleton non ottennero risultati contro gli apache ma le cose cambiarono quando Mangas Coloradas decise, all'improvviso, di avviare trattative di pace con gli Americani. Questa decisione fu come un fulmine a ciel sereno per i suoi consiglieri che cercarono in tutti i modi di dissuaderlo, ma lui rimase ostinatamente fermo sulla sua decisione. Si è molto discusso su che cosa lo avesse spinto a farlo, forse perché stanco di combattere o per l'età avanzata o forse perché si era convinto che, nonostante i successi, non sarebbe stato possibile tenere gli americani lontano dal paese degli Apache? I seri propositi di pace del capo furono però sfruttati dagli Americani con totale mancanza di scrupoli. Il capitano J. Walker e il colonnello E. D. Shirland elaborarono un piano per catturare Mangas Coloradas. Mandarono un messaggio in cui Shirland invitava il capo dei Mimbreno per trattare. I suoi vicecapi e gli stregoni lo misero in guardia da un agguato, ma inutilmente. Il 17 gennaio 1863 partì, accompagnato da quindici guerrieri. Shirland e la sua compagnia di volontari avevano posto il campo non lontano da Fort McLean. Uno degli uomini di Walker andò incontro agli apache e li salutò con la mano alzata in segno di pace. Mentre i guerrieri si guardavano intorno diffidenti il capo scambiò alcune parole con gli americani e ordinò ai suoi di tornare indietro. A lui era stato promesso che avrebbe potuto andarsene liberamente nel giro di due giorni. Ma, non appena gli apache furono scomparsi, i soldati circondarono Mangas Coloradas che, data la superiorità numerica, ritenne insensato resistere e fu quindi catturato e portato al campo. Walker e Shirland erano troppo codardi per farsi vedere, ma il grande capo indiano, che sapeva bene quale sarebbe stato il suo destino, si sedette con calma stoica davanti al fuoco e si addormentò. Walker e Shirland avevano subito comunicato al comandante del Forte, capitano J. R. West, il loro "atto eroico". Quando West arrivò e vide il capo indiano addormentato, diede questo ordine alle due sentinelle Collyer e Mead:
Uomini, questo vecchio assassino è sfuggito a ogni azione militare, ha lasciato dietro di sé una scia di sangue lunga 500 miglia. Domani mattina presto voglio averlo vivo o morto, capite? Voglio che domani mattina sia morto!
Le due sentinelle capirono, uno di loro mise la sua baionetta sul fuoco finche non fu incandescente, poi la conficcò nella gamba del prigioniero che si alzò urlando, e allora i due assassini gli spararono. Scaricarono le loro pistole sulla vittima indifesa, che giaceva a terra coperta di sangue. Il temuto capo degli Apache era morto. La sua testa venne staccata dal corpo e venduta a est, mentre il corpo fu gettato in una fossa. Il capitano John C. Cremony, un vecchio avversario del capo e poi agente per gli Apache, capace di essere obiettivo nei suoi giudizi e che aveva molto apprezzato la personalità di Mangas Coloradas ebbe a dire: Era l'apache più grande e dotato del XIX secolo. I suoi piani intelligenti dimostrano che aveva una prudenza da uomo di stato superiore a lutti gli altri indiani del nostro tempo. Sapeva tenere insieme molti gruppi del suo popolo come nessuno dei suoi predecessori e riusciva a convincerli della necessità di stare insieme per conseguire una maggiore forza comune. La sua influenza fu superiore a quella di qualsiasi altro indiano del suo tempo: possedeva molte buone qualità ma era anche spietato e crudele come il più feroce degli animali feroci. Con i nomi delle sue vittime si potrebbe riempire un libro, tuttavia le sue imprese di guerra sono straordinarie. Con la sua spietata condotta di guerra rese una regione, grande il doppio della California, un desolato deserto.
Dopo la morte di Mangas Coloradas nessun capo riuscì più a riunire così saldamente tra loro gli Apache, anche se alcuni altri capi ottennero successi incredibili contro Americani e Messicani. Uno dei più validi alleati di Mangas Coloradas era il capo Chiricahua Cochise. September 21 Toro Seduto-Lakota Ola Cassadore portavoce ufficiale del Consiglio Tribale degli Apache San Carlos e leader della Apache Survival Coalition,insieme al marito Mike Davis. ![]() La lotta degli Apache per la difesa della loro montagna sacra: MOUNT GRAHAM Il luogo Il Monte Graham e’ una delle cime piu’ alte dell’Arizona (m.3200) e si trova non lontano da Phoenix e Tucson, nei pressi della Riserva Apache San Carlos.Il nome apache e’ “Dzil Nchaa Si An”,la Grande Montagna Seduta,che riflette la forma larga e appiattita in punta tipica di quel monte. Mount Graham rappresenta un patrimonio unico di diversita’ biologica del Nord America,essendo uno dei rari ecosistemi inalterati nel deserto del Sud Ovest degli Stati Uniti e del Messico.Unico nel suo genere perche’ rappresenta l’ultimo esempio rimasto nella zona dell’habitat ecologico esistente nell’ultima glaciazione. ![]() La montagna sacra degli Apache Mount Graham riveste da tempi immemorabili una funzione importante per la comunita’ Apache: e’ infatti considerato il loro massimo luogo sacro. Per gli Apache,Mount Graham e’ il tramite tra Wakan Tanka (il Grande Spirito) e la loro gente.Un luogo di culto e di guarigione: e’ qui infatti che i medicine-men Apache trovano le acque e le erbe per curare la loro gente,e’ qui che gli sciamani si formano interiormente,e’ qui che, come spiega il medicine-man Apache Franklin Stanley,il Grande Spirito insegna ai medicine-men come acquisire il loro potere,e li aiuta a trovare erbe,acque e piante per le loro azioni terapeutiche. La montagna e’ sempre stata usata dagli Apache per cerimonie religiose collettive e per pratiche spirituali individuali.Ha quindi un ruolo centrale e fondamentale nella cultura e nella religiosita’ Apache. L’osservatorio astronomico contestato Dal 1984 il luogo sacro degli Apache e’ in pericolo. Da quando cioe’ l’Universita’ dell’Arizona ha deciso di costruire un osservatorio astronomico sul monte Graham che prevede la costruzione di 18 telescopi,successivamente ridotti a 7,sulla cima della montagna,di cui 2 sono gia’ stati costruiti.L’impatto del progetto e’ devastante per l’ambiente e per la cultura Apache. L’impatto del progetto e’ devastante per l’ambiente e per la cultura Apache. Una vasta zona sulla sommita’ della montagna (quella considerata piu’ sacra) e’ stata chiusa agli Apache. Dal punto di vista della cultura Apache,il progetto viola la loro liberta’ religiosa ed e’ una minaccia per l’unita’ della comunita’. La scelta di Mount Graham e’ soprattutto legata a motivazioni economiche data la sua vicinanza alle strutture dell’Universita’ dell’Arizona. Il coinvolgimento dell’Italia e del Vaticano nel progetto L’Italia partecipa al progetto con due sponsor,l’Osservatorio di Arcetri e la Specola Vaticana.Il telescopio della Specola Vaticana è l'unico finora in funzione.In risposta agli appelli degli Apache il Vaticano ha dichiarato che il luogo non ha caratteristiche di sacralità. L’Osservatorio di Arcetri e’ direttamente coinvolto nella costruzione del piu’ importante dei telescopi, chiamato “Large Binocular Telescope” (LBT),che sara’ il piu’ grande telescopio ottico del Nord. La posizione del Vaticano Il 25 Maggio 1992 il Direttore dell’Osservatorio vaticano Coyne attacca le tradizioni Apache.In una lettera al Working Group for Indigenous Peoples di Amsterdam,Padre Coyne include un documento in cui dichiara che “le credenze Apache sono un tipo di religiosità che deve essere soppressa con tutte le forze che possiamo radunare”. La sua dichiarazione fa parte di un documento intitolato “Riflessioni Personali sulla Natura del Sacro” in cui Padre Coyne si appella a tale soppressione perchè dice perchè gli Apache San Carlos “non hanno fornito argomenti ragionevoli sul carattere sacro di Mount Graham”. La lotta degli Apache Dal 1990 la Nazione Apache sta lottando con ogni mezzo per fermare il progetto.Il Consiglio Tribale degli Apache San Carlos ha emesso piu’ volte risoluzioni ufficiali contro l’osservatorio in costruzione,considerato una vera e propria dissacrazione.Oltre alle altre nazioni Apache,molte altre nazioni native hanno sottoscritto le risoluzioni del Consiglio Tribale. Il maggior movimento in difesa della montagna sacra e’ la Apache Survival Coalition,fondato da Ola Cassadore e supportato dal Consiglio Tribale degli Apache San Carlos. Ola Cassadore,sorella del grande Apache e leader tradizionale Philip Cassadore,e’ stata incaricata dal fratello di proteggere la montagna,quando ancora non esisteva il progetto. Ola Cassadore,insieme al marito Mike Davis,porta avanti la sua missione supportata dai medicine-men Apache e dal Consiglio Tribale. Il sostegno agli Apache Al fianco degli Apache si sono schierati numerosi consigli Tribali e movimenti di popoli nativi tra cui: l’International Indian Treaty Council,il National Congress of American Indian, l’American Indian Religious Freedom Coalition,la Tribu’ dei Tohono O’ Odham, e molte altre Tribu’. Moltissimi movimenti ambientalisti e per la difesa dei diritti umani da tutto il mondo si sono associati alla lotta, tra cui: la Society for Conservation Biology,Amnesty International,il National Council of Church,la Sierra Club Lega l Defense Found,la National Audubon Society,la Human Society of the U.S.,la Save American’s Forest,la Defenders of Wildlife,la Environment Student Action Coalition. 50 astronomi delle maggiori universita’ inglesi hanno firmato un appello per la difesa di Mt. Graham. Molti degli sponsor del progetto si sono ritirati o si stanno ritirando,vista la strenua opposizione degli Apache e considerata la scarsa visibilita’ del luogo. Tra questi uno dei maggiorni,il Max Plank Institute (Germania).Rimangono invece gli sponsor italiani,ovvero l’osservatorio di Arcetri e la Specola Vaticana. La lotta in Italia Nel 1993 Rosalba Nattero e Giancarlo Barbadoro,promotori della Ecospirituality Foundation e dell’Associazione Culturale Grotta di Merlino,dopo numerosi contatti in Arizona con Ola Cassadore e Mike Davis,promuovono una campagna a favore di Mount Graham in tutta Italia a seguito della quale si formano numerosi gruppi di sostegno, tra cui: Acli,Amici della Terra,Arci,Greenpeace Italia,Legambiente,Lega Anti Vivisezione,Survival Italia, Wilderness Italia,WWF Italia. Negli ultimi dieci anni numerose delegazioni di Apache sono venute in Italia per chiedere al governo di bloccare i fondi per Mt. Graham. Nel 1992 una delegazione fu ricevuta da Oscar Luigi Scalfaro.In precedenza una delegazione fu incontrata dal Presidente Cossiga. Nel 1998 un’altra delegazione fu ricevuta dal Presidente della Camera On. Luciano Violante. Nel 1999 una delegazione Apache incontra numerose personalita’ politiche italiane,tra cui l’On. Mussi,l’On. Cento, i Sen. Manconi e Toia. Nel 1997 e’ stata presentata al Parlamento italiano una proposta di legge da parte dell’On. Cento in cui si chiede che vengano sospesi i fondi per il finanziamento degli sponsor italiani. Nel 1998 i lavoratori dell’Ansaldo,l’azienda destinata alla costruzione della meccanica del telescopio di Arcetri, entrano in sciopero dichiarando obiezione di coscienza. Gli ultimi avvenimenti Nel mese di giugno 2001 Ola Cassadore,Portavoce ufficiale del Consiglio Tribale degli Apache San Carlos e Presidente della Apache Survival Coalition,con il marito Mike Davis,Executive Director della Apache Survival Coalition,è ospite della Ecospirituality Foundation rimanendo per due settimane in Italia. La loro visita ha lo scopo di sensibilizzare il pubblico italiano sul loro problema e di incontrarsi con varie personalità politiche per chiedere il blocco dei fondi destinati all'osservatorio.Sono state mobilitate tutte le forze a sostegno della loro causa e sono avvenuti importanti incontri con un ampio ventaglio di forze politiche italiane. A Roma Ola Cassadore e la sua delegazione incontrano politici e sindacalisti,nonché organizzazioni umanitarie. Tra i primi: Sergio Cofferati della CGIL, Grazia Francescato dei Verdi, l'onorevole Rizzo, il senatore Marino, il Ministro Vinci-Gigliucci del Ministero degli Esteri.Tra le seconde: Amnesty International Italia. Il 21 giugno 2001 la Provincia di Roma ospita la delegazione Apache per una conferenza stampa nella sua sede e il Presidente Moffa ha provveduto a far conoscere il caso presso le autorità interessate. Successivamente,il 19 luglio dello stesso anno,il Consiglio della Provincia di Roma ha votato all'unanimità un ordine del giorno in difesa di Mount Graham. In Piemonte,la delegazione Apache viene ricevuta ufficialmente dalla Regione,dalla Provincia e dalla Città di Torino.Due Comuni,Venaria Reale e Collegno,a seguito della visita degli Apache,firmano una Risoluzione in supporto alla loro lotta e molti altri,sotto il loro stimolo,stanno seguendo lo stesso esempio. A seguito della visita di Ola Cassadore in Italia si attivano una serie di iniziative politiche a favore di Mount Graham: nel luglio 2001 Armando Cossutta,membro dell'Europarlamento, presenta una interrogazione al Parlamento Europeo per chiedere chiarimenti sul coinvolgimento dell'Europa al progetto. Il 6 giugno 2001 il Senatore Luigi Marino dei Comunisti Italiani presenta una interpellanza al governo sollecitando che venga rispettata la cultura e la religiosità degli Apache. Il 19 settembre 2001 l'on. Paolo Cento presenta alla Camera una nuova mozione, firmata da 35 deputati di tutti i Gruppi,in cui si chiede al Governo il blocco dei fondi destinati all'osservatorio.La mozione viene messa all'ordine del giorno il 28 gennaio 2002 e la discussione è ancora aperta. Nel luglio 2002 una delegazione della Ecospirituality Foundation partecipa alla Commissione per i Diritti Umani di Ginevra dedicata ai Popoli indigeni.Rosalba Nattero e Giancarlo Barbadoro,in veste di portavoci di Ola Cassadore, leggono due appelli in cui portano a conoscenza della Commissione la situazione di Mount Graham. Negli anni successivi,Rosalba Nattero e Giancarlo Barbadoro presentano numerosi appelli all'ONU di Ginevra e di New York richiedendo la tutela dei diritti degli Apache. Il 29 aprile 2008 Rosalba Nattero e Giancarlo Barbadoro incontrano il Rappresentante del Vaticano durante i lavori del "Permanent Forum on Indigenous Issues" dell'ONU di New York e avviano un contatto ufficiale che apre alla possibilità di un dialogo costruttivo tra gli Apache e il Vaticano. August 24 Toro Seduto-Lakota![]() Il Massacro di Sand Creek Nel 1864 tra la popolazione della frontiera americana si creò un clima di paura e di tensione, la causa era la sommossa iniziata dai Sioux nel 1862 in Minnesota. Nella primavera di quello stesso anno nel Colorado alcune bande di Sioux,di Cheyenne e di Arapaho effettuarono delle rapine e dei saccheggi,dando molto filo da torcere ai bianchi,facendo iniziare così le prime scaramucce tra la Cavalleria dei Volontari del Colorado e i cacciatori Cheyenne. In autunno i capi Cheyenne risposero favorevolmente ai “sondaggi di pace” del governatore John Evans, mettendosi sotto la protezione del maggiore Wynkoop (Uomo Bianco Alto) a Fort Lyon. Uomo Bianco Alto aveva rapporti amichevoli con i Cheyenne ,procurando la disapprovazione di alcuni ufficiali militari del Colorado.Così dopo essere stato accusato e rimproverato di far ”comandare gli indiani”,fu sostituito dal maggiore Scott J.Anthony,un ufficiale dei Volontari del Colorado. Il governatore Evans affidò a John Chivington la “campagna di pacificazione”. Chivington era un protestante metodista,alto quasi 2 metri e molto robusto,un tipo spaccone e arrogante, ogni qualvolta che incontrava un bianco,lo esortava a uccidere tutti gli indiani sia piccoli che grandi, era poi un personaggio molto conosciuto nella frontiera,famoso tra i cercatori d’oro e gli allevatori. Il governo,impegnato nella Guerra di Secessione,non aveva modo di occuparsi della frontiera,ed erano quindi gli uomini del calibro di Chivington a rappresentare la legge e il governo nei sperduti territori del lontano West. Le autorità locali per tutelare pionieri,cercatori d’oro,coloni,agricoltori,dalle scorrerie degli indiani che stavano diventando “sempre più fastidiosi”,non sentendosi sicuri con l’esercito ,fecero ricorso ai reparti dei volontari,vigilantes reclutati sul posto,milizie improvvisate,avventurieri,disertori fuggiti dal fronte della guerra che stava imperversando. Nel frattempo Chivington rifiutò indignato il brevetto di ufficiale cappellano che il governo gli offrì,così chiese ed ottenne un grado di combattente di capitano,che in poco tempo trasformò in colonnello,diventando il comandante dell’intero reggimento. Fu per il suo odio sviscerato che provava contro gli uomini dalla pelle rossa che Chivington si fece la nomina di “cacciatore di indiani “. Così quando gli attacchi e le scorrerie di alcuni indiani ostili divennero più frequenti contro pionieri e carovane che percorrevano il sentiero delle Smoky Hills,fu al colonnello Chivington con il suo 3° reggimento di Volontari che il governatore Evans si rivolse. Evans emanò un decreto promettendo terre e denaro a chiunque uccideva un indiano. Questo era un invito che Chivington ed i suoi non si fecero certo ripetere. Nel forte c’era una piccola guarnigione di soldati,tra cui alcuni ufficiali regolari.Questi fecero notare a Chivington che non tutti gli indiani erano nemici,in particolar modo la tribù Cheyenne di Motavato (Pentola Nera) che si trovava accampata a circa 60 km. dal forte. ![]() Pentola Nera era un capo pacifico e credeva molto nella parola dell’uomo bianco,aveva anche firmato la pace pochi mesi prima con l’esercito,consentendo così il transito dei carri che passavano attraverso il suo territorio.Ma questo a Chivington non interessava più di tanto,ed iniziò ad infuriarsi e ad accusare ufficiali e soldati che non erano d’accordo con lui dicendo che erano dei codardi e dei traditori.In particolar modo inveì contro il capitano Silas Soule , il tenente Joseph Cramer e il tenente James Condor.Agitando il pugno vicino alla faccia del tenente Cramer disse: odio tutti coloro che simpatizzano per gli indiani,bisogna sterminarli tutti,è il dovere di ogni patriota americano. Tutto questo tra gli applausi dei suoi volontari. Per non ritrovarsi davanti ad una corte marziale i tre ufficiali dovettero partecipare loro malgrado alla spedizione. Essi comunque ordinarono ai loro uomini di sparare solo per difendersi. Era la sera del 28 novembre 1864 quando l’ex predicatore metodista con più di 700 uomini al suo seguito uscì da Fort Lyon per andare a “ caccia di indiani”.Chivington dando la carica ai suoi uomini disse: “uccidete qualsiasi indiano che incontrate sulla vostra strada”. Il villaggio di Caldaia Nera si trovava in un ansa del Sand Creek,il suo tipì era situato quasi al centro,ad ovest c’erano Antilope Bianca e Copricapo di Guerra con la loro gente.Sull’altro versante,quello orientale c’era il campo arapaho di Mano Sinistra.Complessivamente vi si trovavano quasi 600 persone,la maggior parte di loro erano donne,bambini ed anziani. Quasi tutti i guerrieri si trovavano lontani,a caccia di bisonti,come gli era stato suggerito dal maggiore Anthony. Alle prime luci dell’alba la colonna raggiunse il villaggio,nell’accampamento nessuno si immaginava che cosa stesse per accadere,d’improvviso i Cheyenne si svegliarono con il rumore dei cavalli al galoppo.Si scorsero i primi soldati e tra la gente si diffuse subito il panico. Donna Sacra,moglie di Pentola Nera fu una delle prime persone ad avvistare i soldati,iniziò così ad urlare fortemente per dare l’allarme al villaggio.Pentola Nera si trovava nel suo tipì,sentendo la moglie urlare uscì all’aperto e vide i soldati che avanzavano,fermamente convinto delle rassicurazioni avute dal magg.Anthony,cercò di calmare la sua gente e innalzò la bandiera americana,lo stesso vessillo che gli era stato offerto in segno di amicizia dai soldati al momento della firma. Caldaia Nera attendeva protezione,ma le prime bordate scoppiarono.Quando gli fu chiaro che i soldati erano venuti per uccidere, si scagliò contro di loro a mani nude,ma alcuni suoi guerrieri riuscirono a metterlo fortunatamente in salvo. Un vecchio settantenne,Antilope Bianca,anche lui disarmato,invece di fuggire disse ai pochi guerrieri rimasti che tutto ciò era colpa loro,di loro vecchi che si erano fidati della parola dell’uomo bianco.Andò incontro al comandante dei soldati (testimonianza di Beckwourth,la guida che si trovava al fianco di Chivington),tenendo bene le mani alzate e dicendo chiaramente in lingua americana: fermatevi,fermatevi…egli si fermò e incrociò le braccia.Una pallottola lo prese in faccia,prima di spirare intonò il suo canto di morte: niente vive per sempre sola la terra e i monti sono eterni… Nel frattempo anche Mano Sinistra e gli Arapaho cercarono di raggiungere la bandiera di Pentola Nera,fermandosi davanti ai soldati con le braccia incrociate disse che non voleva combattere contro i suoi amici bianchi. ![]() Morì fucilato anche lui sotto i colpi dei volontari. Ci furono molte scene raccapriccianti in tutto il campo,la maggior parte degli uomini di Chivington erano completamente ubriachi e si lasciarono andare in una frenesia omicida,massacrando barbaramente tutti gli indiani che capitavano a tiro. Non risparmiarono nessuno,si accanirono anche sui cadaveri mutilandoli e scotennandoli… Ci furono diverse testimonianze,sia da parte dei bianchi che da parte degli indiani. Coperta Grigia ( John Smith l’interprete di Fort Lyon ) riferì che dei soldati catturarono tre bambini e li condussero davanti a un gruppo di ufficiali.Il più grande aveva 8 anni,gli altri due avevano 4 e 5 anni,il tenente Harry Richmond disse: abbiamo l’ordine di ucciderli tutti, ne uccise uno sparandogli un colpo di pistola alla testa.Uccise anche gli altri due nonostante i pianti e le suppliche. Robert Bent,figlio maggiore di William Bent (che prese in moglie una donna Cheyenne),si trovò suo malgrado insieme a Chivington,vide cinque donne nascoste dietro un cumulo di sabbia,i soldati avanzarono verso di loro,uscirono fuori tirandosi su i vestiti per far capire che erano donne,chiesero pietà,i soldati le fucilarono. Altre 30-40 donne si misero al riparo di un anfratto,mandarono fuori una bambina di 6 anni con una bandiera bianca attaccata a un bastoncino,fece pochi passi e un colpo di fucile la uccise.Poi uccisero anche tutte le donne che si erano nascoste nell’anfratto,senza opporre nessuna resistenza. Tutti i morti che vide Robert Bent erano stati scotennati.Vide anche un certo numero di neonati uccisi con le loro mamme… Il vecchio Tre Dita (uno dei sopravvissuti) raccontò che sua madre si mise sulle spalle il figlio più piccolo e correva verso il torrente tenendo per mano lo stesso Tre Dita,i soldati continuarono a sparare ugualmente,un proiettile la colpì alla spalla,nonostante fosse ferita riuscì a mettersi in salvo.Quando prese il bambino piccolo che portava sulle spalle si accorse che era morto,colpito da un proiettile.Anche suo marito venne ucciso quel giorno.In seguito lei andò a vivere con i Cheyenne del Nord e rimase con loro molti anni.Il vecchio Tre Dita non dimenticò mai quello che successe a lui ed a sua madre quel giorno al Torrente della Sabbia… Un'altra donna,la moglie di Orso Nero portava una cicatrice nel posto in cui era stata colpita,per questo motivo la chiamavano Un Occhio Andato Insieme. Raccontò cose atroci sui soldati che uccidevano i bambini,portavano via le donne trattandole male.Ne uccisero la maggior parte,ma qualcuna riuscì a salvarsi e raccontò quello che successe. Queste ed altre atrocità ancora furono commesse quella volta sul Torrente della Sabbia. Nessun Cheyenne che riuscì a salvarsi dimenticò quello che vide laggiù quel giorno. Era la Luna Cheyenne di Quando i Cervi Sono in Fregola… La descrizione di Robert Bent su quello che fecero Chivington ed i suoi volontari venne confermato dal tenente James Connor.Il giorno dopo quando tornarono sul campo di battaglia ( se battaglia si vuole chiamare) non vi era un solo corpo di uomo,donna o bambino a cui non fosse stato tolto lo scalpo,ed in molti casi i cadaveri erano mutilati in modo orrendo. Un reggimento ben addestrato e disciplinato avrebbe potuto annientare sicuramente tutti gli indiani che quel giorno si trovavano sul Sand Creek.Fu grazie alla mancanza di disciplina,alle abbondanti bevute di whisky,ed alla scarsa precisione di tiro da parte dei volontari che quel giorno molti indiani riuscirono a mettersi in salvo. Quando tutto fu finito sul campo vi erano 105 morti tra donne e bambini e 28 uomini. Nel suo rapporto ufficiale Chivington disse di aver ucciso 400-500 guerrieri. Tra le sue file vi furono 9 morti e 38 feriti,questo non per la reazione da parte indiana,ma a causa del tiro disordinato dei suoi volontari. Rimasero uccisi i capi Antilope Bianca,Occhio Solo e Copricapo di Guerra.Mano Sinistra fu ferito da una pallottola ma riuscì a scamparla.Pentola Nera riuscì a salvarsi trovando un rifugio in un burrone,sua moglie Donna Sacra nonostante avesse 7 pallottole addosso riuscì a sopravvivere.Tra i cadaveri che i becchini bianchi andarono a seppellire nelle fosse comuni scavate accanto al Torrente della Sabbia( 1 dollaro per ogni cadavere) c’era anche il corpo di Donna Gialla,la donna Cheyenne che il giovane Cavallo Pazzo salvò nel massacro di Blue Water Creek. Dopo pochi giorni a Denver in ogni locale della città cui c’era uno spettacolo,c’era una presentazione al pubblico di uno degli “eroi”,uno dei reduci del Sand Creek, accompagnato da alcuni trofei di guerra,una lancia,una freccia,uno scalpo ancora completo di trecce da esibire,tra gli applausi ed i tono ironici dei signori e delle signore.Nei locali più malfamati erano riservati i trofei più raccapriccianti,i genitali maschili e femminili amputati ai cadaveri dei Cheyenne uccisi. Per molti giorni dopo l’eccidio,le prostitute della città avevano promesso amore gratis a chi le avrebbe ricompensate con le capigliature sanguinanti dei selvaggi ed a tutti i reduci del Sand Creek che si fossero presentati nei bordelli esibendo lo scalpo con il pube tagliato via a una donna Cheyenne. Ci volle diverso tempo, per far tornare Denver alla “normalità”. Nel frattempo a Washington iniziarono a nascere dei forti dubbi sull’”impresa militare “compiuta da Chivington,e quando alcune testimonianze del massacro giunsero ad alcuni giornalisti dell’est,fu nominata una corte marziale per giudicare il “Colonnello”. Per sfuggire alla giustizia militare Chivington rassegnò le dimissioni dall’incarico paramilitare. Il governo allora nominò una commissione d’inchiesta civile presieduta da Kit Carson . Ascoltarono i testimoni oculari,gli ufficiali di Fort Lyon che visitarono il villaggio dopo la strage,e i medici militari che esaminarono i cadaveri e soccorsero i feriti ancora vivi. Tutti i rapporti militari sostennero chiaramente che non erano ferite da combattimento quelle trovate sui cadaveri,bensì colpi dati a vecchi inermi,a donne e bambini in fuga o riversi a terra già agonizzanti. Per la commissione non ci furono dubbi. Nel suo rapporto finale Carson scrisse che quello che successe a Sand Creek fu una strage premeditata,un massacro compiuto da vigliacchi. Nessuna punizione fu inflitta a Chivington ed i suoi eroi. Lui e il suo 3° reggimento di volontari si trasformarono in una vergogna nazionale. Il colonnello se ne tornò nel suo nativo Ohio tentando la fortuna con la carriera politica,si fece eleggere assessore all’ordine pubblico. In quanto a Pentola Nera,che teneva tanto alle relazioni amichevoli e che rispose favorevolmente ai sondaggi di pace,dopo aver visto quello che successe quel giorno al Sand Creek si rese conto che dell’uomo bianco non ci si poteva più fidare.Non gli fu concesso nessun risarcimento da parte del governo e fu ripudiato dai suoi guerrieri. Pentola Nera insieme a sua moglie Donna Sacra,moriranno 4 anni più tardi nella battaglia sul fiume Washita. Sotto la presidenza Clinton ( all’incirca 4-5 anni fa) il Congresso degli Stati Uniti si è pronunciato nuovamente sull’eccidio del Sand Creek e sono state presentate le scuse ufficiali alla nazione indiana.Lo ha preteso Ben “ Cavallo della Notte “ Campbell,senatore indiano del Colorado. Tutto il Congresso si è schierato con lui.Erano presenti anche Colo,il delegato agli Indian Affairs ed il senatore Daniel Inonye nell’ufficio di Bill Clinton quando lo stesso presidente firmava il decreto legge che assegnava un fondo monetario per organizzare un gruppo di studio per trovare la zona precisa dove avvenne il massacro. Oltre a diventare parco nazionale fu previsto anche la costruzione di un monumento alla memoria. Per la ricerca furono incaricati indiani Cheyennes ed Arapaho.Il luogo si trova a circa 40 miglia a nord di Lamar. ![]() July 27 Libertà per Leonard Peltier Nel 1968, mentre in Italia scoppiava la rivolta studentesca, dall'altra parte del mondo nasceva il Movimento degli Indiani d'America, organizzazione nata per offrire sostegno sociale e legale ai discendenti delle antiche tribù. Leonard Peltier fu uno dei fondatori del Movimento, che quando riuscì a stabilire un'alleanza tra i tradizionalisti e gli innovatori, divenne uno degli strumenti di lotta e di rinascita spirituale tra i più vigorosi del popolo indiano. Forse troppo vigoroso... Accadde infatti che mentre indagava su una misteriosa serie di delitti avvenuti tra gli indiani della riserva di Pine Ridge, nel South Dakota, Peltier fu ingiustamente accusato di omicidio e condannato all'ergastolo. Era il 1976. Da quell'anno, governi e associazioni di tutto il mondo chiedono la revisione del processo, che però non è ancora avvenuta. ![]() "La voce indiana" è la voce di un'intera stirpe, un grido che si alza con dolore contro l'indifferenza e l'ingiustizia. Io sono la Voce indiana. Voglio che mi sentano in tutti i nostri territori. Da duecento anni sono prigioniero di guerra nella mia terra. Sono prigioniero dell'odio e dell'avidità, della menzogna e del pregiudizio, dell'indifferenza e dell'ignoranza, dell'ingiustizia degli uomini che schiacciarono con la forza del loro numero me e il mio Popolo, da quando scesero sulle mie spiagge e invasero la mia terra nativa. Imposero a me la loro società, la loro religione, le loro leggi, ed è per questo che la mia gente ora è ridotta a meno di quanto era, quando con false promesse vennero per la prima volta sulle nostre spiagge. Io sono la Voce Indiana collettiva e grido forte dalle milioni di tombe di spiriti senza pace e milioni sono le grida che si alzano e chiedono: Dov'è il mio futuro? A chi appartiene? Appartiene al mio popolo? Ci sarà felicità sulla terra che per diritto è mia? LEONARD PELTIER E' INNOCENTE! LIBERTA' PER LEONARD PELTIER!
LEONARD PELTIER Leonard Peltier è Anishinabe e Dakota/Lakota ed è nato il 12 settembre 1944 a Grand Forks nel Nord Dakota. Durante la sua prigionia che dura ormai da 31 anni, l'attivista indiano è divenuto un riconosciuto pittore e scrittore. Nel 1986 è stato colpito da un ictus al cervello. Da quel momento ha perso l'80% della vista all'occhio sinistro. Si è ammalato di diabete, soffre di alta pressione.Secondo informazioni dell'APM adesso si è ammalato anche di cancro. Peltier una volta, ha descritto i suoi sentimenti in prigionia in questo modo: "Trascorrere il tempo in prigione fa emergere un'immensa oscurità nella mia capacità d'immaginazione. … Il tempo è un cannibale che divora la carne dei tuoi anni, giorno per giorno, boccone per boccone." Nel 1999, sotto il titolo "Prison Writings: My Life is my Sundance", è uscito un suo libro autobiografico, pubblicato in Italia con il titolo "Scritti delle prigioni: La mia vita é la mia danza del sole". Peltier, già denominato il Mandela d'America, è considerato dall'APM, da Amnesty International e da altre organizzazioni per i diritti umani un prigioniero politico. manifestazione di solidarietà movimento dei Nativi per Leonard Peltier ![]() Toro Seduto-Lakota![]() ![]() TORO SEDUTO Tatanka I'yotanka Nato nel 1837 a Grand River Morto 15.12.1890 a Standing Rock Toro Seduto era figlio di Four Horses, un capo di secondo piano nella tribù Hunkpapa'. In gioventù il suo nome era Hakada o Jumping Badger (Tasso che salta), ma quando a soli dieci anni riuscì ad abbattere durante una caccia un giovane bisonte con una freccia e gli fu quindi dato il nome Buffalo Bull Sitting Down, per ricordare l'episodio di caccia. A quattordici anni prese parte a una battaglia contro i Corvi, in cui si distinse come guerriero. In ogni caso non divenne famoso per il suo coraggio in guerra o per atti eroici, ma piuttosto per le sue capacità tattiche e organizzative nell'insurrezione contro gli Americani di cui sarebbe diventato il nemico più accanito e pericoloso. Si conosce abbastanza bene la vita di Toro Seduto perché la illustrò personalmente con la scrittura pittorica. Per farlo utilizzò un libro di ordinanza del 31° Reggimento di fanteria che, più tardi, gli fu rubato e finì nelle mani della guarnigione di Fort Buford. Dalle sue illustrazioni si deduce che fino al 1870 aveva preso parte a sessantatré battaglie contro i nemici storici, in particolare i Corvi, e contro gli invasori bianchi. Più tardi era diventato un allevatore di cavalli di successo e, nel 1861, fu nominato stregone degli Hunkpapa. Veniva interpellato in molte occasioni, anche politiche, tanto che intorno a lui si formò un vero e proprio punto di incontro di tutti i Sioux scontenti. Toro Seduto covava un profondo odio nei confronti degli Americani e si rifiutava di usare la lingua inglese. Aveva invece molta stima dei Franco-Canadesi, pare addirittura che si sia fatto battezzare da Padre de Smet, un gesuita belga. Nel 1863 fece visita ai Santee nella loro riserva inospitale a Crow Creek. Ciò che vide rafforzò la sua posizione di inimicizia senza compromessi per gli agenti americani, gli speculatori e i coloni. Da allora combattè con ogni mezzo con i soldati che, a dispetto di promesse e trattati, sempre più spesso e sempre più numerosi penetravano nel territorio dei Sioux. Le capacità di combattente di Toro Seduto, per primo il coraggio, furono spesso messe in dubbio e vi furono cento comandanti e capi che in questo lo superarono. Si deve però credere che sia stato un combattente leale e che non abbia mai ucciso ne donne, ne bambini. Toro Seduto era un uomo forte, un po' tarchiato, con un viso intenso, pelle piuttosto chiara e capelli castani, una rarità tra gli indiani, che portava legati in due grandi trecce. Il suo viso pieno di cicatrici è certamente una tra i più interessanti volti indiani e certamente il più conosciuto. Rispecchia tutte le qualità tipiche di Toro Seduto: intelligenza, fermezza di carattere, durezza e perspicacia. Era un politico puro sangue nel senso più autentico della parola e aveva il dono di affascinare chi gli stava vicino e di saper trovare gli uomini più adatti per ogni incarico e di raccoglierli attorno a sé, come ad esempio Cavallo Pazzo. Come oratore aveva una grande forza di persuasione che non dipendeva solo dal modo di parlare, ma anche per le sue argomentazioni chiare e convincenti. ![]() Qual è il trattato che i bianchi hanno rispettato e gli Indiani hanno rotto? Nessuno. Quale trattato stipulato con noi dall'uomo bianco è mai stato rispettato? Nessuno. Quand'ero ragazzo la terra apparteneva ai Sioux, il sole sorgeva e tramontava nel loro paese, potevano mandare in battaglia diecimila guerrieri a cavallo! Dove sono ora quei guerrieri? Chi li ha uccisi? Dov'è la nostra terra? A chi appartiene ora? Quale bianco può sostenere che io gli abbia mai rubato terra o anche un solo penny che gli appartenessero? Eppure mi accusano di essere un ladro! Ho mai preso una donna prigioniera, ne ho mai molestata una? Mai, eppure sostengono che sono un indiano cattivo...Quale legge ho mai infranto? Non è forse giusto che io difenda il mio diritto alla vita? Forse non è lecito perché ho la pelle rossa, perché sono un Sioux, perché sono nato dove hanno vissuto i miei antenati, perché sarei disposto a sacrificare la mia vita per il mio popolo e per il mio paese? Dopo la firma del trattato del 1868, Nuvola Rossa fu più o meno assente dalla vita politica dei Sioux. Al suo posto erano arrivati Toro Seduto e Cavallo Pazzo; entrambi si erano rifiutati di sottoscrivere quel foglio "zeppo di menzogne", perché fondamentalmente non credevano agli accordi degli Americani. I fatti diedero loro ragione perché, già nel febbraio 1869, il trattato fu violato con un decreto del ministro della guerra con il quale si vietava agli indiani di cacciare fuori dal loro territorio, altrimenti sarebbero stati considerati nemici. Nel 1874, il generale Sheridan mandò una spedizione militare esplorativa con il pretesto di procurarsi precisi chiarimenti sul percorso dei Sioux nei loro spostamenti. Vi presero parte, per occultare il vero scopo, esperti in geologia e mineralogia: si sarebbero cercate risorse del sottosuolo nelle montagne sacre dei Sioux. A capo della spedizione fu messo il luogotenente George Armstrong Custer, il generale della guerra civile noto per la sua famigerata crudeltà e la sua esagerata ambizione, il cui nome è indissolubilmente legato alla più grande sconfitta subita dall'esercito americano nel XIX secolo. II risultato di questo atto che ancora una volta violava il trattato di Fort Laramie, fu riportato in articoli di giornale dal tono entusiastico: "Miniere d'oro nelle Black Hills". Scoppiò subito un'incontenibile febbre dell'oro: avventurieri e cercatori d'oro giunsero a frotte nelle zona delle Black Hill, ma, con grande delusione di tutti, il generale Sheridan proibì l'ingresso nel territorio dei Sioux e fece sequestrare le attrezzature. Mentre Nuvola Rossa e il capo dei Brulé, Coda Maculata, avevano fiducia nel trattato di Fort Laramie e sulle garanzie del presidente, Toro Seduto vedeva la situazione in modo molto più realistico: Le Paha sapa' appartengono ai Sioux, oggi e sempre. Se i bianchi tenteranno di prendercele, combatteremo! Per il momento non fecero ancora nulla anche quando una commissione del governo americano, nel 1875, cercò per mesi risorse minerarie del sottosuolo nelle Black Hills e confermò i risultati della spedizione di Custer. In settembre ebbero luogo i primi colloqui tra la commissione governativa e una delegazione di Sioux, Cheyenne del Nord e Arapaho per l'acquisto delle Black Hills. Visto che le trattative non davano risultato alcuno, il governo americano si tolse la maschera: tolse le truppe dal confine indiano e lasciò entrare migliaia di cercatori d'oro nella regione delle Black Hills. Spuntarono come funghi accampamenti di cercatori d'oro, ma però fu una ulteriore provocazione a far scoppiare l'attesa guerra. Gli indiani, a causa dell'inverno molto rigido, erano costretti ad uscire dal territorio e ad andare a cacciare nella zona del fiume Powder. Il trattato assicurava loro questo diritto, ma il Ministro per gli Interni Chandler, il 5 dicembre 1875, pose un ultimatum agli indiani che si trovavano fuori dalla riserva: entro il 31 dicembre al più tardi avrebbero dovuto rientrare, altrimenti sarebbero stati considerati nemici. Questo ultimatum, assolutamente insensato, non potè, ovviamente, essere comunicato correttamente per cui, il 1 ° febbraio, venne dichiarata guerra agli indiani. A questo punto anche Toro Seduto esortò alla guerra e, col suo linguaggio vigoroso e colorito, seppe spiegare il perché alla sua gente e allo stesso tempo infondere loro coraggio; Guardate, fratelli, è arrivata la primavera! La terra riceve l'abbraccio del sole e presto vedremo i frutti di questo amore. Ogni seme si risveglia e tutti gli animali ricominciano a vivere. Anche la nostra vita viene da questa forza misteriosa e quindi accordiamo ai nostri vicini, persino agli animali dei dintorni, il diritto di vivere nel nostro paese. Ma ora ascoltatemi, gente! Ora abbiamo a che fare con qualcosa di diverso: una gente, tanto fragile e piccola quando i nostri padri la incontrarono per la prima volta, è ora cresciuta e avanza pretese. Hanno particolare disposizione per l'agricoltura e la loro gioia per il possesso è per loro una vera mania. Questa gente si è posta molte leggi che i ricchi possono infrangere e i poveri no. Mettono tasse ai poveri e ai deboli per mantenere i ricchi e il governo. Da noi pretendono nostra madre, la terra, e si definiscono nostri vicini. Solo sette anni fa abbiamo sottoscritto un trattato in cui ci veniva assicurato che il paese dei bufali avrebbe dovuto essere nostro per sempre; ora minacciano di togliercelo. Fratelli dobbiamo arrenderci o dire loro: dovrete uccidermi prima di impossessarvi della mia patria! ![]() Toro Seduto si era stabilito in Canada con la sua gente nei pressi delle Wood Mountains. Il governo inglese aveva concesso loro il permesso, purché in ogni caso rispettassero le leggi della regina. In seguito il governo inglese si rivolse più volte a quello americano per spingerlo a riprendersi i Sioux. Nell'autunno 1878 fu istituita una commissione che si riunì a Forte Walsh in Canada. Il governatore Terry, che prese parte alla riunione da parte americana, si mostrò molto disponibile e assicurò ai Sioux un'accoglienza benevola e abbondanti provviste di viveri, se avessero consegnato fucili e cavalli. Toro Seduto, presente con altri venti capi di secondo piano, rifiutò fieramente l'offerta di Terry. Ancora una volta il governo americano aveva dimostrato la propria incapacità nel trattare con gli indiani. In Canada invece gli Inglesi avevano trovato, con il tempo, un modo di comportarsi con gli indiani onesto e corretto, ma certo non avevano l'intenzione e la possibilità di risolvere i problemi indiani degli Stati Uniti. Negli anni seguenti la situazione alimentare dei Sioux in Canada divenne sempre più critica, vi erano sempre meno bisonti, ed erano costretti ad andare a caccia in territori molto vasti per procurarsi la carne necessaria. Sappiamo che i bisonti dall'altra parte del confine sono destinati a sparire. Perché? La terra là è avvelenata dal sangue, un veleno che stermina i bufali o li allontana. Vai nella tua terra! Osserva le migliaia di bufali morti che si decompongono nella prateria e che i vostri giovani hanno ucciso per divertimento! Nel luglio del 1881, Toro Seduto dovette subire la più grande umiliazione della sua vita: lasciò il Canada e si arrese a Fort Buford, nel Missouri. Vi consegno questo mio fucile per mezzo di mio figlio. Spero che almeno lui impari a vivere come i bianchi. Vorrei che si ricordasse che sono stato l'ultimo a consegnare il fucile e l'ho fatto oggi. Se avete qualcosa da dirmi, fatelo ora, poiché non voglio rimanere all'oscuro ancora a lungo. Ho mandato, di tanto in tanto, messaggi, ma non è mai successo nulla di nuovo. Gli altri capi. Re Corvo e Fiele, non volevano che venissi, anche da toro non ho ricevuto buone notizie. Ora spero solo che mi sia concesso di stabilirmi da questa o dall'altra parte della frontiera. Vorrei continuare a fare la mia vecchia vita di cacciatore e vorrei poter commerciare da una parte o dall'altra parte del confine e non vorrei essere costretto a rinunciare. Desidero che il mio popolo possa vivere in una riserva sul Little Missouri. Alcune famiglie rimarranno nella zona delle Wood Mountains e tra le Wood Mountains e Qu'Appelle. Conosco molta gente tra gli Yankton a Poplar Creek e mi piacerebbe che questi e tutti quelli che vivono nella riserva di Standing Rock, venissero nella mia riserva. Il colonnello William Brown, un giovane ufficiale, raccontò poi: Toro Seduto dava la sensazione di essere un uomo malato. Il suo volto era segnato dalla fame e dalle preoccupazioni. Era molto invecchiato. Arrendersi agli odiati bianchi e rinunciare alla sua amata libertà, deve essere stato un duro colpo per il suo orgoglio. Ne soffrì molto. Il 29 luglio una nave trasportò Toro Seduto e la sua gente a Port Yates, all'agenzia di Standing Rock. Dopo essere stato liberato dalla sua prigionia cominciò una lunga faida con il comandante, maggiore McLaughlin, un uomo stupido e vanitoso. Quest'ultimo tentò di sobillare gli altri capi dell'agenzia contro Toro Seduto, ma i suoi intrighi fallirono. Irritato, mandò Toro Seduto fuori dalla riserva ogni volta che se ne presentasse l'occasione. Fu così che Toro Seduto partecipò all'inaugurazione della Northem Pacifìc Railroad, incontrò l'ex presidente Grant e ufficiali dell'esercito americano, contro i quali avevano combattuto fino a poco prima, che però ora gli stringevano amichevolmente la mano e fece l'ultima caccia al bisonte nel 1883. Ma Langhlin aveva ottenuto esattamente il contrario: Toro Seduto non solo non era stato liquidato, ma aveva ottenuto maggiore considerazione e popolarità, tanto da suscitare invidia e gelosia nel capo Fiele, suo compagno di lotta al Little Big Horn. Per evitare i meschini litigi della riserva, Toro Seduto prese parte a viaggi in varie città degli Stati Uniti e del Canada. Tra le altre cose collaborò, nel 1885, allo show di Buffalo Bill sul selvaggio Ovest. Tuttavia la reazione del pubblico americano risentiva ancora della manipolazione dell'opinione pubblica, durata anni, da parte delle autorità e della stampa. Mentre in Canada Toro Seduto veniva festeggiato come l'ideale di generale e di uomo di stato corretto, negli Stati Uniti lo si ingiuriava e oltraggiava spesso come assassino del generale Custer. Toro Seduto che non capiva l'inglese, non ne soffrì molto; impassibile, vendeva autografi per un dollaro e cinquanta e trasformò lo show in un grande successo. Buffalo Bill alla fine della tournée gli regalò un cavallo da circo e un grande cappello bianco, con cui il famoso Sioux si faceva fotografare spesso. Mc Langhlin rimediò un altro insuccesso, mandando per pura cattiveria il famoso capo Sioux nella riserva dei Corvi, i nemici mortali dei Sioux, in Montana. Certo la comparsa di Toro Seduto suscitò all'inizio grande turbamento: Crazy Head, un capo dei Corvi, voleva sfidarlo a duello, ma alla fine i due nemici di sempre si riappacificarono e Crazy Head regalò al suo ospite trenta cavalli di razza. Toro Seduto rimase fedele al suo modo di vivere, nonostante tutti i tentativi destabilizzanti di Mc Langhlin: allevava il bestiame, coltivava i campi, mandava a scuola i suoi figli ed era rimasto il personaggio più rispettato dei Sioux. Nel 1888 riuscì a impedire che si realizzasse il progetto degli Americani di comprare undici milioni di iugeri di terra al prezzo ridicolo di cinquanta cent a iugero. Ma un anno dopo, l'acquisto ebbe comunque luogo. Rassegnato, Toro Seduto concluse: Non vi sono più indiani, sono l'ultimo! ![]() Toro Seduto predisse che il Grande Spirito avrebbe abbandonato i Sioux a causa della loro vendita sacrilega. Effettivamente poco dopo i Sioux furono colpiti da carestie e epidemie, tanto che si creò un clima di tale disperazione che favorì la crescita del movimento Ghost-dance Wovokas. Mc Langhlin ne osservò biecamente lo sviluppo, ora infatti aveva un pretesto per arrestare lo scomodo Toro Seduto. Ma, quando si conobbero le sue intenzioni, alcuni poliziotti indiani della riserva presero le distanze: Bill Cody venne in aiuto del suo vecchio amico, persino con un carro pieno di regali, ma fu rimandato indietro da Mc Langhlin con l'espediente di una meschina bugia. Tuttavia queste iniziative ebbero successo, perché Mc Langhlin non avrebbe ora più potuto permettersi di arrestare Toro Seduto. Il 12 dicembre 1890, le macchinazioni di Mc Langhlin portarono ad un ordine di arresto militare; quarantatre poliziotti indiani della riserva si misero in cammino per catturare Toro Seduto ma non riuscirono perché molti Hunkpapa, inviperiti, si schierarono intorno alla casa del loro amato capo.Tre giorni dopo i poliziotti strisciarono fino alla casa di Toro Seduto e tentarono di portarlo subito via, ma arrivarono i suoi amici; ne nacque un tremendo tafferuglio, partirono dei colpi, e Toro Seduto cadde a terra colpito e con lui anche Bull-head, il poliziotto che gli aveva sparato alla schiena. Red Tomahawk colpì ancora il capo ferito. Alla fine delle lotta gli amici più fedeli di Toro Seduto giacevano morti accanto al corpo del loro capo. Suo figlio diciassettenne implorò di essere risparmiato, ma fu ugualmente ucciso, a sangue freddo, dai poliziotti. Non vi è dubbio che l'ordine di arresto nascondesse l'intenzione non dichiarata di uccidere Toro Seduto, in un modo o nell'altro, poiché ritenevano rappresentasse un pericolo costante per la sicurezza. Come molti altri difensori indiani della libertà, anche Toro Seduto cadde per mano di un appartenente al suo stesso popolo. Le spoglie del grande capo Sioux furono sepolte in un angolo del cimitero indiano della riserva di Standing Rock. ![]() Toro Seduto-Lakota E' morto FLOYD WESTERMAN"Red Crow"-l'esponente più noto della riserva dei Sioux del South Dakota. Attivista militante della causa degli Indiani d'America attore,musicista e scrittore lo ricordiamo nel film"Balla coi lupi,jonathan degli orsi....." ...Floyd ha girato negli Stati Uniti e in tutto il mondo, cantando le sue canzoni sulle tradizioni e sulle sofferenze del suo popolo. Nelle riserve e nelle baraccopoli ha infuso coraggio ai fratelli che lottano contro la povertà e l’alcolismo, lottando contro il tentativo del Governo di appropriarsi dei loro territori. Red Crow ha sempre detto che portare via la “Madre Terra” a un Indiano, significa condannarlo alla sua morte spirituale, perché tutta la sua religione è legata alla terra dei suoi antenati. È convinto che solo la spiritualità indiana possa salvare gli uomini e le tribù.... ” My heart is full of sadness. He was the greatest cultural ambassador that Indian America ever had -a real national treasures.” AIM co-founder Dennis Banks told Indian Country Today. “Il mio cuore è pieno di tristezza. E’ stato il più grande portavoce culturale che l’America Indiana abbia mai avuto - un vero patrimonio nazionale.” Queste sono le parole di Dennis Banks, uno dei fondatori dello AIM, dette al giornale Indian Country Today. Toro Seduto-Lakota ![]() Fra le popolazioni native, si attribuisce grandissima e sostanziale importanza alle Quattro Direzioni (Sacre), che accompagnano, seguono e guidano dalla nascita alla morte ogni singolo individuo. Secondo i nativi, tutti gli esseri viventi, dagli animali agli alberi, crescono e si estendono in tutte le direzioni, e per volere della fortuna e degli elementi, la crescita o la nascita, divengono più o meno complete. Fin dalla nascita, un bambino pellirosse viene istruito e allevato spiegando ad esso come prima cosa i Quattro Grandi Poteri della Ruota di Medicina, contenuti nelle Quattro Sacre Direzioni. Questo percorso, ed insegnamento della Ruota di Medicina al bambino lo porta alla consapevolezza ed alla propria completezza nell’ equilibrio fra se stesso, la natura e gli Dei. Il bambino, comincerà ad apprendere gli insegnamenti da una punta della Ruota di Medicina, indistintamente, andando mano a mano nel tempo a completarla facendo così il giro completo di tutte le Direzioni. EST:
L’ Est è la direzione spirituale della visione sulle origini e le cause di tutte le cose. L’ Est è la direzione dove ogni giorno sorge il sole (Alba), dando luce al mondo, chiarezza, innocenza e calore. L’ Est è la direzione dell’ inizio della vita che nasce e che rinnovandosi nasce nuovamente dopo il buio, la primavera dopo l’inverno. Animale Totem:
L’ animale Totem che più raffigura l’ Est, è l’ Aquila. Essa, infatti, vola in alto più di qualsiasi altro uccello, usando le sue enormi ali, ed è per questo che si avvicina al sole, il Grande Spirito. Piante Sacre:
Le piante associate alla direzione dell’ Est sono, il Pino, la Salvia ed il Tabacco. Tabacco: Onora gli antenati e ne invoca la saggezza Pino: Il Pino, ci offre la pulizia, la fertilità e la pace della mente. Molti nativi lo usano dentro la propria abitazione, perché si ritiene sia un buon guardiano, essendo un sempreverde, quindi non muore mai e restando sempre in veglia. SUD: Il Sud è il luogo di origine dell’ innocenza e della fiducia. Il sud è la direzione per percepire sentimenti nel nostro cuore. Il Sud è la direzione ove il sole è al culmine della sua altezza. Il Sud, aiuta lo sviluppo delle proprie emozioni, come l’ amore, la generosità, la lealtà ed il senso di giustizia.. Il Sud è l’ energia che il bambino apprende per divenire adulto e giusto di spirito. L’Acqua rappresenta a meraviglia i vari aspetti dell’ emotività umana e dei suoi comportamenti , come ad esempio: La calma, rappresentata da una superficie di un lago, quindi privo di grosse onde. L’ Oscurità, rappresentata da una pozzanghera torbida. La purezza, rappresentata da un ruscello che scorre lungo tutto il suo percorso. La violenza, rappresentata da una bella tempesta su di un mare o di un oceano. Animale Totem:
L’ animale Totem che meglio rappresenta la direzione del Sud, è il topo, perché dotato di una sensibilità e di una percezione sviluppatissimi. Piante Sacre:
Le Piante sacre che troviamo a Sud della Ruota di Medicina e, che possono esser usate nelle preghiere, sono il cedro e la copale. Cedro: Serve come protezione, è amico del sole e serve per una nuova vita. Copale: Usata nelle cerimonie basate sull’ enfasi della direzione Sud-Ovest. OVEST: L’ Ovest è la direzione Sacra dalla quale arriva il buio. L’ Ovest è la direzione dell’ introspezione dello sguardo interiore dell’ uomo. Dalla direzione dell’ Ovest, provengono tuoni e fulmini. Parole di Cervo Zoppo ce lo mettono in risalto: “Tutto nella natura si muove in un determinato movimento che per gli occidentali è il senso orario. Solo gli Esseri del Tono vanno in senso contrario a quello orario” L’ Ovest simbolicamente è anche dimostrazione di potenza. La persona impara a riconoscere dall’ Ovest le creature dell’ ombra, le sfaccettature e il modo di operare della propria mente e della psiche, ed impara a trasformare e mutare queste cose attraverso la propria volontà. Animale Totem:
L’Animale Totem dell’ Ovest, più adatto è rappresentato dal Grizzly. Piante Sacre:
Le Piante Sacre rappresentate da questa direzione, sono la Salvia, l’ Artemisia e il salice. Salvia: Viene usata come purificatrice, fungendo così da allontanamento di forze o energie negative. A volte, viene usata anche verso la direzione dell’ Est, ma trova tutte le sue caratteristiche incentrate sulle qualità dell’ Ovest. Artemisia: Usata perché “dona” le visioni e viene usata per rendere chiari i sogni e le profezie. Salice: Per alcune tradizioni, è l’ inconscio sotterraneo, il rinnovamento della vita dopo la morte. NORD: Il Nord è la dimora dell’ inverno, è dove nasce la saggezza, dove risiedono gli insegnamenti ed i doni intellettuali simboleggiati dalle Montagne e dai Laghi Sacri. La persona che trae ispirazione e percezione da questa direzione, è colma di saggezza appresa in modo solitamente molto duro. Infatti, l’ uomo del Nord, è sopravissuto al gelo, alla fame, alle pestilenze, alle inondazioni, alla perdita dei famigliari ed altre cose ancora. Egli, da queste avversità, ha appreso l’ altruismo e l’interdipendenza di tutte le creature, scolpendo nel proprio cuore queste esperienze e mettendole in pratica nei momenti del fabbisogno, come ad esempio mai commettere due volte lo stesso errore, calcolare, valutare e prevedere eventi ecc ecc. Animale Totem:
L’ Animale Sacro alla direzione del Nord, è rappresentato dal Bisonte, perché da esso, i nativi usavano tutto, senza buttare nulla, e quindi traendo sostegno e nutrizione. Piante Sacre:
La Pianta più Sacra a questa direzione, è rappresentata dalla: SweetGrass (Capelli della nonna). I suoi capelli bianchi, sono il simbolo dell’ esperienza, frutto di molte conquiste nel tempo. LE QUATTRO SACRE DIREZIONI IN SCHEMA EST Colore: Giallo Animale Medicina: Aquila Proprietà: Rinnovare, illuminare Freccia di medicina: Dalla direzione della lungimiranza Simbolo: Fuoco Stagione: Primavera Momento della giornata: Alba SUD Colore: Verde Animale Medicina: Topo Proprietà: Innocenza, fiducia, percezione della natura nel nostro cuore Freccia di medicina: Dalla direzione dell’ innocenza Piante: Cedro, Copale Stagione: Estate Momento della giornata: Mezzogiorno OVEST Colore: Nero Animale Medicina: Orso Proprietà: Luogo dello sguardo interiore, natura introspettiva dell’ uomo Freccia di medicina: Dalla direzione dell’ introspezione Simbolo: Terra Stagione: Autunno Piante: Pino, Salvia, Tabacco Piante: Artemisia, Salice, Salvia Momento della giornata: Tramonto NORD Colore: Bianco Animale di Medicina: Bisonte Proprietà: Saggezza Freccia di medicina: Dalla direzione della saggezza Simbolo: Aria Stagione: Inverno Piante: Sweetgrass Momento della giornata: Cielo notturno ![]() ![]() July 26 * Goyathlay-Geronimo * ![]() * Goyathlay-Geronimo * Geronimo nacque nel 1829 come figlio di un semplice apache, Taklishim, vicino alle sorgenti del fiume Gila, in Arizona. Il suo primo nome fu Goyathlay, finché i messicani non gli diedero il soprannome di Geronimo (Hieronymus). Talvolta i soldati americani chiamavano Victorio Old Vic e Geronimo, a sua volta, Old Jerome. Trascorse una gioventù spensierata con i suoi fratelli. Il paese dove allora abitavano gli Apache Bedonkohe era particolarmente fertile ed è quindi comprensibile che anche i bambini facessero qualche lavoro nei campi. A otto o nove anni Geronimo fu condotto a caccia, per la prima volta, non solo della solita selvaggina, ma anche del bisonte, che veniva inseguito a cavallo. Anche in seguito quando andò a caccia di orsi, le sue armi furono sempre ed esclusivamente lancia, arco e frecce. Gli Apache Bedonkohe ebbero pochi contatti con i bianchi, tanto che in gioventù Geronimo ebbe occasione di vedere al massimo, una volta, un missionario. I suoi primi rapporti più ravvicinati con i bianchi furono intrisi di profonda tragedia e sarebbero diventati determinanti per la sua vita futura. A diciassette anni fu accettato nel consiglio dei guerrieri e poté pensare, in qualità di membro effettivo della tribù, di sposarsi. Alope, una fanciulla apache che corteggiava da tempo, divenne sua moglie e gli diede tre figli creando così una giovane famiglia che viveva serena e felice. Quando Geronimo aveva circa trentanni fu colpito da un colpo del destino destinato a lasciare il segno non solo sulla sua vita, ma su tutta l'evoluzione storica del Sud-Ovest. Mentre nel 1858 prendeva parte a una spedizione in Messico dove i Bedonkohe andavano per concludere affari con commercianti sul confine, le donne e i bambini indifesi lasciati al campo furono attaccati da soldati messicani e uccisi senza pietà. Tra i morti si trovavano anche la madre, la moglie e tutti e tre i figli di Geronimo che, impietrito, rimase davanti ai corpi delle persone che erano state più care a lui. Nel campo non vi era una sola luce, così mi allontanai, senza essere riconosciuto, e andai al fiume. Non so quanto tempo rimasi là, ma quando vidi che i guerrieri si radunavano per il consiglio, presi il mio posto. ![]() Questo tragico avvenimento ebbe lo stesso effetto sulla vita di Geronimo di quello provocato dall'assassinio - circa un secolo prima - della famiglia di Logan, da parte di Daniel Greathouse". Un uomo pacifico si trasformò in un angelo vendicatore: da quel momento Geronimo odiò i Messicani con tutto il cuore e fece di tutto per placare la sua sete di vendetta e il suo comportamento ne fu l'angosciosa conseguenza. Bruciò la capanna in cui aveva vissuto con la sua famiglia, radunò tutto ciò che conteneva e si offrì come ambasciatore della sua tribù per chiedere aiuto alle altre per una giusta rappresaglia contro i messicani. Tanto fu il suo zelo durante questa "missione", che nel giro di pochi mesi riuscì a convincere tre tribù. Prima che i messicani potessero rendersene conto gli apache raggiunsero la città di Arispe e gli otto uomini che gli abitanti mandarono loro incontro furono uccisi a sangue freddo per provocare i militari. Subito uscirono due compagnie di cavalleria e di fanteria e con gioia rabbiosa Geronimo si accorse che tra loro vi erano anche gli assassini della sua famiglia. Scoppiò una battaglia furiosa che durò più di due ore e vide molti caduti da entrambe le parti. Geronimo combatté come un leone e, quando anche gli ultimi messicani si diedero alla fuga, fu nominato dagli entusiasti guerrieri capo sul campo. Nel corso di ulteriori numerose razzie nel Messico, che guidò personalmente, il suo nome divenne famoso quanto temuto. Inizialmente combatté come alleato di Mangas Coloradas e, dopo la sua morte, di Cochise, considerandosi da quel momento un apache Chiricahua. Geronimo più tardi sottolineò che gli Apache, specie durante la guerra di secessione, furono vittime di ogni tipo di misfatti da parte di canaglie bianche che, per evitare i rigori della legge, si rifugiavano nei territori di confine Dopo la campagna di Crook, Geronimo ritornò nella riserva. Ma dopo la morte di Cochise le cose si fecero insopportabili e quindi Geronimo lasciò la riserva, con circa ottanta guerrieri, e riprese la guerra contro gli americani e i messicani. Nella primavera del 1877, l'Agente della riserva di San Carlos, John P. Cium, riuscì a far prigioniero Geronimo. In realtà era stato proposto a Geronimo di venire a San Carlos e, credendo che si volesse trattare con lui, accettò, ma con suo grande stupore si vide disarmare e gettare in prigione e gli americani lo lasciarono di nuovo libero solo quattro mesi dopo. Questo discutibile modo di agire non era certo la cosa migliore per far entrare gli americani nelle simpatie di Geronimo. Nel settembre del 1881, circa settantacinque guerrieri apache lasciarono la riserva di San Carlos e si misero al sicuro in Messico, i loro capi erano Geronimo, Naiche e Juh. Ancora una volta un gruppo relativamente piccolo di apa che provocò il massimo allarme tra i militari e la popolazione civile, nonostante che il confine messicano fosse pattugliato in forze dall'esercito americano. Nell'aprile del 1882, quegli spericolati guerrieri riuscirono a tornare negli Stati Uniti, per spingere i loro fratelli nella riserva a unirsi a loro e quando ripartirono in direzione sud il numero dei loro guerrieri era salito a circa trecento unità. Il colonnello Forsyth, capo degli americani durante la battaglia di Beecher's Island, si mise all'inseguimento con un reparto di cavalleria forte di quattrocento uomini. Con una mossa tattica geniale, Loco, il capo degli Warm Springs Apache, pur con un occhio solo, impegnò la sua retroguardia in un combattimento con gli inseguitori, trattenendoli così a lungo da permettere a gran parte dei suoi guerieri di raggiungere il confine messicano. Qui caddero in un agguato del maggiore Lorenzo Garcia, che massacrò con i suoi duecentocinquanta soldati, donne, bambini e vecchi in fuga. Infuriati, i guerrieri misero al sicuro i superstiti e tornarono sulle montagne della Sierra Madre. I messicani proibirono a orsyth, che era sopraggiunto nel frattempo, di continuare l'inseguimento degli apache che fremevano per l'impazienza di vendicarsi. L'esercito americano, ben sapendo quale pericolo rappresentassero gli "Apache liberi", rinforzarono la guarnigione dei forti. Venne richiamato anche il generale Crook, che non aveva ottenuto grandi risultati contro i Sioux e gli Cheyenne. Convinto che continuare la guerra contro gli Apache fosse insensato, Crook ritenne meglio trattare con Geronimo, che chiamava "Tigre vestita da uomo", e con gli altri capi. Dopo molte difficoltà il corpo di spedizione di Crook riuscì a individuare e ad attaccare un campo apache nella Sierra Madre. Geronimo che stava tornando da una razzia contro i messicani, seppe che il campo era stato occupato, ma si disse comunque disposto a trattare con Crook. Geronimo, colpito dal modo di fare rozzo ma visibilmente onesto di Crook, accettò di tornare nella riserva e, nei mesi successivi, trattando con il capo Chaeto si impegnò a raccogliere ciò che rimaneva degli apache e condurli nella riserva di San Carlos. Con Crook tornarono alla riserva più di trecentocinquanta apache, con i capi Loco, Nana, Mangas Coloradas, Chihuahua e Bonito. Nel febbraio 1884 li seguirono anche Geronimo e Chato: era la riprova che il progetto di Crook aveva avuto successo. Per più di un anno regnò la pace, anche se turbata da una perfida compagna di stampa contro Crook e Geronimo. Si chiedeva la morte di Geronimo e si accusava Crook di aver capitolato di fronte a quel "diavolo". Non è ancor oggi chiaro il motivo che spinse Geronimo, Nana, Naiche e Mangas Coloradas a lasciare di nuovo la riserva, con un gruppo composto da oltre centotrenta persone, tra cui un centinaio di donne e di bambini, nel maggio del 1885. Poiché tutto avvenne dopo che era stato loro vietato un banchetto ai Fiswin, si disse che l'esclusione era legata all'eccessivo consumo di alcool, ma i veri motivi devono essere stati più complessi al punto che lo stesso Geronimo sostenne che si stava per arrestarlo e impiccarlo, ma che era stato avvertito per tempo. La stampa e il famigerato "circolo di Tucson" inscenarono una campagna d'odio, non appena vennero a conoscenza della cosa, e invocarono la guerra. Ma Crook prudentemente evitò di impegnarsi in una più vasta spedizione punitiva, pur assumendo altri scouts Apache per cercare gli Chiricahua che erano tornati nella Sierra Madre. Geronimo trasformò ancora il Sud-Ovest, con una manciata di uomini, in un inferno. Non è possibile ricordare tutte le imprese funamboliche degli Apache, ma ancora una volta migliaia di soldati, volontari e scouts, inseguirono un manipolo di guerrieri che puntualmente prendevano per il naso i loro inseguitori. Il battaglione indiano del capitano Crawford, composto da apache pronti a combattere contro i loro fratelli, riuscì, nel 1866, a chiudere Geronimo in una gola, ma prima che Crawford potesse attaccare, Geronimo e i suoi erano già scomparsi. Ma alla fine Geronimo e Naiche erano ormai disposti a trattare con Crawford, che però fu ucciso per errore, poche ore dopo, dai messicani e Geronimo, che non voleva arrendersi al sostituto di Crawford, riuscì a parlare con Crook. Due mesi dopo si giunse a un incontro alle sorgenti di San Bernardino e Geronimo si arrese con la condizione che, dopo due anni di carcere in Florida, avrebbe potuto tornare nella riserva. Con un po' di leggerezza Crook glielo promise, ma il suo superiore, generale Sheridan, mandò a monte i suoi piani e dichiarò nulla la condizione. Per di più, Geronimo e Naiche, dopo una bevuta, scomparvero e Crook fu di nuovo messo in croce. Lo si accusò di disattenzione, di mancanza di responsabilità e di eccessiva tolleranza e, il 1° aprile 1886, Crook, molto amareggiato, fu costretto a lasciare l'incarico di comandante del dipartimento dell'Arizona. Il suo successore fu il generale Nelson A. Miles, il vecchio nemico del Nez Percé Giuseppe, un ufficiale dinamico che cominciò a sparare con i cannoni anche ai passeri e sguinzagliò cinquemila soldati e cinquecento scouts indiani per inseguire Geronimo e i suoi guerrieri, ridotti a non più di due dozzine. Del resto uno solo dei guerrieri di Geronimo poteva impegnare un gran numero di avversari, come dimostra il seguente episodio: un gruppo di ottanta messicani aveva ferito un apache e ucciso il suo cavallo. Dal momento che i suoi compagni si erano volatilizzati, l'apache si nascose dietro una roccia e riprese a combattere contro i messicani, di cui ne uccise sette, e respinse gli altri per poi scomparire in montagna dove si riunì ai suoi. Questa caccia selvaggia si protrasse per mesi e Geronimo, Naiche e i loro guerrieri si segnalarono con veri e propri atti di eroismo contro la schiera di inseguitori che, tra volontari e messicani, erano ormai diventati più di diecimila. Il generale Miles si rivolse anche agli apache "addomesticati" e li mandò a cercare acqua a Fort Marion in Florida e tra loro si trovavano anche molti scouts dell'esercito senza il cui aiuto gli americani avrebbero fatto una figura ancora peggiore di quella già incassata. In agosto le cose stavano così: Geronimo era stanco di combattere e trattò con il luogotenente Gatewood, ma tutto quello che quest'ultimo poteva offrire era una capitolazione incondizionata e il trasferimento in Florida, dove gli apache avrebbero atteso le decisioni del presidente. Decisiva fu alla fine la notizia che comunicò Gatewood, quella cioè del trasferimento di tutti i Chiricahua in Florida, compresa la famiglia di Naiche. Geronimo e Naiche si consultarono e decisero di arrendersi. Il 3 settembre ebbe luogo, a Sheleton Canyon, l'incontro con il generale Miles che rese ufficiale la resa. Gli apache vissero in Florida in condizioni penose per otto anni e, nonostante la promessa di non dividerli dalle loro famiglie, Geronimo e i suoi guerrieri furono messi nella prigione di Fort Pickens, mentre le donne e i bambini furono mandati a Fort Marion. Otto anni dopo furono trasferiti a Fort Sill, in Oklahoma, dove nonostante lì vi fossero condizioni di vita migliori, anche se di poco, gli apache - che formalmente erano dei prigionieri di guerra - avevano una grande nostalgia del loro paese. Geronimo rivolse quindi un'accorata petizione al Presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt: "C'è un importante problema tra gli Apache e il governo americano. Per vent'anni siamo stati prigionieri di guerra in seguito a un trattato stipulato dal generale Miles per gli Stati Uniti e me come rappresentante degli Apache. Questo trattato non è stato rispettato dal governo anche se, con il tempo, le condizioni erano cambiate. Nel trattato con il generale Miles ci dichiarammo disposti ad andare in un territorio fuori dall'Arizona e a imparare a condurre una vita simile a quella dei bianchi. Ora credo che la mia gente sia in grado di vivere rispettando le leggi degli Stati Uniti e vorremmo riavere la libertà di tornare nel paese che ci appartiene per diritto divino. Ora siamo di meno, abbiamo imparato a coltivare la terra per cui non ci servirà tanta terra come avevamo prima. Saremmo contenti che i bianchi si accontentassero di coltivare la terra di cui noi non abbiamo bisogno. Dobbiamo rimanere nella terra dei Comanche e dei Kiowa che non è come quella che servirebbe a noi... La nostra gente diminuisce di numero e diventerà sempre meno se non potremo tornare in patria. Secondo me non esiste una terra e un clima che assomigli a quello dell'Arizona. Noi potremmo avere abbastanza terra da coltivare, abbastanza erba, abbastanza legna e risorse del sottosuolo se potessimo vivere nel paese che l'Onnipotente ha creato per gli Apache. E nel mio paese, nella mia patria, la terra dei miei padri, dove chiedo di poter tornare. Desidero trascorrere là gli ultimi giorni della mia vita ed essere sepolto tra quelle montagne. Se sarà possibile morirò in pace con la certezza che la mia gente vive nella sua patria e che diventeranno di più, anziché sempre di meno com'è adesso, e che il nostro nome non scomparirà. So che la mia gente vivrebbe in pace e si comporterebbe secondo i voleri del Presidente, se abitasse nella terra dell'alto corso del fiume Gila, tra le montagne del New Mexico. Sarebbero benestanti, felici di lavorare la terra e di imparare le regole civili dei bianchi, che ora rispettano. Se potessi vedere che tutto ciò si compisse, potrei dimenticare tutte le ingiustizie che mi sono state fatte e potrei morire come un vecchio uomo felice. Ma in questa situazione non possiamo fare nulla da soli, dobbiamo aspettare finché coloro che hanno il potere vorranno agire. Se non accadrà mentre sarò ancora in vita, se dovrò morire in schiavitù, spero almeno che dopo la mia morte, a ciò che rimane degli Apache sia accordato il privilegio di tornare in Arizona." ![]() Il desiderio di Geronimo fu esaudito solo in parte, non poté infatti vedere il ritorno della sua tribù in prima persona. Il presidente Roosevelt, per il cui insediamento Geronimo si era recato a New York, fece la vana promessa che avrebbe parlato del caso alle autorità competenti, aggiungendo però di non nutrire molte speranze. A Fort Sill Geronimo era una grande attrazione per i visitatori, che osservavano con compiaciuto orrore il capo apache, muscoloso e di bell'aspetto, delle cui imprese eroiche e delle cui crudeltà si era molto raccontato. Ora era diventato un pacifico contadino, la cui moglie malaticcia si occupava della casa, pieno di amore e di orgoglio per i suoi figli e che amava scrivere lettere ai fratelli della sua tribù, nella riserva di San Carlos. Nel 1903 si era convertito al cristianesimo e tutte le domeniche andava in chiesa, indossando abiti eleganti. Nel 1905, Geronimo si sposò per l'ultima volta. Nell'estate dello stesso anno, il 1905, aveva preso parte all'ultima caccia al bisonte, organizzata come uno "show". Nel 1908 girò per qualche mese il paese con il Pawnee Bill's Wild West Show. Si racconta che vendesse i bottoni d'ottone della sua giacca, per 1 dollaro l'uno, come souvenir, e che l'astuto capo durante la notte ne riattaccasse di nuovi. Il 17 febbraio 1909, Geronimo morì in una piccola capanna, vicino all'ospedale di Fort Sill. Poco tempo prima era stato sorpreso durante una cavalcata dal maltempo e aveva preso una grave polmonite. Appena prima della sua morte fece mettere il basto e imbrigliare il suo cavallo, poi afferrò le redini. Alla sua morte il cavallo fu ucciso. Geronimo, l'ultimo grande capo guerriero degli Apache, poteva ora andare nei territori di caccia eterni. Le sue spoglie furono sepolte nel cimitero apache a Cache Creek e sulla sua tomba fu eretta una piramide di pietra la cui punta era sormontata da un'aquila. ![]() Toro Seduto-Lakota immagine donata da * Meggi * Guardale mentre sorgono sopra la linea d'incontro tra cielo e Terra. Nella vostra ascesa, o Stelle, fateci da guida, siateci maestre: insegnateci a essere, come voi, unite. * Apache * La foresta è la dimora di molti uccelli e di molti animali: l'acqua è la dimora dei pesci e di vari rettili. All'interno di una stessa specie, gli uccelli non sono tutti simili e così è con gli animali e con gli esseri umani La ragione per la quale Wakan Tanka non fece dieci uccelli, dieci animali o dieci esseri umani assolutamente uguali fu che voleva che ognuno di essi potesse avere il suo spazio, potesse bastare a se stesso senza occupare lo spazio degli altri. Sin dall'infanzia io ho osservato molto attentamente le foglie, gli alberi e l'erba e non ho mai visto due esemplari assolutamente uguali. Certo possono assomigliarsi molto, tuttavia nell'esaminarli con cura ho trovato che si differenziano sensibilmente tra di loro. * Okute Oglala-Lakota Sioux * ![]() ![]() ![]() COCHISE ...Le mie parole sono sincere, non voglio imbrogliarti, ma non voglio neanche essere imbrogliato. Ciò che voglio è una solida e duratura pace. Quando Dio creò la terra, ne diede una parte ai bianchi e un'altra agli Apache.., Perché si sono scontrati? Mentre parlo, sole, luna, terra, acqua, uccelli, animali e persino bambini non ancora nati dovrebbero rallegrarsi, I bianchi mi hanno cercato a lungo, ora sono qui. Che cosa vogliono?... Perché danno tanto valore alla mia persona? Non sono più il capo di tutti gli Apache, non sono ricco, sono solo un povero uomo. Il mondo non è stato sempre così. Dio non ci ha creati uguali a voi. Siamo nati come gli animali tra l'erba secca, non in un letto come voi. Per questo di notte ci muoviamo come animali rapiniamo e rubiamo. Se avessimo ciò che voi possedete, non avremmo bisogno di comportarci così. Non ho alcun potere sugli indiani che rubano e uccidono, altrimenti lo impedirei... Dio mi ha ordinato di venire qui. Mi ha detto che sarebbe bene vivere in pace, per questo sono venuto, Quando girava il mondo tra nuvole e aria, Dio è entrato nei miei pensieri e mi ha ordinato di fare pace con tutti, dicendo che il mondo era stato creato per tutti. Quando ero giovane e percorrevo questo paese vedevo solo apache e nessun'altra persona. Molti anni dopo viaggiai di nuovo in questo paese e vidi che altre persone erano venute, per prenderne possesso. Perché? ![]() La regina delle api C'era una volta una coppia che desiderava ardentemente un figlio ma non riusciva ad averne. Un giorno il marito andò in un campo a tagliare del bambù. All'improvviso udì una vocina che lo implorava di non fargli del male. Dove sei?, chiese l'uomo. In questa canna!, rispose la vocina. L'uomo aprì la canna di bambù e trovò un bambino piccolissimo, con il volto da ranocchio. Lo portò a casa e con la moglie si affezionarono subito al bambino, anche se non era molto bello. Lo chiamarono Bambù. Passarono gli anni e Bambù crebbe. Diventò un bravissimo ragazzo che aiutava il padre nel lavoro. Un giorno, il giorno del suo diciottesimo compleanno, i genitori gli diedero un abito e una spada e lo mandarono al mercato a vendere il riso e a comprare delle stoffe. Bambù attraversò la foresta ed ad un tratto si accorse di essere seguito. Gli si parò di fronte un leone affamato. Bambù gli disse: Non ho niente da darti, oggi. Ripassa domani. Ma il leone gli rispose: Ma io so già cosa mangiare: tu! Allora Bambù gli disse: Vattene via, altrimenti ti infilzerò con la mia spada! Il leone, intimorito, scappò via. Bambù era quasi uscito dalla foresta, quando incontrò un'ape che gli chiese di salvare la sua regina. La regina era una bellissima ragazza, piccolissima, con due ali argentate, che era rimasta impigliata in una ragnatela. Bambù la salvò, ed allora la regina gli regalò tre semi di melone. Questi semi ti aiuteranno a realizzare quello che vuoi. Basterà che tu lo desideri! Bambù andò al mercato e concluse i suoi affari. Poi tornò verso casa ed attraversando la foresta rincontrò il leone, ancora più feroce ed affamato. Bambù desiderò di ucciderlo con la spada di suo padre, ed ecco che di colpo riuscì a farlo. Un seme di melone era svanito nel frattempo dalla sua tasca. Bambù scoprì che i semi erano prodigiosi. Ascoltò il suo cuore e desiderò di essere un bel giovane e di rivedere la regina delle api. I due semi sparirono e Bambù diventò un bellissimo ragazzo: di fronte a lui giunse la regina delle api, che ingrandì fino a diventare una vera ragazza. I due tornarono a casa, si sposarono e vissero felici e contenti. ![]() ...Piccolo Sole guardò fuori dal teepe. Vide che finalmente la luna era uscita. Rimase lì a guardarla. S'immaginò un piccolo dialogo con lei, che per lui era così importante. Era come essere davanti alla cosa più bella del mondo. Ma perchè fare paragoni? Era proprio essere davanti alla cosa più bella del mondo. Piccolo Sole ne aveva sentite tante, di storie sulla luna, ma nessuna rispecchiava quello che cercava. Perchè era così bella? Perchè era così luminosa? Perchè la sua luce si rifletteva anche sul fiume vicino al villaggio. Nei momenti in cui la vedeva uscire di notte, con il suo vestito di stelle, bellissima, Piccolo Sole sapeva cosa significasse non pensare. Restava in contemplazione, muto, guardando quello che poteva essere il suo amore, sua madre, la sua migliore amica. Aveva visto dieci volte l'inverno succedersi all'estate, non era che un bambino. Non sapeva dare un nome a quello che sentiva, ma sapeva che in quei momenti con la sua luna era felice, come se la luce che riceveva da essa contenesse felicità pura. Sentì però un piccolo movimento alle sue spalle,: sua madre che si muoveva nella tenda, appena svegliata... e che probabilmente stava per cercare suo figlio. Piccolo Sole rattristato si vide costretto ad entrare, ma fece in tempo a girarsi e a guardare ancora una volta la luna, prima di tornare a dormire e cominciare a sognarla... ![]()
Terra e cielo O Madre Terra,o Padre Cielo.Spaccano le pietre,forano le montagne,ma non riescono ad ascoltare la voce della Terra che dice: "Non fatemi male,non distruggete la bellezza".Noi ringraziamo nostra Madre,la Terra, che ci nutre. Ringraziamo i fiumi e i ruscelli,che ci danno acqua.Ringraziamo le erbe,che ci donano forze risananti.Ringraziamo il mais e i suoi fratelli,il fagiolo e la zucca,che ci tengono in vita.Ringraziamo i cespugli e gli alberi,che ci donano i loro frutti.Ringraziamo il vento,che muove l'aria e allontana le malattie.Ringraziamo la luna e le stelle,che ci illuminano con le loro luci,quando il sole è tramontato. Ringraziamo il nostro progenitore,che protegge noi,suoi nipoti,e che ci dona la pioggia.Ringraziamo il sole, che ridente guarda giù sulla terra.Ma soprattutto ringraziamo il Grande Spirito, che unisce in sé tutta la bontà e tutto volge per il benessere dei suoi figli.O Madre Terra,o Padre Cielo,i vostri figli sulle schiene stanche portano doni splendidi. Tessete in cambio per noi vesti di luce: la trama sia luce bianca del mattino,l'ordito sia la luce rossa del tramonto,le frange siano di pioggia,e l'orlo d'arcobaleno,così che camminiamo ben vestiti là dove cantano gli uccelli e verde è il colore dell'erba. Padre, guarda la nostra desolazione. Noi sappiamo che in tutto il creato solo la famiglia umana ha smarrito la Sacra Via. Noi sappiamo che siamo gli unici ad essere separati. E noi siamo gli unici a dover tornare indietro per trovare il cammino sulla Sacra Via.Padre Divino, insegna a noi l'amore,la compassione e l'onore per poter guarire la Terra e guarirci gli uni con gli altri.O Madre Terra,o Padre Cielo. Riti Lakota ![]() RITUALI LAKOTA Tra i Popoli Nativi Americani,del gruppo linguistico Siouan, i Sioux sono i più conosciuti.La Nazione Sioux si divide in tre principali gruppi etnici,i Dakota,i Nakota e la tribù più occidentale,i Lakota. Prima dell’arrivo dell’uomo bianco sull’Isola della Tartaruga – nome Nativo dell’America –la vita dei popoli indigeni era scandita dai rituali.Così era anche per i Lakota.Ogni momento della loro vita sociale,come anche individuale,era regolata da alcuni rituali principali e da numerosi altri minori.Con la persecuzione e il genocidio perpetrato,prima dai conquistatori, poi da varie ondate migratorie dei bianchi europei,molti dei loro riti,oltre ad essere proibiti e dichiarati illegali,caddero nell’oblio. Solo pochi anziani continuarono a praticarli clandestinamente. Furono proprio qui anziani a conservare e a tramandare i riti,usi e costumi alle generazioni che,ritrovando la loro identità, desiderarono vivere seguendo le antiche regole.Negli ultimi decenni,dopo il risveglio dell’orgoglio e della coscienza nativa, a seguito di dure battaglie legali,ma anche combattute con le armi, a costo della vita di numerosi martiri,specialmente dopo avere ottenuto il diritto di praticare la propria religione,è rinato anche il rispetto e l’interesse verso le antiche pratiche spirituali. I rituali principali sono divisibili cronologicamente in tre gruppi. Quelli antichi,che risalgono alla notte dei tempi,prima dell’arrivo di Donna Bisonte Bianco,quelli che Lei stessa insegno e quelli più recenti,ricevuti in visione,da alcuni Uomini Medicina"Wichasha Wakan" La tradizione vuole che Whopi,Donna Bisonte Bianco,come Lei stessa predisse,ritorni tra i Lakota,alla fine dei tempi.Secondo alcune leggende, è di nuovo sulla Terra,in compagnia d’una donna,percorre le strade dell’Isola della Tartaruga,preparando la gente ad affrontare l’ultimo e il più difficile periodo per l’umanità. I rituali più antichi sono l’Inipi–la Capanna Sudatoria-lo Yuwipi–il Rito della Pietra Sacra– e l’Hanblecheya –la Ricerca della Visione. ![]() LA VISIONE DEL MONDO E LA SPIRITUALITA’ LAKOTA Sia la visione del mondo,sia la profonda spiritualità dei Lakota,è riassumibile in una sola frase:Mitakuye Oyasin= Tutto è mio parente.Queste due parole,nella lingua Lakota, insegnano l’origine unica di esseri e cose,la loro interconnessione e l’interdipendenza,su tutti i livelli della Creazione,sul piano spirituale come su quello materiale, Mondo Manifesto e Mondo Non Manifesto.Tutto proviene da Wakan Tanka,dal Grande Spirito,il Macrocosmo e il Microcosmo, Luce – Tenebra, Maschile – Femminile. Le dualità e le dicotomie sono alla base della vita, sotto ogni forma. Tutti i livelli della Creazione si formarono i quattro periodi successivi.Durante il primo periodo,Wakan Tanka emanò quattro Spiriti Superiori. Nel secondo,questi quattro crearono a loro volta i quattro Spiriti Associati.Nel terzo,questi crearono i quattro Spiriti Inferiori.Tutte queste Entità Spirituali,insieme, sono chiamati i Sedici Grandi Misteri che presiedono alla Creazione d’altri otto Spiriti Soprannaturali. HANBLECHEYA-RICERCA DELLA VISIONE La Ricerca della Visione, propriamente Piangere per la Visione deriva da: hanble = visione o sogno e da cheya = piangere. Questo rituale individuale, è praticato con differenti scopi. La prima Ricerca della Visione normalmente l’affrontavano i ragazzi alla soglia della pubertà, come un passaggio dall’infanzia all’età adulta, per trovare la propria identità, nome e direzione di vita. Spesso precedeva un’impresa di caccia o di guerra. Tuttora s’intraprende una Hanblecheya per chiedere una visione chiarificatrice per la vita futura, per ottenere nuovi poteri spirituali, in vista di cambiamenti importanti o prima di affrontare prove molto difficoltose, come ad esempio La Sun Dance o La Danza degli Spiriti. L’aspirante si reca da un uomo sacro o da colui che è autorizzato a condurre una Ricerca della Visione, fa la sua richiesta e indica il periodo che desidera rimanere in solitaria preghiera. L’Hanblecheya può avere una durata da uno a quattro giorni e notti completi. Per tutto il periodo l’aspirante non assume né cibo né acqua. Prima d’affrontare questo rituale, l’aspirante si purifica partecipando a quattro Inipi. Sceglie il suo posto, prepara 405 offerte di tabacco, legate su un unico filo, che fungeranno da recinzione del suo cerchio sacro ove rimarrà per tutto il tempo da lui indicato. Il giorno dell’inizio della Hanblecheya, l’aspirante si reca nella Capanna Sudatoria e riceve ulteriori indicazioni, prega per il buon esito dell’impresa e gli è dato dell’acqua da bere per l’ultima volta. Al termine della seconda porta esce e da quel momento non rivolge più né parola né sguardo verso niente e nessuno. Non appartiene più al mondo fisico, entra in se stesso e si rivolge totalmente al Mondo degli Spiriti. Viene accompagnato sul luogo da lui scelto è affidato al Grande Spirito. Lo si lascia solo per il periodo da lui indicato. Allo scadere del tempo lo si va a riprendere, entra nell’Inipi e a quel punto può iniziare a parlare e a raccontare la propria esperienza e riceve dell’acqua da bere. Alla seconda apertura esce e così termina la sua Ricerca della Visione. Fuori dalla Capanna Sudatoria è rifocillato, dissetato e l’aspetta una piccola festa con scambi di doni. ISHNATI AWICHALOWAM – CERIMONIA DELLA PUBERTA’ O DELL’EMANCIPAZIONE DELLA FANCIULLA Questa cerimonia arrivò in visione all’Uomo Medicina Tatanka Hunkeshme (Bisonte Lento), molto tempo fa, in un periodo in cui i Nativi non conoscevano ancora l’atto barbarico, introdotto dai "civili" bianchi, di violare una donna. Alla comparsa del suo primo 'Periodo della Luna', la fanciulla, deve essere resa consapevole dell’importanza e della sacralità del mutamento avvenuto in lei. Deve essere preparata ad affrontare la sua futura vita di donna e di madre, e ai suoi nuovi doveri. Il suo mutamento interiore e il suo cambiamento di status esigono anche profonde variazioni comportamentali nell’abbigliamento, nel modo di sedersi e persino nella foggia della pettinatura. Il rituale si celebra alcuni giorni dopo il termine della comparsa del menarca. La giovane, dopo avere conservato in un fagotto il primo flusso mestruale, lo deve depositare nell’incavo d’un pruno selvatico, allo scopo di preservarlo dai cattivi influssi e per propiziarsi la fertilità. Dopo la purificazione rituale nell’Inipi, e dopo avere affrontato una lunga e complessa serie di riti officiati per lei da un uomo o donna medicina, le si legano le mani con una lunga corda. Un capo di questo legaccio è tenuto dai genitori della ragazza che l’accompagnano così ad una festa celebrata per lei. Allora, alla presenza di tutta la tribù, la fanciulla recide la corda e si libera le mani. Da quel momento è da considerare una donna adulta e responsabile a tutti gli effetti. ![]() WIWANYAG WACHIPI – LA DANZA DEL SOLE La Danza del Sole è la più solenne e importante cerimonia dei popoli delle pianure.È il rito più complesso e completo,che esprime nella sua totalità,mediante autosacrificio,la spiritualità dei Lakota. Fu ricevuto in visione,molto tempo dopo la venuta di Whopi,da Kablaya(Sparge,per alcuni traduttori,Colui che s’Estende per altri).Secondo alcuni studiosi,la pratica della Danza del Sole ebbe iniziò tra l’800 e il 1200 dell’Era Moderna. Wiwanyag Whachipi,letteralmente tradotto significa: Danzare guardando il Sole. -WI = SOLE -WANYAG = GUARDARE -WACHIPI = DANZARE La Danza del Sole richiede un preciso impegno formale per la durata di quattro anni.Questo impegno è un giuramento. I partecipanti,uomini e donne, devono avere quattro requisiti: -WACHANTOGNAKA = GENEROSITA’ -WOOHITIKA = CORAGGIO -WOWACHINTANKA = FORZA D’ANIMO La cerimonia si svolge,ogni anno,per quattro anni,durante quattro giornate,più il giorno che la precede,Il Giorno dell’Albero.Per tutta la durata del rituale,i Danzatori,impegnati nella Danza dall’alba al tramonto,non assumono né cibo né acqua. Ogni aspetto della spiritualità Lakota,ha due valenze,una fisica e una spirituale. L’autosacrificio,il piercing rituale (foratura della carne)durante la Danza del Sole,oltre alle motivazioni,mai egoistiche,dei singoli danzatori,è praticato per rendere grazie al Creatore e alla Vita in ogni sua forma e espressione. È molto interessante notare la somiglianza con il Sacrificio di Purusa delle tradizioni Vediche. Nella cosmogenesi Lakota,un’Essere,Inyan,uno dei primi quattro emananti dal Grande Spirito,offrendo il proprio sangue, autosacrificandosi,creò Madre Terra profondendo in Essa i propri poteri.Una parte del suo sangue si solidificò diventando la crosta terrestre;il resto,fluendo formò i fiumi e le acque che delimitano le terre emerse. Sul piano fisico,il danzatore maschio offre il proprio sangue e il proprio dolore per rendere grazie alla vita ricevuta dalla madre,per onorare le donne,portatrici,in ogni tempo,della vita futura e per ringraziare e guarire Madre Terra. Pur non essendo frequente,ma per motivi molto seri,vi sono delle danzatrici che si sottopongono pure al piercing rituale. Altrimenti,il sacrificio femminile si limita all’offerta di minuscoli lembi di pelle. Nello svolgersi della lunga cerimonia della Danza del Sole,possono confluire in essa altri rituali,come ad esempio la Liberazione dello Spirito,la Foratura dei Lobi delle orecchie dei bambini e il rito dell’Emancipazione della Fanciulla. ![]() HUNKAPI E HUNKA LOWAPI IL RITO DELL’IMPARENTAMENTO E DEL CONTARE GLI INVERNI Hunkapi e Hunka Lowapi sono due rituali strettamente connessi tra loro.Contare gli Inverni era una cerimonia,ma anche un metodo molto pratico,adottato da quasi tutti i popoli Nativi Americani,di tradizione orale,per ricordare e tramandare gli eventi più eclatanti dell’anno.Su di una pelle di Bisonte si tracciavano dei simboli e dei disegni,una sorta di diario pittografico.Tali pelli erano conservate dai Cantastorie (Story – Teller) della tribù.Quei personaggi,generalmente anziani, ritualmente "leggendo" i disegni, narravano le gesta degli avi,spiegavano l’origine e le modalità delle cerimonie sacre e soprattutto insegnavano la storia della tribù ai giovani.Una di queste storie narra l’inizio del Rito dell’Imparentamento. L’Uomo Sacro,Matoshila (Ragazzo Orso),in una visione,vide una nuova cerimonia durante la sua esecuzione il mais aveva un ruolo di rilievo.Tale pianta,all’epoca,era assolutamente sconosciuta ai Lakota.Matoshila partì per un lungo viaggio e fece ritorno a casa con delle pannocchie.Fece ciò senza sapere d’avere derubato una tribù fino ad allora nemica,gli Arikara. Gli Arikara,rimasti senza le loro provviste invernali,mandarono dei messaggeri carichi di regali e molte trecce di tabacco. La Tribù di Matoshila accettò l’offerta di pace,restituì il mais celebrando,per la prima volta,il rito dell’Imparentamento. Questa cerimonia,come dice Alce Nero nel suo libro "La Sacra Pipa" …è per stabilire una parentela terrena che è il riflesso di quella parentela reale che esiste sempre tra l’uomo e Wakan Tanka: Come amiamo Wakan Tanka sopra ogni altro e prima di ogni altro,così dobbiamo amare anche i nostri simili e ad essi legarci con più stretti rapporti di parentela,anche se appartengono a un’altra nazione." WANAGI YUHAPI – LA CUSTODIA DELLO SPIRITO La Custodia dello Spirito : WANAGI = SPIRITO YUHAPI = ESSI HANNO,CUSTODISCONO Questo rituale è eseguito sia per evitare che l’anima di un morto vaghi senza meta sotto forma di fantasma sulla terra, sia per abituare i genitori all’idea della perdita di un figlio, ma anche per rispettare e mettere in grado d’adempiere ad un giuramento fatto dal defunto mentre era ancora in vita. Durante la cerimonia,celebrata da un uomo sacro,al deceduto vengono tagliate alcune ciocche di capelli,queste sono poi a vvolte in una stoffa rossa insieme ad alcune erbe sacre.Tale fagotto è conservato,o in una tepee appositamente costruita, o sull’altare,preparato a tale scopo,nella tenda o nella casa dei parenti o del custode. Chi custodisce uno spirito ha il dovere di vivere in modo sacro,di non inquietarsi mai con nessuno e di condursi in modo irreprensibile.Normalmente,allo scadere dell’anno,oppure dopo avere in questa forma presenziato ed adempiuto ai propri doveri o a un giuramento,lo spirito del defunto viene liberato.Ad esempio,vi sono state persone,che hanno preso l’impegno per la Danza del Sole,decedute prima d’averla terminata,i loro fagotti,con le ciocche di capelli,sono poste ai piedi dell’Albero Sacro e,con la conclusione del quarto anno della Danza,i loro spiriti sono liberati.A questi spiriti,mentre li si libera,sono affidate delle preghiere da portare direttamente a Wakan Tanka. ![]() INIPI – LA CAPANNA SUDATORIA È il rituale più antico,nessuno degli altri riti piò essere praticato senza la purificazione nella Capanna Sudatoria,ed è per ciò che l’Inipi precede tutte le pratiche spirituali dei Lakota.Oltre alla purificazione spirituale e fisica può avere differenti altri scopi, come può essere anche solo fine a se stesso.Il termine deriva dalla parola Inipo = devi purificarti. Il rituale si svolge nella capanna detta Onikare. La sua struttura è costituita da 12 o 16 rami di salice orientati secondo le Direzioni Cardinali.È a forma di cupola, che è cinta da quattro livelli di rami orizzontali simboleggianti i periodi della Creazione e tutto ciò che il numero quattro rappresenta.La sua forma sferica è il simbolo dell’universo intero,rappresenta Madre Terra, come anche le rotondità del ventre materno. La capanna,la sua forma e il materiale impiegato nella sua costruzione insieme rappresentano tutto ciò che esiste;i quattro elementi costituenti la Creazione, i Sedici Grandi Misteri:gli esseri viventi d’ogni genere e specie,l’umanità intera,gli animali,vegetali,come pure l’inanimato. All’origine,la capanna era coperta di pelli di Bisonte ma ora si usano teloni, stoffe di grandi dimensioni e coperte.Al suo interno,al centro, si trova una buca detta "Culla di Roccia" ove sono deposte le pietre incandescenti,i Tunka Yatapika,durante lo svolgersi del rituale. L’apertura dell’Inipi è rivolta verso l’Ovest,ove,oltre all’Altare e il Sentiero Sacro lungo sette passi,si trova il Fuoco Senza Fine,il Peta Ohiankesni, sopra il quale sono arroventate le pietre.La porta è bassa,bisogna inchinarsi per entrare e una volta dentro, si procede sempre carponi e in senso orario.Colui che conduce si siede accanto alla porta,ad Ovest.Dopo l’entrata di tutti i partecipanti,lo Sweat Lodge Chef, fa introdurre alcune pietre,il numero varia secondo lo scopo del rituale. Generalmente le prime pietre sono per le Quattro Direzioni più una per il Cielo, una per la Terra e una per Wambli Gleska = Aquila Chiazzata, il Messaggero di Wakan Tanka = Grande Spirito.I teli della porta della capanna si abbassano e dentro, nel buio assoluto,i partecipanti intonano canti e preghiere. L’Inipi dura quattro periodi dette porte.Durante la prima porta,con canti accompagnati dal suono del tamburo che imita il battito cardiaco,sono invocati gli Spiriti delle Direzioni,Wakan Tanka e Unci Maka = Madre Terra. Lo Sweat Lodge Chef recita una preghiera d’invito e di ringraziamento mentre versa l’acqua sulle pietre incandescenti sprigionando vapore e calore intenso.Poi è chiesta l’apertura della porta.Ad ogni apertura segue un piccolo intervallo durante il quale,solitamente,è introdotta dell’acqua fresca da bere e da condividere tra tutti i presenti.La seconda porta è dedicata alle preghiere personali.Nell’intervallo, tra la seconda e la terza porta,è fumata la Pipa,che riempita dopo l’accensione del Fuoco,è deposta sull’Altare.La terza porta è dedicata alla meditazione guidata. Con la quarta apertura termina la cerimonia,e dopo avere ringraziato e salutato gli Spiriti,i partecipanti escono seguendo sempre il senso orario e procedendo carponi in segno d’umiltà.L’uscita dall’Inipi segna sempre una rinascita. ![]() TAPA WANKA YAP – IL GIOCO DELLA PALLA Il complesso gioco rituale del Lancio della Palla,come vuole la tradizione,arrivò in visione a un uomo medicina chiamato Waks Mani (Si Muove Camminando). Al centro del campo da gioco quadrato vi è una fanciulla a rappresentare l’iniziale purezza e a ricordare la venuta di Donna Bisonte Bianco.La vergine lancia la Palla verso i quattro angoli ove si trovano i gruppi di partecipanti che lottano tra loro per poterla afferrare.Una volta presa,la si alza e la si presenta alle Quattro Direzioni,al Padre Cielo e alla Madre Terra.La Palla è di pelo di Bisonte dipinta con i quattro colori delle direzioni: NERO = OVEST - ROSSO = NORD – GIALLO = EST – BIANCO = SUD Sia il campo da gioco,sia i colori delle direzioni,la palla,il gioco rituale stesso,la fanciulla ed i partecipanti,insieme rappresentano il corso della vita degli esseri umani. Il quadrato del gioco è il Mondo Manifesto,la Palla è il Grande Spirito che tutti dovrebbero potere afferrare e che scende ugualmente su tutti.Anche se,secondo Alce Nero,ai giorni nostri vi sono sempre meno persone capaci d’afferrare questa Palla. Sempre meno sono coloro che riescono a guardare dentro se stessi e a cogliere la sottile voce dello Spirito e del proprio reale Sé. La simbologia del numero quattro,ovunque ricorrente,è molto complessa,raccoglie in se un’infinità di significati.I Quattro Periodi della Creazione,le Quattro Età dell’Uomo,i primi quattro Esseri Spirituali emanati da Wakan Tanka,il Mondo Manifesto e molto altro ancora. ![]() WANAGI WACHIPI – LA DANZA DEGLI SPETTRI La Danza degli Spiriti e degli Spettri,Ghost Dance,non è d’origine Lakota. Fu rivevuto in visione da Wowoka, un nativo della Nazione Paiute di Pyramid Lake. Wowoka,in una visione vide,per merito di una danza rituale,risorgere tutti i bisonti morti,sterminati dai cacciatori bianchi,scorazzare liberi attraverso infinite praterie.Vide tornare l’Età dell’Oro in cui la sua gente avrebbe potuto vivere nuovamente in pace e senza più l’ombra della minaccia degli invasori europei.La profetica visione di Wowoka si diffuse rapidamente tra tutte le nazioni native e giunse tra i Lakota in un momento molto difficile e senza speranza.Nel 1890,quando ormai,rinchiusi nelle riserve,senza cibo e vestiti per l’inverno,ridotti allo stremo,sentirono parlare d’una danza che avrebbe rimesso "le cose a posto".Mandarono due uomini,Toro Basso e Orso Scalciante a parlare con Wowoka.Questi al loro ritorno descrissero il rituale da seguire per attuare la Danza degli Spettri. Cucirono delle vesti speciali, dette camicie degli spiriti.Queste si dovevano decorare con dei simboli,stelle,Luna,Sole,aquile e altri animali totem,credendo che chi le avrebbe indossate sarebbe stato protetto dalle pallottole,in poche parole li avrebbero resi invulnerabili. A Wounded Knee,nel 1890,in un freddo giorno invernale,iniziò la Wanagi Wachipi che terminò con il massacro di oltre trecento persone,di uomini,donne,anziani e bambini inermi,il 29 dicembre. "… le mitragliatrici Hotchkiss riversarono proiettili esplosivi da due libbre ciascuno al ritmo di 50 al minuto,abbattendo tutto ciò che di vivo si trovava dinanzi a loro" Per la prima volta dopo 83 anni,nel 1974,vi fu una nuova Danza degli Spettri a Wounded Knee,era guidata da Henry Crow Dog,nipote del leader della Wanagi Wachipi originale.La Danza degli Spettri non è più la vecchia danza piena di disperazione e di odio.È la Danza della Speranza,d’un futuro,ormai non lontano,in cui tutti i popoli della Terra danzeranno insieme.Tutti i figli di Madre Terra,in un Cerchio Sacro,tenendosi per mano,uomini e donne,Rossi,Neri,Gialli e Bianchi. "Sto preparando la Capanna del Sudore per la Danza degli Spettri.La stiamo riportando indietro dopo tutti questi anni.Non la vecchia Danza degli Spettri,che avrebbe dovuto arrotolare la Terra dei Bianchi e riportare indietro la Terra Indiana al di sotto, ma uno spirito nuovo – vecchio.Sono come le gocce di pioggia che unite fanno un piccolo ruscello,molte gocce fanno un torrente,molti torrenti fanno un possente fiume che abbatte tutte le dighe.Noi siamo le prime gocce."– Disse Henry Ceow Dog nel maggio del 1974. La Wanagi Wachipi dura quattro giorni e quattro notti,i partecipanti sono senza acqua e a digiuno per l’intera durata.La Danza è in cerchio e tutti i Danzatori si tengono per mano per tutto il tempo.Cantano,danzano e pregano insieme,per un futuro migliore, per l’umanità intera e per guarire Madre Terra. ![]() YUWIPI – IL RITO DELLA PIETRA SACRA L’origine del Rito della Pietra Sacra risale alla notte dei tempi,prima dell’arrivo di Whopi,Donna Bisonte Bianco. Questa cerimonia complessa è anche molto discussa a causa di alcuni fenomeni "paranormali" che si possono verificare durante il suo svolgimento. Lo Yuwipi è celebrato dall’Uomo Yuwipi – Il Sognatore delle Pietre – uno sciamano specializzato nel ritrovare esseri e cose perdute.Opera con l’aiuto della divinità più antica dei Lakota,Tunka.Il suo intervento,durante questo rito,è invocato per una sua peculiarità.È onnisciente.È l’Essere più antico sulla Terra. Come vuole la leggenda,Tunka cadde dal Cielo,sotto forma di Roccia,prima che il nostro globo fosse abitato da altri esseri viventi.È alla conoscenza di tutti i segreti,può dare indicazioni sul dove e come ritrovare persone disperse e oggetti perduti. Tunka è la più intima essenza imperitura del Creatore,non creata,senza inizio né fine. "Tutto ha una nascita e una morte,ma Tunka non è mai nato né mai morirà. … Tunka è lo Spirito che cadde dal cielo. È una roccia.Conosce tutti i segreti. Ritrova ciò che è stato perduto." Nella lingua Lakota vi sono due termini di genere maschile per indicare la roccia, anche se nella traduzione italiana diventano di genere femmile: -INYAN = PIETRA - TUNKA = ROCCIA -Tunkashila = Nonno, è un altro modo per invocare Wakan Tanka. Chi desidera sapere qualcosa riguardo ad una persona scomparsa o vuole ritrovare un oggetto perduto deve chiedere l’intervento dell’Uomo Yuwipi.La sua richiesta deve essere formale è accompagnata da una Pipa Sacra e dal preciso impegno verbale di provvedere all’allestimento del banchetto che segue il rito. In una stanza,o in una tepee,i partecipanti e il richiedente si siedono in cerchio. Lo sciamano viene avvolto,dalla testa ai piedi, in una coperta che porta il disegno d’una stella.Dopo di che è legato con corde o con delle strisce di pelle, in modo da sembrare un grande bozzolo,e poi deposto,a faccia in giù,a terra,nel centro del cerchio. Si spengono le luci e nella completa oscurità si vedono saettare luci,volano pietre risplendenti, si odono suoni,canti e rumori.Alla fine della cerimonia,si riaccendono le luci e lo sciamano è completamente libero dal suo bozzolo e dai suoi legacci.A quel punto è pronto a riferire le informazioni ricevute da Tunka durante il suo viaggio sciamanico. Il tutto si conclude con il banchetto a base di carne di cane. CHANUPA – LA SACRA PIPA La Chanupa o Chanunpa è l’oggetto sacro per eccellenza tra tutti i popoli nativi ed è così anche per i Sioux. Secondo la leggenda fu Donna Bisonte Bianco a portarla in dono a un piccolo gruppo di Lakota. La Sacra Pipa è costituita da due parti: -Ihupo = cannello o Sinte = coda -Pahu = fornello Il cannello generalmente è fatto di legno d’acero,mentre il fornello principalmente è di catlinite,Inyan – Sha, una pietra rossa reperibile in un unico posto,nel Minnesota.Le due parti,quando la Pipa non è fumata, sono conservate separatamente.Sono singolarmente avvolte in stoffa rossa e così posti in una borsa di pelle finemente decorata con aculei di porcospino o ricamata con perline. La Pipa Sacra,come insegnò Whopi,è il più sacro e il più potente strumento di preghiera colmo di profondi significati e simboli. Il cannello,fatto di pietra rossa rappresenta la carne viva e il sangue coagulato di Madre Terra:è il principio femminile, l’elemento terra, Madre Terra e tutte le creature da essa generate e nutrite. La miscela di tabacco e di altre erbe e cortecce – kinnikinik o chanshasha – alludono alla vita vegetale,all’elemento acqua di cui si nutrono le piante,e naturalmente la loro accensione é la simbolica presenza dell’elemento fuoco. Durante il riempimento del fornello si prega e si invitano gli Spiriti delle Quattro Direzioni insieme al Padre Cielo e Madre Terra.Naturalmente il fumo,portando verso il cielo le preghiere,è il tratto d’unione tra l’uomo e la sfera divina. L’atto d’unire le due parti e di pregare fumando la Pipa è l’azione simbolica che rappresenta l’unione degli opposti, del maschile al femminile,il Cielo alla Terra,ed è la dimostrazione della consapevolezza dell’origine unica di tutti gli esseri e cose esistenti,dell’Universo intero.La comprensione profonda della stretta connessione e interdipendenza tra il mondo manifesto e non manifesto. ![]() Storia di un massacro:Wounded-Knee 1890![]() ![]() IL MASSACRO DI WOUNDED KNEE South Dakota 1890 ![]() Era quasi il crepuscolo quando la colonna avanzò lentamente sull’ultima altura e cominciò a scendere il pendio, verso Chankpe Opi Wakpala, il torrente chiamato Wounded Knee. L’oscurità invernale e i minuscoli cristalli di ghiaccio che danzavano nella luce morente davano una nota soprannaturale al paesaggio melanconico. In qualche luogo segreto lungo quel corso d’acqua ghiacciato giaceva il cuore di Cavallo Pazzo e i Danzatori degli Spettri credevano che il suo spinto disincarnato attendesse con impazienza la nuova, terra che sarebbe certamente venuta con la prima erba verde di primavera. Nell’accampamento della cavalleria sul torrente Wounded Knee, gli indiani furono fermati e contati accuratamente. Vi erano 120 uomini e 230 donne e bambini. A causa della crescente oscurità, il maggiore Whitside decise di attendere il mattino per disarmare i suoi prigionieri. Egli assegnò loro per accamparsi un’area a sud nelle immediate vicinanze del campo militare, distribuì loro razioni e poiché scarseggiavano i rivestimenti dei tepee, fornì loro diverse tende. Whitside ordinò che venisse messa una stufa nella tenda di Piede Grosso e mandò un chirurgo del reggimento a curare il capo malato. Per essere sicuro che nessuno dei prigionieri fuggisse, il maggiore mise di guardia due squadroni di cavalleria intorno ai tepee dei Sioux e poi piazzò i suoi due Hotchkiss in cima a un’altura che dominava l’accampamento. Questi cannoni scanalati, che potevano lanciare cariche esplosive a più di due miglia, furono messi in posizione tale da colpire le tende degli indiani da un capo all’altro dell’accampamento. Più tardi, in quella notte di dicembre, il resto del 7° reggimento marciò da est e bivaccò a nord degli squadroni di Whitside. Il colonnello James W. Forsyth, comandante dell’ex reggimento di Custer, prese ora il comando delle operazioni» Informò Whitside che aveva ricevuto ordine di mettere la banda di Piede Grosso su un treno della Union Pacific Railroad e di portarla in una prigione militare di Omaha. Dopo aver piazzato altri due cannoni Hotchkiss sul pendio accanto agli altri, Forsyth e i suoi ufficiali si accinsero a trascorrere la notte con un barilotto di whiskey per festeggiare la cattura di Piede Grosso. Il capo si trovava nella sua tenda, troppo ammalato per dormire, in grado appena di respirare. Perfino con le loro protettive Camicie degli Spettri e la loro fede nelle profezie del nuovo Messia, i Miniconjou avevano paura dei soldati a cavallo accampati intorno a loro. Quattordici anni prima, sul Little Bighorn, alcuni di questi guerrieri avevano contribuito alla sconfitta di alcuni di questi capi soldati – Moylan, Varnum, Wallace, Godfrey, Edgerly – e gli indiani si domandavano se nei loro cuori vi era ancora un desiderio di vendetta. ![]() «II mattino seguente sentii uno squillo di tromba» disse Wasumaza, uno dei guerrieri di Piede Grosso che alcuni anni dopo cambiò il suo nome con quello di Dewey Beard. «Poi vidi i soldati che montavano a cavallo e ci circondavano. Fu annunciato che tutti gli uomini dovevano venire al centro del campo per un colloquio e che dopo il colloquio dovevano andare nell’agenzia di Pine Ridge. Piede Grosso fu portato fuori dal suo tepee e sedette davanti alla sua tenda e gli uomini più anziani si riunirono intorno a lui e si sedettero proprio vicino a lui al centro.» Dopo aver distribuito le gallette per la colazione, il colonnello Forsyth informò gli indiani che ora dovevano essere disarmati. «Chiesero i fucili e le armi,» disse Lancia Bianca «così tutti noi consegnammo i fucili e li ammonticchiammo al centro.» I capi dei soldati non erano soddisfatti del numero delle armi consegnate e così mandarono squadroni di soldati a perquisire i tepee. «Entrarono nelle tende e uscirono con fagotti e li strapparono per aprirli» disse Cane Capo. «Presero le scuri, i coltelli e i pali delle tende e li ammonticchiarono vicino ai fucili.» Non ancora soddisfatti, i capi dei soldati ordinarono ai guerrieri di togliersi le coperte di dosso e di sottoporsi a una perquisizione. I volti degli indiani esprimevano tutta la loro rabbia, ma solo lo stregone, Uccello Giallo, protestò apertamente. Accennò pochi passi della Danza degli Spettri, e intonò un canto sacro, assicurando i guerrieri che le pallottole dei soldati non avrebbero forato i loro indumenti sacri. «Le pallottole non andranno verso di voi» egli cantò in Sioux. «La prateria è grande e le pallottole non andranno verso di voi.» ![]() I soldati di cavalleria trovarono solo due fucili, uno dei quali era un Winchester nuovo che apparteneva a un giovane Miniconjou di nome Coyote Nero. Coyote Nero sollevò il Winchester sopra la testa gridando che aveva pagato molto denaro per il fucile e che apparteneva a lui. Alcuni anni dopo Dewey Beard ricordò che Coyote Nero era sordo. «Se lo avessero lasciato solo egli sarebbe andato a deporre il fucile nel posto indicato. Essi invece lo afferrarono e lo spinsero in direzione est. Egli non si preoccupò nemmeno allora. Il suo fucile non era puntato su nessuno. La sua intenzione era di mettere giù quel fucile. Essi si fecero avanti e afferrarono il fucile che egli si stava accingendo a deporre. Lo avevano appena circondato quando si udì un colpo di fucile abbastanza forte. Non saprei dire se qualcuno fu colpito, ma dopo quel colpo ci fu un gran fracasso.» « Quel rumore assomigliava molto al suo suono della tela strappata» disse Penna Frusta. Colui-Che-Teme-il-Nemico lo descrisse come lo «scoppio di un fulmine». Falco Rotante disse che Coyote Nero «era un uomo pazzo, un giovane che aveva una cattiva influenza sugli altri e in realtà era una nullità». Disse che Coyote Nero sparò col suo fucile e «immediatamente i soldati risposero al fuoco e ne seguì un massacro indiscriminato». All’inizio del tumulto, il fuoco delle carabine era assordante, e l’aria era piena di fumo. Fra i moribondi che giacevano accasciati sulla terra gelata vi era Piede Grosso. Poi il fragore delle armi cessò per un momento, mentre piccoli gruppi di indiani e di soldati combattevano corpo a corpo, usando coltelli, mazze e pistole. Poiché solo pochi indiani avevano armi, dovettero presto fuggire e allora i grandi fucili Hotchkiss sulla collina aprirono il fuoco su di loro, sparando quasi un proiettile al secondo, falciando l’accampamento indiano, facendo a pezzi i tepee con gli shrapnel, uccidendo uomini, donne e bambini. ![]() «Cercammo di fuggire,» disse Louise Orsa Astuta «ma essi ci sparavano addosso come se fossimo bisonti. Io so che vi sono alcune persone bianche buone, ma i soldati che spararono sui bambini e sulle donne furono infami. I soldati indiani non avrebbero fatto una cosa simile ai bambini bianchi.» «Corsi via da quel luogo e seguii quelli che stavano scappando» disse Hakiktawin, un’altra giovane donna. «Mio nonno, mia nonna e mio fratello furono uccisi quando attraversammo la gola, e poi una pallottola mi trapassò il fianco destro e poi anche il polso destro e lì mi fermai perché non ero in grado di camminare e dopo il soldato mi raccolse e si avvicinò una ragazzina e si nascose sotto la coperta.» Quando finì l’esplosione di follia. Piede Grosso e più della metà della sua gente erano morti o erano gravemente feriti; i morti accertati furono 153, ma molti dei feriti si allontanarono strisciando e morirono in seguito. Secondo una valutazione, dei 350 Miniconjou che si trovavano lì, i morti, fra uomini, donne e bambini, furono quasi trecento. Fra i soldati vi furono venticinque morti e trentanove feriti, per la maggior parte colpiti dalle loro stesse pallottole o shrapnel. Dopo che i soldati di cavalleria feriti furono mandati all’agenzia di Pine Ridge, un distaccamento di soldati si recò sul campo di battaglia di Wounded Knee, raccolse gli indiani che erano ancora vivi e li caricò sui carri. Poiché appariva chiaro che prima di sera si sarebbe scatenata una tempesta di neve, gli indiani morti furono lasciati là dove erano caduti. (Dopo la tempesta di neve, quando un gruppo di affossatori tornò a Wounded Knee, trovò i corpi, compreso quello di Piede Grosso, congelati in posizioni grottesche.) I carri carichi di Sioux feriti (quattro uomini e quarantasette donne e Bambini) raggiunsero Pine Ridge quando era già notte. Poiché tutte le baracche disponibili erano occupate dai soldati, gli indiani furono lasciati sui carri scoperti, esposti al freddo intenso, mentre un inetto ufficiale dell’esercito cercava un riparo. Infine fu aperta la chiesa episcopale, furono tolte le panche, e il pavimento fu ricoperto con uno strato di paglia. ![]() Era il quarto giorno dopo Natale dell’anno del Signore 1890. Quando i primi corpi straziati e sanguinanti furono portati nella chiesa illuminata dalle candele, quelli che non avevano perso la conoscenza poterono vedere gli addobbi natalizi che pendevano dalle travi del soffitto. Da un capo all’altro del presbiterio, sopra il pulpito, era appeso uno striscione con la scritta: PACE IN TERRA AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTÀ. “Non sapevo in quel momento che era la fine di tante cose. Quando guardo indietro, adesso, da questo alto monte della mia vecchiaia, ancora vedo le donne ed i bambini massacrati, ammucchiati e sparsi lungo quel burrone a zig-zag, chiaramente come li vidi coi miei occhi da giovane. E posso vedere che con loro morì un’altra cosa, lassù, sulla neve insanguinata, e rimase sepolta sotto la tormenta. Lassù morì il sogno di un popolo. Era un bel sogno… il cerchio della nazione è rotto ed i suoi frammenti sono sparsi. Il cerchio non ha più centro, e l’Albero sacro è morto.” * Alce Nero -Hehaka Sapa * ![]() ![]() It is not important what you believe in. What is important is this: Will you - without aggression - let others feel,sense,search and experience anything they like ? In Memory of: 1. Chief Big Foot 2. Mrs. Big Foot 3. Horned Cloud 4. Mrs. Horned Cloud 5. William Horned Cloud, son 6. Sherman Horned Cloud, son 7. Pretty Enemy, niece 8. Mrs. Beard, daughter-in-law 9. Thomas Beard, grandson 10. Shedding Bear 11. Trouble In Front, son 12. Last Running 13. Red White Cow, daughter 14. Mother-in-law of Shedding Bear 15. High Hawk 16. Mrs. High Hawk 17. Little Boy, son 18. Little Girl, daughter 19. Whirl Wind Hawk 20. Mrs. Whirl Wind Hawk 21. Young Lady, daughter 22. Young Girl, daughter 23. Little Girl, daughter 24. Little Boy, son 25. Little Boy, son 26. He Crow 27. Pretty Woman, daughter 28. Buckskin Breech Clout 29. Running in Lodge, son 30. White Feather, son 31. Little Boy, son 32. Bear Woman 33. Crazy Bear 34. Elk Creek 35. Mrs. Elk Creek 36. Spotted Chief, son 37. Red Fish 38. Mrs. Red Fish 39. Old Good Bear 40. Young Good Bear 41. Mrs. Good Bear 42. Little Boy, son 43. Pretty Hawk 44. Mrs. Pretty Hawk 45. Baby Pretty Hawk 46. Mrs. Lap 47. Shoots the Right 48. Bad Wound, son 49. Bear Parts Body 50. Little Boy, son 51. Brown Beaver 52. White Beaver Woman 53. Black Coyote 1) 54. Red Water Woman 55. Sun In The Pupil 56. Mrs. Sun In The Pupil 57. Henry Three, or Pretty Bold Eagle 58. Iron Eyes (Big Foot's brother) 59. Mrs. Iron Eyes 60. Has a Dog 61. Red Shirt Girl 62. Pretty Woman 63. Albert Iron Eyes 64. White Day 65. Little Boy, son 66. Charge at Them 67. Old Woman, mother 68. Mrs. Iron American 69. Mrs. Yellow Buffalo Calf 70. Louis Close to Home 71. Cast Away and Run 72. Bad Braves 73. Red Horn 74. Winter 75. Strong Fox 76. Mrs. Strong Fox 77. Little Boy, son 78. One Feather 79. Little Boy, son 80. Without Robe 81. Old Man Yellow Bull 82. Mrs. Old Man Yellow Bull 83. Brown Woman 84. Shakes the Bird 85. Red Ears Horse 86. Shoots with Hawk Feather 87. His mother 88. Ghost Horse 89. Little Boy, son 90. Chief Woman 91. Mrs. Trouble in Love 92. Hat 93. Baby boy 94. Mrs. Stone Hammer 95. Little baby 96. Wolf Eagle 97. Good Boy, son 98. Edward Wolf Ears 99. Little Girl 100. Shoots the Bear 101. Kills Assiniboine 102. George Shoots the Bear 103. Mrs. Shoots the Bear 104. Kills Crow Indian 105. Little Body Bear 106. Mrs. Little Body Bear 107. Little Boy, son 108. Baby girl 109. Red Eagle 110. Eagle Body, daughter 111. Little Girl 112. Little Elk 113. Mrs. Little Elk 114. Black Shield's little girl 115. White Wolf 116. Red Ears Horse, sister 117. Old Woman, her mother 118. Wood Shade 119. Mrs. Wood Shade 120. Running Stand Hairs 121. Mrs. Running Stand Hairs 122. Young lady, daughter 123. Scabbard Knife 124. Mrs. Scabbard Knife 125. He Eagle 126. Mrs. He Eagle 127. Edward He Eagle, son 128. Young girl, daughter 129. Young boy, son 130. Log 131. Mrs. Log 132. Really Woman, son 133. Brown Hoops 134. Little boy, son 135. Young girl, daughter 136. Mule's daughter, young lady 137. Red Other Woman 138. Black Flutes, young boy 139. Takes away the Bow 140. Gray in Eye 141. Mrs. Drops Blood 142. Young boy, son 143. Little boy, son 144. Old Woman 145. Mrs. Long Bull 146. Young girl, daughter 147. Spotted Thunder 148. Swift Bird 149. Mrs. Swift Bird 150. Boy, son 151. Boy, son 152. Strike Scatter 153. Boy, son 154. Wolf Skin Necklace 155. Last Talking, old woman 156. Not go in Among 157. Wounded Hand 158. Comes Out Rattling, wife 159. Big Voice Thunder 160. Mercy to Others 161. Long Medicine 162. Broken Arrow 163. Mrs. Broken Arrow 164. Young Man 165. Young Woman 166. Brown Turtle 167. Old Woman, mother 168. Bird Wings 169. Not Afraid of Lodge 170. Bear Comes and Lies 171. Wears Calf's Robe 172. Yellow Robe 173. Wounded in Winter, son 174. Mrs. Black Hair 175. Bad Spotted Eagle 176. Mrs. Bad Spotted Eagle 177. White American 178. Long Bull 179. Courage Bear 180. Mrs. Courage Bear 181. Fat Courage Bear 182. George Courage Bear 183. Black Hawk 184. She Bear, wife 185. Weasel Bear, daughter 1) had a Winchester Rifle) July 25 Due Luna-Pioggia sul Viso-Quanah Parker-Tashunka Witko Il capo Cheyenne Due Luna, in una fotografia scattata intorno al 1900. Due Luna, capo Cheyenne (1847-c.1917). Il suo nome nella lingua cheyenne era Ishi'eyo Nish, "Due Luna", in quanto il plurale nella sua lingua non viene mai usato, e apparteneva ad una importante famiglia di Cheyenne settentrionali. Divenne ben presto, grazie alle sue doti di guerriero, uno dei nove capi della famosa società militare degli Wohk'seh'hetan'iu, "Cuccioli di Volpe". Nel 1876 partecipò alla battaglia di Reynolds sul Powder, a quella del Rosebud contro Crook, e infine alla grande giornata del Little Big Horn, comportandosi da valoroso. Come capo di una delle principali società militari, fu sempre in prima linea. Dopo la vittoria sui soldati del 7°Cavalleria,il suo villaggio si spostò sul fiume Tongue, sfuggendo ai bianchi per tutto l'autunno e l'inverno successivi. Gli Cheyenne però furono costretti ad arrendersi nella primavera successiva e il 22 aprile del 1877 si consegnarono a Fort Keogh. Da quel momento rimase in pace coi bianchi e nel 1914 incontrò il presidente americano Wilson a Washington. Il giornalista Hamlin Garland lo intervistò in merito alla battaglia di Custer e il resoconto apparve sul "McLure's Magazine" del settembre 1898. Garland lo descrisse come un vecchio alto, con una bella carnagione chiara, dal torace largo, e di portamento eretto e marziale. Pioggia sul Viso fotografato da Frank B. Fiske intorno al 1902 Capo Hunkpapa(1835- 24 settembre 1905) Nato nei pressi della biforcazione Cheyenne, nel Dakota settentrionale, da una famiglia di sei persone, non apparteneva ad una famiglia importante e dovette lottare duramente per diventare un capo. Il suo curioso nome fu dovuto forse a quando la madre lo lasciò nel portainfante fuori della tenda e una pioggerella battente gli picchiettò il viso. O forse quando durante uno scontro con i Gros Ventre, la pioggia che cadeva fitta gli sciolse la pittura di guerra dipinta sul viso. Nome a parte, divenne un guerriero forte e coraggioso e le prime notizie su di lui lo ricordano alla battaglia del dicembre 1866 contro Fetterman, quando i Lakota distrussero completamente il suo reparto. Il capo Comanche Quanah Parker (1845- 23 febbraio 1911) Nato tra i Comanche Kwahadi, "Antilopi", nei pressi dell'odierna Wichita Falla nel Texas, era figlio della prigioniera americana Cyntia Ann Parker e del capo Peta Nocona. Intorno ai 15-16 anni, due o tre anni dopo aver perso la madre compì la cerimonia dell'Aquila, quella che faceva entrare i ragazzi nell'età adulta, e divenne un guerriero. Il padre prima di morire, gli diede il nome da adulto e lo chiamò Tseeta, "Aquila". Fece un duro tirocinio militare durante le periodiche razzie e incursioni che le bande Kwahadi compivano nel Texas e nel Messico, preferibilmente durante i periodi di luna piena, la famosa "Luna Comanche", che incuteva paura e terrore tra i coloni della frontiera. Quanah ebbe due mogli, Chony e Weckeah. Una era figlia del capo Vecchio Orso e la famiglia era contraria al matrimonio, in quanto il pretendente era un mezzosangue. Una notte però, Quanah, rapì la ragazza e andò a vivere con lei assieme a un centinaio di guerrieri sposati e no. In poco tempo la banda crebbe e Vecchio Orso dovette acconsentire all'unione, perchè il giovane diventava sempre più seguito e ammirato. Fino agli anni sessanta, i Comanche intensificarono la lotta contro i bianchi, combattendo soprattutto contro i cacciatori di bisonti che sterminavano le mandrie, distruggendo il sistema di vita degli indiani nomadi. TASHUNKA WITKO * Cavallo Pazzo * Tashunka Witko nato nel 1844 a Fiume Rapid morto 05.09.1877 a Camp Robinson I genitori gli fecero impartire la miglior istruzione ipotizzabile come guerriero, tanto che - ancora ragazzo - poté prender parte a battaglie contro Corvi, Shoshoni e altre tribù nemiche storiche dei Sioux. A soli sedici anni partecipò a una missione contro i Gros Ventres, sotto il comando del famoso capo Sioux Hump. Durante il combattimento, fu ucciso il cavallo di quest'ultimo, che si trovò impotente in balia dei nemici, ma Cavallo Pazzo cavalcò rapido come un fulmine con il suo pony e lo salvò da quella scomoda situazione. I due fuggirono poi sul cavallo del giovane guerriero. Fu presente anche alla battaglia sul fiume Sweetwater (1861) in cui gli Shoshoni, con a capo il famoso capo Washakie, subirono una pesante sconfitta. Da allora Cavallo Pazzo fu annoverato tra i più famosi guerrieri della sua tribù. Pare che il suo nome derivi da un fatto accaduto alla sua nascita, quando un cavallo imbizzarrito attraversò il villaggio. Secondo un'altra versione avrebbe ricevuto questo nome, Cavallo Pazzo, per le analogie tra il suo comportamento e quello di un nobile, famoso destriere, mentre secondo Fielder lo avrebbe già portato suo padre. Cavallo Pazzo fu descritto come un uomo di aspetto particolarmente gradevole, di statura imponente, insomma quasi un apollo, un luminoso esempio di cultura ed educazione, sempre misurato e cortese, nato per essere un capo. Per dare un'idea del suo carattere, basti dire che non tolse mai lo scalpo a un nemico, non indossò mai gli abiti ricchi e sontuosi dei capi o il copricapo di penne e non prese mai parte a feste o balli. Non si fece mai fotografare o ritrarre, per cui rimane l'unico capo indiano famoso del quale non esiste un ritratto autentico. Questo suo modo di essere circondò il famoso capo oglala Cavallo Pazzo di un'aureola quasi mistica. Nella coscienza degli Americani, Cavallo Pazzo aveva spinto il capitano Fetterman e la sua orda di cacciatori di scalpi Sioux incontro al loro meritato destino facendo uso di una strategia intelligente. Da quel momento l'esercito americano tentò ostinatamente di catturare l'astuto oglala e di ucciderlo, ma senza successo. Dopo che, il 1° febbraio del 1876, era stata dichiarata la guerra e la prima spedizione punitiva rimase bloccata dalla neve, il 1° marzo il generale Crook partì con ottocento uomini per attaccare i Sioux. Dopo l'ingenuità del colonnello Reynold che, pensando di avere di fronte il villaggio di Cavallo Pazzo, attaccò invece il villaggio cheyenne del capo Due Luna, diede il villaggio alle fiamme e cacciò gli indiani che quasi morirono per lo sfinimento, per cui dal quel momento gli Cheyenne, indignati, si unirono ai Sioux. Si tenne una grande riunione sul fiume Rosebud nel corso della quale Nuvola Rossa tentò invano di dissuadere i suoi da una guerra contro gli Americani. Persino suo figlio, Jack Nuvola Rossa, era schierato dalla parte dei sostenitori della lotta a cui si unì imbracciando il fucile decorato in argento di suo padre. Toro Seduto fu nominato capo supremo dei Sioux e Due Luna capo supremo degli Cheyenne. Tutte le altre sezioni delle due tribù avevano un loro capo e per gli Oglala fu scelto Cavallo Pazzo. Nel giugno del 1876, nell'accampamento delle tribù riunite sul fiume Rosebud, si svolse una grande cerimonia propiziatoria, chiamata la Danza del Sole, nel bel mazzo della quale Toro Seduto ebbe una visione. Vide indiani e soldati cadere a capofitto nell'accampamento e il Grande Spirito che consegnava i soldati nelle mani degli indiani. L'annuncio di questa visione suscitò grande entusiasmo tra i guerrieri come, alcuni giorni dopo, avrebbero dovuto dolorosamente sperimentare i militari americani. Il 16 giugno giunse sul fiume Rosebud il generale Crook con milletrecento uomini. Tra loro vi erano più di trecento Scouts tra Corvi, Ankara e Shoshoni che davano a Crook la convinzione fatale di essere invincibile. Non solo sottovalutò le forze nemiche, ma non si preoccupò di avere di fronte uno stratega geniale. Che il generale Crook arrivasse in quel luogo era parte di una manovra ideata dal generale Sheridan per chiudere in una morsa e annientare gli indiani, spinti a sud dal generale Crook, a nord-ovest dal generale Gibbon e a nord est dal generale Terry. Ma la scelta dei tempi risultò completamente sbagliata, perché il 17 giugno ebbe luogo una battaglia tra gli indiani e il solo generale Crook. Incitati dalle visioni di Toro Seduto e spinti dal capo Cavallo Pazzo, che quel giorno superò se stesso e sembrava trovarsi in ogni punto del campo di battaglia contemporaneamente, Sioux e Cheyenne combattevano con un entusiasmo quasi ossessivo che terrorizzò Crook: Seguitemi, seguitemi! Oggi è un buon giorno per morire! Così Cavallo Pazzo incitava alla battaglia e gli uomini di Crook vacillavano. I combattimenti si protrassero per tutto il giorno e solo verso sera gli indiani tornarono nel loro accampamento a Reno Creek. Il generale Crook aveva subito una dolorosa sconfitta e Cavallo Pazzo aveva iscritto per sempre il suo nome nelle cronache del selvaggio Ovest. Poco dopo il generale Terry si riunì agli Scouts del generale Gibbon e incaricò il generale Custer di andare avanti con i suoi in avanscoperta sul fiume Rosebud. Lo smisurato orgoglio di quest'uomo lo portò a non rispettare gli ordini e a rifiutare rinforzi. Con il suo 7° Reggimento di cavalleria, che comprendeva cinquecentottantacinque soldati, trentuno ufficiali e parecchi scouts dei Corvi e Arikara, Custer cavalcò dritto verso la rovina. Più tardi Toro Seduto raccontò lo svolgimento della battaglia: Sapevamo già da parecchie settimane che i soldati erano in marcia, ma volevamo evitare di combattere, se possibile... Le nostre spie osservarono per tre giorni la marcia di Custer verso il nostro accampamento. Da parte mia provvidi a mettere al sicuro donne e bambini... Aspettammo che i soldati attaccassero il nostro villaggio come per la battaglia di Washita del 1868, dove fu ucciso Black Kettle e donne e bambini furono calpestati dagli zoccoli dei cavalli. Gli indiani Teton sono troppo coraggiosi e amano troppo le loro famiglie per farsi massacrare dai soldati degli Stati Uniti e per non combattere per loro fino alla morte. Così incaricai i miei giovani guerrieri di accendere fuochi dentro e fuori dalle tende abbandonate e di mettere all'ingresso delle prime tende bastoni vestiti da uomini e di appendere nelle strade del villaggio delle stanghe con appesi pezzi di coperta che il vento muoveva... nel tremolio delle fiamme si aveva l'impressione che il villaggio fosse densamente popolato. Con i miei guerrieri mi nascosi sulle colline più vicine e attesi fino a quando i soldati aprirono il fuoco contro il nostro villaggio. Tutto si svolse secondo i miei piani. I soldati americani, rispettando gli ordini ricevuti, uccisero i negoziatori che avevo mandato loro incontro per offrire la pace, e avanzarono impetuosamente, aprendo il fuoco sul villaggio deserto, pieno di vecchie tende e pupazzi di stoffa.Ancor prima che si riprendessero dallo choc e dalla delusione di aver attaccato un villaggio vuoto, piombai su di loro con tutti i miei guerrieri! I miei uomini in men che non si dica li sterminarono fino all'ultimo uomo... Personalmente non uccisi Yellow Hair (soprannome di Custer, detto "capelli gialli") era matto e corse verso la sua morte! Non vi furono testimoni oculari bianchi della battaglia. Rain-in-the-Face, un capo Hunkpapa, parlò del ruolo avuto da Toro Seduto: Toro Seduto, dopo aver fatto pratiche propiziatorie sul pendio di una collina, ci tenne un discorso, raccontandoci che gli era apparso il Grande Spirito a cavallo di un'aquila e gli aveva predetto che sarebbero arrivati i soldati, ma che gli indiani li avrebbero cancellati dalla faccia della terra. Le sue parole riempirono di gioia i nostri cuori. Il giorno dopo arrivarono le nostre spie e annunciarono che i bianchi stavano arrivando. Toro Seduto ingannò gli Scouts Ankara, facendo costruire alle donne tende vuote all'ansa del fiume, poi si ritirò a pregare per la vittoria e si presentò di nuovo solo a battaglia terminata. Un altro testimone oculare raccontò di Cavallo Pazzo: Cavallo Pazzo saltò sul suo cavallo Pinto con gli occhi lampeggianti, con le penne rosso brune dell'avvoltoio, il suo spirito protettore, sul capo. "Hop, avanti!" gridava. Dopo il totale sterminio di Custer e dei suoi, avvenuto all'incirca il centesimo giorno dalla dichiarazione d'indipendenza, rovinando completamente la festa degli Americani, Toro Seduto metteva in guardia gli indiani dall'attaccare nuovamente i soldati: Davanti a noi ci sono due possibilità: spingerci a nord, nel paese della regina Vittoria, o a sud, nel paese degli Spagnoli. Altrimenti le nostre ossa diventeranno bianche come quelle dei bufali, nella prateria... Dobbiamo andarcene prima che i bianchi ci annientino! Disperato, gli rispose Cavallo Pazzo: Abbiamo sconfitto i soldati due volte e non basta mai. Non vi è salvezza per noi se fuggiamo, perché se un giorno le Giubbe Rosse ne avranno abbastanza di noi, dovremmo tornare indietro. Io rimango nel mio paese, qualsiasi cosa accada. I Sioux a quel punto si divisero: Toro Seduto si ritirò per un po' di tempo in Canada, Cavallo Pazzo sulle montagne del Big Horn.Dopo essersi ripreso dallo shock della sconfitta di Crook al fiume Rosebud e dallo sterminio di Custer al Little Big Horn, l'esercito americano, assetato di vendetta, nell'estate del 1876 percorse in lungo e in largo la zona delle Black Hills, agendo con crudeltà inimmaginabile nei confronti degli indiani. Toro Seduto rimase sulle sue posizioni con ancor maggior convinzione: Credete che si possa concludere le pace con gli uomini e poi macellare donne e bambini? A ottobre gli indiani attaccarono un reparto militare al comando del colonnello Otis che si muoveva nel loro territorio. Durante una tregua Otis si mise in contatto con il generale Miles e qualche giorno dopo si giunse a un incontro tra Toro Seduto e il generale Miles. Toro Seduto chiese con decisione l'allontanamento di tutti i coloni, dei cercatori d'oro e dei soldati dal suo paese e che si ripristinasse l'ordine di cose garantito nel trattato del 1868. Miles rifiutò senza discutere, abbandonò il colloquio e dichiarò finita la tregua. Il Congresso americano fece il resto, approvando una legge che stabiliva che i Sioux avrebbero dovuto rinunciare alla terra sul fiume Powder e alle Black Hills. Questa legge spinse molti capi ad arrendersi. Tra loro anche Cavallo Pazzo, che nel maggio del 1877, raggiunse Camp Robinson e si arrese. Fratelli è finita. Non possiamo più combattere, perché non abbiamo più armi, non possiamo sfuggire, perché non abbiamo più cavalli. Ora vedremo se i nostri amici sono amici veri o falsi, perché solo l'amico di un uomo che non ha più nulla è un vero amico. Anche dopo essersi arreso, Cavallo Pazzo mantenne la coscienza di sé e la sua innata dignità e al contrario di molti altri capi non ritenne di dover assumere un comportamento sottomesso e strisciante nei confronti dei bianchi. Per questo dovette affrontare il rifiuto e l'invidia non solo dei bianchi ma anche di molti indiani. Nuvola Rossa e suo zio Coda Maculata, in particolare, vedevano in lui un temibile concorrente per la posizione di capo Sioux più rappresentativo, in quanto il vincitore della battaglia del fiume Rosebud e del Little Big Horn aveva ottenuto l'aureola di invincibilità, pur essendosi arreso, e rappresentava il simbolo vivente della libertà del suo popolo. Non ero nemico dell'uomo bianco. Di tanto in tanto alcuni miei giovani guerrieri aggredivano gruppi di Corvi o di Arikara, ma spesso erano loro ad attaccarci. Ci nutrivamo di carne di bufalo e ci vestivamo con le loro pelli, la caccia quindi aveva un posto privilegiato nella nostra vita, come del resto le discordie e le liti nei periodi di fame nelle riserve. Ma Grey Fox non si fermò ne per il freddo, ne per la neve e distrusse il mio villaggio. Noi saremmo morti tutti per la fame e per il freddo se non avessimo preso i nostri cavalli. Poi venne Long Hair Custer e fece la stessa cosa. Si dice che lo abbiamo massacrato, ma lui avrebbe massacrato noi se non ci fossimo difesi. Il nostro primo pensiero fu quello di fuggire con donne e bambini, ma eravamo così lenti che fummo costretti a combattere... Grey Fox mandò altri soldati, che circondarono il mio villaggio. Ero stanco di combattere. Desideravo essere lasciato in pace, per cui aspettai che arrivassero e di notte raggiunsi l'agenzia di Coda Maculata, mentre le truppe si avvicinavano al mio accampamento. Touch-the-Clouds sa bene che mi fermai tranquillamente da Coda Maculata. L'agente mi disse che avrei dovuto prima parlare con il comandante bianco delle Black Hills. Sotto la sua protezione mi presentai disarmato ma, anziché lasciarmi parlare, tentarono di imprigionarmi e, quando tentai di fuggire, un soldato mi ferì con la sua baionetta. In un'altra occasione dichiarò: Bianchi, non vi abbiamo invitato a venire qui, il Grande Spirito ci diede questa terra per patria. Avevate la vostra patria e noi non ci siamo occupati delle vostre faccende. Il Grande Spirito ci ha dato abbastanza terra, con molti bufali, selvaggina, antilopi e altra cacciagione. Ma voi siete venuti, pretendete la nostra terra, distruggete la nostra selvaggina, tanto da renderci la vita difficile. Ora ci dite che per vivere dobbiamo lavorare, ma il Grande Spirito ci ha creati per la caccia, non per lavorare. Voi bianchi potete lavorare quanto volete. Non ci immischiamo nei vostri affari. Noi non vogliamo la vostra civiltà! Vogliamo vivere come i nostri padri e come i nostri antenati! Cavallo Pazzo fece una fine tragica. Purtroppo i suoi nemici avevano ordito intrighi e gli avevano attribuito piani segreti di ribellione. Il luogotenente Clark, rappresentante del generale Crook, pretese che Cavallo Pazzo e i suoi si mettessero al servizio dell'esercito come Scouts nella guerra contro i Nez Percé e il loro coraggioso capo Joseph'. All'inizio Cavallo Pazzo rifiutò questa assurdità, ma le urla e le minacce del furioso Clark lo costrinsero alla fine a dare il suo consenso, pur controvoglia. Il mio popolo e io siamo stanchi di questa guerra. Siamo venuti qui e ci siamo arresi al Grande Padre, perché desideravamo la pace. Se desidera che riprendiamo le armi e ci chiede aiuto, andremo a nord a combattere finché non ci sarà più alcun Nez Percé in vita. Frank Grouard, un interprete mezzosangue, con una traduzione del tutto opposta, anziché "Nez Percé" tradusse "uomo bianco" causando grande turbamento e sdegno, nonostante un secondo interprete avesse subito corretto l'errore. Cavallo Pazzo lasciò la riunione mentre regnava la massima confusione. Circolavano sempre nuovi sospetti, si diceva che il capo progettasse di uccidere il generale Crook, che, venutone a conoscenza, mise una taglia di cento dollari sulla testa di Cavallo Pazzo. Quella stessa notte Cavallo Pazzo lasciò l'agenzia per accompagnare sua moglie Black Shawl all'agenzia di Spotted Tail, accompagnato da alcuni fedelissimi, per farla visitare dal dottor McGilly-cuddy, un medico di cui aveva fiducia. Coda Maculata e il capitano Lee, responsabile dell'agenzia dei Brulé, gli andarono incontro per farlo tornare indietro. Dopo aver trattato a lungo, Lee diede la sua parola che a Cavallo Pazzo sarebbe stata data la possibilità di esporre le sue ragioni al generale Bradley, comandante di Camp Robinson, mentre Black Shawl rimase sotto la protezione dei suoi parenti per ricevere le cure mediche necessarie. Cavallo Pazzo torno indietro e fu intercettato e fatto prigioniero da Scouts indiani in uniforme, che lo arrestarono. Bradley rifiutò di parlare con il prigioniero, nonostante le insistenze di Lee; Cavallo Pazzo fu buttato in prigione e la porta si chiuse rumorosamente alle sue spalle e, in quel momento, si rese conto della sua condizione, lui che per tutta la vita aveva lottato per la libertà. Disperato estrasse il suo pugnale e cominciò a sferrare fendenti intorno a lui, colpendo Little Big Man, un suo vecchio compagno di lotta, divenuto un traditore. Subito dopo due scouts Brulé tennero fermo il furibondo capo e una sentinella lo trafisse alle spalle con una baionetta. Colpito gravemente. Cavallo Pazzo cadde a terra, fu trasportato nell'ufficio del generale Bradley ( era infatti stato proibito di riportarlo nella sua capanna) dove, avvolto nel suo mantello insanguinato, cadde in preda ad allucinazioni. Il suo migliore amico, il capo Minnecoujou Touch-the-Clouds, vegliò il moribondo; verso mezzanotte arrivò suo padre e cantò il canto funebre accanto al letto di morte di suo figlio. Poco dopo mezzanotte, Cavallo Pazzo riprese conoscenza: È bello che tu sia qui, padre! Subito dopo il grande capo Oglala spirò. I suoi genitori portarono, il mattino seguente, le spoglie del loro figliolo in un luogo segreto in montagna e lo sotterrarono. Mai il piede di un uomo bianco avrebbe dovuto sporcare la sua tomba. Poco tempo dopo l'assassinio si venne a sapere, per merito del capitano Lee, che Crook e Bradley avevano avuto ordine dall'alto di catturare il capo in qualsiasi modo e di trasportarlo, il più rapidamente possibile, a Dry Tortuges, in Florida. Qui, nella terra del grande eroe di guerra Osceola, caduto in mano americana in seguito ad un tradimento simile, il grande generale Oglala avrebbe dovuto rimanere prigioniero per tutta la vita. La sua morte prematura gli risparmiò almeno questo atroce destino! *Tatanka I'yotanka-Toro Seduto Lakota*![]() * * * * * * Vivi la tua vita in maniera tale che la paura della morte non possa mai entrare nel tuo cuore. Non attaccare nessuno per la sua religione; rispetta le idee degli altri, e chiedi che essi rispettino le tue. Ama la tua vita, migliora la tua vita, abbellisci le cose che essa ti da. Cerca di vivere a lungo e di avere come scopo quello di servire il tuo popolo. Prepara una nobile canzone di morte per il giorno in cui ti incamminerai verso la grande separazione. Rivolgi sempre una parola od un saluto quando incontri un amico, anche se straniero, in un posto solitario. Mostra rispetto per tutte le persone e non umiliarti davanti a nessuno. Quando ti svegli al mattino ringrazia per il cibo e per la gioia della vita. Se non trovi nessun motivo per ringraziare, la colpa giace solo in te stesso. Non abusare di niente e di nessuno, per farlo cambia le cose sagge in quelle sciocche e priva lo spirito delle sue visioni. Quando arriverà il tuo momento di morire, non essere come quelli i cui cuori sono pieni di paura, e quando arriverà il loro momento essi piangeranno e pregheranno per avere un 'altro poco di tempo per vivere la loro vita in maniera diversa. Canta la tua canzone della morte e muori come un eroe che sta tornando alla casa. * Capo Tecumseh * * * * * * * Preghiera Sole, caro antenato, sii buono oggi al tuo sorgere, portami fortuna. Fà che lavori con frutto nel mio campo, che ari, che pianti il grano, che lo irrighi. Sole, sii buono all'ora del tramonto, quando mi steno per dormire. Mentre riposo,esci di nascosto, compi il tuo viaggio molte volte mandami prodigi. Fammi restare quello che sono. * Havasupai * HAVASUPAI: Tribù delle zone desertiche dell'Arizona occidentale;sono tra i discendenti di un'antichissima civiltà nativa sorta lungo le rive del Colorado,nota col nome di cultura Patayan o Hakataya. Il loro nome significa"Gente dell'acqua blu". Per voi uomini bianchi noi eravamo selvaggi. Voi non avete capito le nostre preghiere. Non avete mai cercato una volta di capirle. Quando noi cantavamo le nostre canzoni di lode al Sole,alla Luna o al vento, pregavamo idoli ai vostri occhi. Senza capirci,e solo perchè il nostro modo di preghiera era diverso dal vostro, ci avete condannato come anime perse. Noi vedevamo l'opera del Grande Spirito nella sua intera Creazione: nel Sole,nella Luna,negli alberi,nei monti e nel vento. Talvolta ci avvicinavamo a Lui per mezzo di quello che aveva creato. Questo era forse così male? Io so che noi crediamo con tutto il cuore all'Essere Supremo, e la nostra fede è forse più forte di tanti bianchi,che ci chiamano pagani. I selvaggi rossi furono sempre più intimamente uniti alla natura dei selvaggi bianchi. La natura è il libro di quella Grande Forza che voi chiamate Dio e che noi chiamiamo Grande Spirito. Che gran differenza fa già un nome! * Tatanga Mani * Nonostante la sua istruzione in una scuola "bianca", Tatanga Mani studiò per tutta la vita la natura, il "libro del Grande Spirito". Da anziano intraprese un viaggio nel mondo come ambasciatore della pace, della buona volontà e della fratellanza tra gli uomini, su richiesta dello Stato Canadese. bastoni intagliati degli Indiani Stoney,e si muoveva a Buckingham Palace in modo altrettanto disinvolto come nella tenda natia. Instancabile.egli cercò di avvicinare gli amici bianchi al modo di pensare indiano. ![]() Le colline sono sempre più belle delle case di pietra. In una grande città la vita si riduce ad un'esistenza artificiale. Molti uomini sentono ancora a stento la vera terra sotto i piedi, vedono ancora appena crescere le piante,eccetto che in vasi di fiori, e solo di rado lasciano dietro di sè le luci delle strade, per lasciar agire su di loro la magia di un cielo notturno cosparso di stelle. Qando gli uomini vivono così lontano da tutto quello che il Grande Spirito ha creato, allora dimenticano facilmente le sue leggi. * Tatanga Mani * Tatanga Mani aveva 82 anni quando pronunciò queste parole in un discorso tenuto a Londra,durante il suo viaggio intorno al mondo. ![]() La mia canoa Lungo la notte immobile guido la mia canoa, verso di te,mio amore. Mentre le stelle splendono e cade la rugiada, vado in cerca di te. Son io,son io quello che scivola a notte sul torrente, su una canoa di legno di betulla. Son io in cerca di te. * Algonkin Chippewa * ALGONKIN Tirbù della regione dei Grandi laghi,approssimativamente collocabile tra gli odierni territori del Michigan e Illinois. ALGONKIN significa"il posto delle anguille".Alla famiglia Algonkin appartengono fra gli altri: - i Blackfeet, il cui territorio si estendeva nell'area settentrionale dei"Great Plains"(montana,Nebraska,Wyoming);assieme ai Cheyenne,è stata una delle tribù la cui sussistenza si basava in gran parte sulla caccia del bufalo; - i Chippewa, nome più noto della tribù degli Ojibwa,di controversa traduzione;il territorio si estendeva intorno ai Grandi Laghi,tra gli Stati Uniti e il Canada,fino alle zone subartiche orientali;tra loro vi erano parecchi sottogruppi,tra cui i Saginaw,che abitavano in aree dell'attuale Michigan; - i Passamaquoddy,che occupavano aree dell'attuale Louisiana. ![]() Faccia bruciata Un bambino indiano,giocando,cadde in un fuoco da campo e ne restò ustionato.Il suo nome divenne così Faccia Bruciata,e lui,sentendosi schernito e vergognandosi del suo aspetto,passo l'infanzia restando il più possibile chiuso nella sua tenda.Una volta cresciuto,lasciò la tribù e si isolò sulle montagne.Fu qui che costruì la prima Ruota,che simboleggiava per lui il cerchio di un villaggio invisibile,parenti,amici,compagni di vita che avrebbe voluto avere e non aveva più. Un giorno Faccia Bruciata,mentre piangeva la sua solitudine,vide un tornado avvicinarsi e tramutarsi in una Grande Aquila.Interrogato dall'aquila,Faccia Bruciata le rivelò il perché della sua tristezza. Allora l'aquila lo portò in volo fino al suo nido e gli fece conoscere i due aquilotti suoi figli, i quali gli chiesero in dono degli archi e delle frecce.Faccia Bruciata li costruì per loro,e venne ricompensato con uno specchio magico nel quale poteva rimirarsi con il volto miracolosamente intatto. In seguito,Faccia Bruciata uccise a pietrate una mitica Lontra del fiume,divoratrice di aquilotti. Per premiarlo d'aver salvato i suoi figli da una possibile minaccia,la Grande Aquila lo riaccompagnò al suo villaggio garantendogli per sempre la sua protezione sacra.Cosi Faccia Bruciata venne onorato, si sposò,e visse fino a diventare vecchissimo,insegnando a tutti a costruire cerchi di pietre.Il mito ci dice che sono proprio gli esclusi e gli emarginati a sentire più forte il bisogno della comunità e a capirne l'importanza.La Ruota rappresenta l'Appartenenza a qualcosa di più grande del nostro piccolo io,l'identità collettiva che ciascuno di noi porta in sé... e che è capace di grandi magie. Un singolo individuo,ci insegnano insomma gli Indiani d'America,può anche diventare un eroe leggendario, ma è insieme che si vince o si perde la battaglia della vita. ![]() |
||||||||||
| ||||||||||